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   – Il libro, acquistarlo –
 
22/05/2009

copertina mimesis

DAI BLOG AI SOCIAL NETWORK
Arti della connessione nel virtuale
a cura di Maddalena Mapelli e Umberto Margiotta
MIMESIS EDIZIONI
Isbn 9788884838490 -
Anno 2009 Euro 16,00



Stiamo aspettando le prime copie vere anche se siamo sicuri che da Milano il pacco con le prime copie è già partito! Per ora ci accontentiamo della copertina virtuale e della scheda dell'editore. Ma appena saremo sicuri, al 100 per 100, che il secondo libro della collana Ibridamenti c'è davvero, vi daremo tutti i dettagli.

La scheda on-line di Mimesis

In questo volume si raccolgono gli esiti del lavoro di ricerca condotto nell'ambito del progetto Ibridamenti. Oggetto dell'indagine sul campo sono nove blog, tra i quali blog noti come Catepol 3.0 (di Caterina Policaro) e Pro-fumo (di Daniele Devoti) o blog di nicchia come il blog letterario Colfavoredellenebbie (di Zena Roncada) o il blog salotto formato dagli affezionati alla community di lefty333boy e orsarossa. Il volume inoltre, oltre a raccogliere alcune testimonianze tra coloro che per primi hanno abitato il social network Facebook, cerca di verificare lo stile di connessione di alcuni blogger all'interno di ambienti come Twitter e Friendfeed. Viene infine proposta una lettura qualitativa dell'account Facebook dello scrittore Aldo Nove.

Si tratta di ricognizioni sistematiche che hanno messo in luce, grazie all'affinamento degli strumenti di osservazione, la specificità dei singoli nodi analizzati, le risposte creative, uniche e irriducibili a standardizzazioni, che ogni singolo nodo ha generato all'interno della rete.

La ricerca condotta dalla Community di Ibridamenti dimostra alla fin fine che se si affinano gli strumenti di osservazione, non è più possibile intendere la rete come il luogo dell'annientamento delle differenze e dell'omologazione identitaria. Essa apparirà piuttosto come una formidabile occasione per sperimentare, oltre la cogenza dei dispositivi, un uso creativo, costruttivo e formativo delle nuove tecnologie.

IN LIBRERIA dal 10 Giugno 2009

Già acquistabile su www.mimesisbookshop.com

02/10/2008

La nuova carne poetica

Della femmina intelligenza
a cura di Carmine Mangone

con poesie di:
Chiara M. Coscia, Paola Silvia Dolci, Loredana Di Biase, Liocorpo, Caterina M., Valentina Mosca, Orsarossa, Pamela, Marta Parmigiani, Romina Staltari

PesaNerviPress
euro otto. Il libro lo si trova qui.
ISBN : 978-88-903112-3-9

[ Di seguito, un estratto dalla prefazione di Carmine Mangone, Fiori, poesia e altre amenità. ]

(…) «Le poème est l’amour réalisé du désir demeuré désir». Quest’aforisma di René Char condensa in poche parole tutto il dinamismo di ciò che nell’attitudine poetica è il richiamo, l’apertura decisiva su un futuro che si vuole tra le braccia della bellezza: desiderio che resta desiderio – ossia movimento del cuore, dell’intelligenza – nella concretizzazione sempre parziale e soggettiva di un’idea dell’assoluto che si situa all’altezza della vita.

L’intelligenza ha la sua carne, il suo sconcerto. Tesse fili e sbroglia nubi. Porta con sé il sesso del giorno, i sorrisi della notte, la logica feroce di una lotta senza quartiere contro la banalità del mondo.

Mai subire la vita, neanche quando si agisce in pura perdita.

Bisogna andare incontro all’inconsulto maneggiando le terribili ironie del poeta, lungo il tracciato scosceso di una ricerca incessante e rintuzzando con tenerezza e decisione la crassa contemplazione del già dato.

[ Non bisogna però fermarsi sulla soglia, trattenersi sul poème, ovvero sul residuo testuale dell’agire poetico. Il traguardo appena tagliato deve richiamare un nuovo slancio, una nuova capacità del saper vivere. L’attitudine poetica è l’amore che sconcerta il suo stesso desiderio e che si pone come conoscenza estetica del mondo materiale. ]

 

In fondo, la poesia ha un’incidenza davvero minima sulla vita delle comunità umane, perché molti di coloro che credono di possederla ne spossessano in realtà tutti gli altri costringendola in un ambito affatto separato – l’ambito delle Lettere – dove i segni poetici restano qualcosa di inoffensivo e patetico.

In cosa dovrebbe consistere invece l’impresa che si vuole poetica? A cosa dovrebbe volgersi il cimento di chi la assume?

Per quanto mi riguarda – e parlo per me, soprattutto per me – poesia è l’apertura decisiva sul mondo, la capacità quindi di cogliere gli aspetti unici e belli del vivente e, più di tutto, la relazione con coloro che sentono il bisogno di dare un significato avvincente alla vita. E questo, ben al di là o al di qua delle parole. Per cui, ai miei occhi, un facitore di versi non è necessariamente un poeta. (…)

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tags: recensioni, poesie, dalla rete, scritture in rete

23/09/2008


Il “Romanzo a colori”: impreziosito dalle illustrazioni di Luigi Serafini, è stato scritto da un centinaio di personalità dell’economia e della cultura virtualmente costituenti la Living Mutants Society. La sfida che hanno accettato: racchiudere la propria conoscenza umana e professionale in un’opera narrativa collettiva, ispirata alle celebri Città Invisibili di Italo Calvino.

Le riflessioni di Marco Minghetti generate dai commenti a questo post:
[commeto #17]

1) Come nasce questo romanzo?
L’operazione si inquadra in una riflessione metadisciplinare sviluppatasi inizialmente intorno alle riviste «Hamlet» (da me fondata nel marzo 1997 e diretta fino al luglio 2003) descritta in termini teorici generali nel Manifesto dello Humanistic Management (Etas, 2004); approfondita nei volumi L’Impresa shakespeariana (Etas, 2002, illustrato da Milo Manara), e Nulla due volte (Scheiwiller, 2006), che ho scritto in collaborazione con il Premio Nobel per la Letteratura Wislawa Szymborska.
Ho chiamato l’approccio messo a punto in questo percorso “humanistic management”: una apertura al nuovo che guarda alle possibilità dell’Information & Communication Technology coniugate a discipline che solo da qualche tempo hanno cominciato ad essere utilizzate in contesti imprenditoriali – la letteratura, la filosofia, l’antropologia, la drammaturgia, la cinematografia (per approfondimenti: www. humanisticmanagement.it).“Dalla poesia all’apprendimento”: così è sintetizzata la questione nella controcopertina del Manifesto.


2) In cosa consiste propriamente la multidisciplinarietà de Le Aziende In-Visibili?
Sono partito dall’idea di realizzare una nuova modalità di scrittura mutante che andasse oltre le barriere e le divisioni classiche del sapere. Ora, il modo più ovvio e radicale di riprodurre la poliedrica virtualità dei punti di vista con cui si può leggere il reale è fare scrivere insieme un numero il più possibile elevato di persone, provenienti da campi disciplinari diversi e da esperienze eterogenee, facendole interagire come se fossero i neuroni di uno stesso cervello, creando sinapsi creative al servizio di una opera finale collettiva, interconnessa e condivisa, dall’identità molteplice, certo, ma al tempo stesso unica e coerente. Come ha ben messo in luce il recente libro Wikinomics, il concetto di mashup, di contaminazione, trasformazione e trasferimento fra conoscenze, discipline e prodotti artistici o di altro tipo, è essenziale per lo sviluppo della conoscenza e della innovazione nella nostra epoca neo-alessandrina. Sotto questo aspetto assai significativa è la presenza di 190 immagini di Luigi Serafini (il grande artista italiano scoperto proprio da Calvino) che commentano il testo, che è divenuto così un “romanzo a colori”.

3)Come hai svolto il ruolo di Direttore artistico del progetto?
Come accennavo prima, ho cercato di affrontare il tema cruciale della narrazione collettiva in modo radicalmente innovativo, in linea con le pratiche collaborative di produzione open source e wiki che in tutti i campi stanno segnando le nuove frontiere della conoscenza e dell’innovazione. In sintesi (il metodo da me proposto è nei dettagli descritto nell’Introduzione de Le Aziende In-Visibili) io credo che nella realizzazione di un romanzo collettivo
a. il Direttore Artistico debba partecipare attivamente alla produzione del testo. Il suo ruolo (come quello di Linus nel caso della creazione del sistema operativo Linux) è di proporre il nucleo narrativo del progetto che intende sviluppare, insieme ad una serie di regole di scrittura da condividere con il gruppo dei co-autori. In questo caso io ho scritto i 18 Episodi-cornice, nonché una decina altri Episodi intermedi: ho collaborato poi con ciascuno dei 98 co-autori nella redazione delle altre parti del romanzo;
b. nella logica “mashup” tipica della creatività contemporanea è bene che il testo di base sia una mutazione di uno (o più) testi classici. Nel caso de Le Aziende In-Visibili il testo “tradito” è Le Città Invisibili di Calvino, con interpolazioni tratte da tutta l’opera narrativa e saggistica dello scrittore, nonché da numerosi altri capolavori della letteratura mondiale;
c. i materiali prodotti nelle varie fasi di lavoro (durato due anni) sono sempre stati messi a disposizione del gruppo, a scadenze mensili. Responsabilità del Direttore Artistico è stata quella di definire quali fra le modifiche e le integrazioni (al testo originale e/o alle regole di scrittura) proposte via via dai co-autori andassero validate o meno.

4) Alla fine di questo lavoro quale struttura ha assunto il romanzo?
Le Aziende In-Visibili riflette la molteplicità dei piani comunicativi su cui occorre porsi per leggere, almeno tentativamente, la complessità del mondo contemporaneo: come in un impossibile “ipertesto barocco” il soundtrack, il link alle Città Invisibili, gli Esagrammi dal Libro dei Mutamenti Organizzativi, la posizione di ogni Azienda In-Visibile nell’Astrogramma, indicati nelle In-Visible Scorecards, che accompagnano ciascuno dei 128 Episodi (ovvero un versione Ante e una Retro di ciascuna delle 55 città calviniane, più i 18 Episodi-cornice che aprono e chiudono i 9 capitoli in cui il romanzo è articolato), tracciano innumerevoli percorsi di lettura. Al tempo stesso, questa organizzazione del Wikiromance agevola il compito di chi a sua volta volesse rielaborarlo attraverso altri linguaggi, a partire da quello dei blog  e dei video. Il prossimo passo infatti potrebbe essere la creazione di una “web-opera” in cui i 128 episodi del romanzo si traducano in altrettanti videoclip da diffondere in Internet. Un primo video, visibile sul nostro Metablog, è già stato realizzato dai ragazzi dell’Accademia dell’Immagine di L’Aquila. E non escludo che il tutto si possa realizzare nella realtà virtuale di Second Life, forse il luogo più adatto per rendere visibili le aziende in-visibili….
Mi fermo qui perché non vorrei essere troppo invasivo. Segnalo solo, per chi volesse avere ulteriori ragguagli sulle premesse teoriche che sostengono il progetto, i post che in questi mesi ho pubblicato sotto il titolo complessivo "Dalle Città Invisibili a Le Aziende In-Visibili" nel Metablog dedicato al volume





Oltre a Marco Minghetti, hanno partecipato al libro:
Massimo Acantora Torrefranca, Armando Adolgiso, Andrea Amerio, Giuseppe Antonelli, Giovanni Anversa, Sisina Augusta, Gloria Bellicchi, Chiara Beretta Mazzotta, Alessio Bertallot, Enrico Bertolino, Domenico Bodega, Francesco Bogliari, Cinzia Bomoll, Caterina Bonetti, Aldo Bonomi, Elisabetta Bucciarelli, Leonardo Buzzavo, Luciano Canova, Diomira Cennamo, Pepa Cerruti, Antonella Cilento, Innocenzo Cipolletta, Paolo Costa, Annalisa Decarli, Franco D’Egidio, Giorgio Del Mare, Stefano Delprete, Antonio Fazio, Paolo Ferrarini, Marcello Foa, Andrea Fontana, Paolo Gai, Nicola Gaiarin, Alberto Garutti, Gi(ov)anni Gasparini, Emilio Genovesi, Lucilla Giagnoni, Michele Governatori, Andrea Granelli, Gianmichele Lisai Senes, Maria Ludovica Lombardi, Giuseppe Longo, Pina Luciani, Pierfrancesco Majorino, Francesca Marzotto Caotorta, Armando Massarenti, Massimo Maugeri, Gianna Mazzini, Mariagrazia Mazzocchi, Paolo Melissi, Rossella Milone, Francesco Morace, Franco Morganti, William Nessuno, Andrea Notarnicola, Valeria Novellini, Josephine Pace, Michele Pacifico, Roberto Panzarani, Elisabetta Pasini, Walter Passerini, Massimo Pietroselli, Valentina Pisanty, Federico Platania, Alberto Provenzali, Adriana Quaglia, José Rallo, Enzo Riboni, Alessandro Rinaldi, Isabella Rinaldi, Dario Rinero, Valeria Rossi, Pier Aldo Rovatti, Enzo Rullani, Giulio Sapelli, Paolo Savona, Luigi Serafini, Andrea Sgarro, Antonio Staglianò, Antonio Strati, Cristina Tagliabue, Giovanna Tinunin, Piero Trupia, Francesco Varanini, Pino Varchetta, Luca e Laura Varvelli, Elena Varvello, Walter Veltroni, Amalia Vetromile, Carmelo Vigna, Gianpietro Vigorelli, Roberto Vittori, Alessandro Zaccuri, Anna Zanardi, Antonio Zoppetti

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16/09/2008


Il titolo è un pò provocatorio, ma essere diretti, a volte, aiuta a pensare.

Il successo anche in Italia dei social network (Facebook, Twitter e FriendFeed) sta allargando - rispetto alla blogosfera - la base degli utenti e sta rendendo il social network una pratica diffusa, ogni giorno più accessoriata e capace di contaminare la rete
e di collegare tutto a tutti.

[...]
Grandi cambiamenti in vista per il sito del Wall Street Journal. Stando a quanto hanno svelato in un blog del New York Times, entro martedì il sito del venerabile quotidiano finanziario statunitense cambierà faccia per orientarsi verso un modello molto in voga in questi ultimi tempi: quello del social network.[...] 

A questo punto, dipende dalle persone e non più dagli strumenti (che sono ottimi, alla portata di tutti e facili da usare) contribuire ad alzare il livello della qualità delle interazioni e dei contenuti della rete.
Dipende da noi.

Dipende da noi guardare anche al di fuori della blogosfera per dialogoare con chi si è affacciato di recente ai social network ed è perciò arrivato alla rete non attraverso le pratiche di blogging ma attraverso altre vie.

La domanda è: come usiamo Facebook,
Twitter, FriendFeed? come, ognuno di noi, riuscirà a trovare soluzioni creative per essere on-line collegando foto, immagini, video, libri letti, scrittura, idee, creatività e pensiero? riusciamo ad uscire dal nostro blog e a prendere il meglio anche altrove?

La domanda è: come sono social ?

Quando penso a Ibridamenti fase due - ci stiamo lavorando, eh ;-) - mi capita di pensare più a partire dagli spazi - e perciò dalle opportunità di interazione e di collaborazione da mettere a disposizione- che ai contenuti che abiteranno i luoghi del nuovo blog.

Ma i contenuti sono altrettameto importanti: sono il vero valore aggiunto dello strumento (degli strumenti) che useremo, sono il nostro valore aggiunto, la nostra carta di identità collettiva.

E mi piacerebbe che a fianco del tema principale (l'università del futuro), su Ibridamenti ci fosse una comunità impegnata a creare reti di qualità.

Mi piacerebbe ci fossero tanti spazi differenti e tra questi anche un luogo
in cui lettori intelligenti (appassionati e disinteressati) ci raccontassero dei nuovi autori italiani (o stranieri), ci consigliassero libri appena usciti o che vale la pena rileggere e si potesse interagire con calma su queste letture intessendo rinvii a tutto quanto si è già detto sullo stesso libro in rete.

L'idea potrebbe essere:
guardiamo al meglio della rete - blogosfera e dintorni -  (vedi link sotto)
mettiamoci del nostro (in una  nuova rubrica di Ibridamenti due)
rilanciamo alla rete (tramite il blog e i social network)
torniamo a discuterne nel blog che diventa il luogo in cui i blogger incontrano chi abita solo i social network...

Che ne pensate?

Link utili: il piacere di leggere/ il meglio della rete
carmilla
vibrisse libri
Il Sottoscritto
Buran
Il Maleppeggio
Nazione indiana
Zibaldoni
Il primo amore
Dissidenze
Inutile
BombaSicilia
Frenulo a Mano
La poesia e lo spirito
Cabaret Bisanzio
Via delle belle donne
Wu Ming Foundation
Giuseppe Genna

letteratitudine

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tags: bibliografia, dalla rete, scritture in rete, ascesa dei blogger, ibridamenti fase due

05/08/2008

Ho accesso per incapacità. Per non sapere fare. Di meglio. Costruire con le mani. Messaggi per raggiungerti. Inventare nubi e neve densissima a scalare. Ho aperto per curiosità.
Dimmi com’era. Essere. Poi non so cos’è successo.
Un buco nero. Un mare di parole. Spirale risucchiante. Bocca grande. Un grande amore. Il conato patetico a poetare. Le mani nella faccia. Abbagliante. Luce a soffocare.
Dammi una vita adesso. Semplice o normale.
Identità potente legata in ogni fibra. Arsura obsolescenza. Bianc’alba chiarissima d’essenza. Forza forte e vento a nodi cento. Acciaio temperato per resistere in tensione. La fatica immensa. Il solo lavorare. Una cosa vuota dentro. Un’altra. Di corsa a primeggiare. La stanchezza ha il fiato corto di chi ha corso troppo o male.
Ho promesso. Non svelare.
A margini storture. Farsi in relazioni finte. Narcisistica blandizie. Trarre dadi da lanciare. Cadono le teste. Di birilli di calvizie. L’asta a offerta pubblica di peste. Vendersi al migliore. Millantando rami e maschere. E’ importante. Leggeranno i giovani scolari. Di profitto imprenditoriale.
Chiusa secca nel finale.
Ridere a crepapelle. Poi spirare.

Il 17 maggio scorso per il convegno di ibridamenti avrei voluto scrivere un mio telegramma; l'ho preparato con ritardo (l'8 giugno successivo) e lo propongo qui adesso.

 

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tags: scritture in rete

20/07/2008
Tra caldo, temporali estivi e vertiginosa flessione del "movimento" in rete lascio qui una breve riflessione.

Michel Tournier nel romanzo Venerdì o i limbi del Pacifico (1967) riscriveva il diario del naufrago Robinson Crusoe esponendo la filosofia dell'individuo sottesa all'idea di Extime.

Tournier scriveva:
Esistere, cosa significa? Significa essere fuori, esistere ex. Ciò che sta fuori esiste. Ciò che sta dentro non esiste. Le mie idee, le mie immagini, i miei sogni non esistono (...) e io stesso non esisto che evadendo da stesso verso gli altri.

Lo scrittore aveva individuato l'apertura verso l'altro attraverso la redazione del Journal extime, del "Diario aperto": una pratica autobiografica che si traduce in una sorta di "estroversione della scrittura dell'io", una "autobigorafia centrifuga, rivolta al multiforme universo delle cose piuttosto che ai piccoli mucchi di miserabili segreti"*.

In un suo articolo pubblicato su "Alias", Carlo Mazza Galanti accosta l'autobiografismo di Tournier alla poetica dell'infraordinario di Georges Perec, al suo lavoro sulla memoria del passato (i luoghi, i ricordi i legami spazzati via dalla Storia) e l'osservazione dell'oggi, dunque allo sforzo autobiografico come strumento di identificazione, di costruzione e ricostruzione identitaria.

Dopo la premessa le domande, come di consueto:

Possiamo pensare il blog come un Journal extime? Come una palestra in cui la scrittura diventa il mezzo attraverso cui, grazie all'apertura all'altro, al mettersi in piazza, si innesca il meccanismo della propria individuazione, la presentificazione del proprio sè che, proprio nel corso di questa "operazione", si estroflette, assume "corpo", si rende palese?


*Carlo Mazza Galanti, Il Manifesto "Alias", 19 Luglio, pag. 22
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tags: scritture in rete, approccio psico antropologico

28/06/2008


La tua presenza , Madre mia ,
dramma vivo di una razza
dramma di carne e sangue
che la Vita scrisse con penna di secoli.
Per la tua voce
voci venute dalle piantagioni di caffè
di canna di riso  di caucciù di cotone...
Voci delle piantagioni della Virginia dei campi delle
Caroline Alabama Cuba Brasil...
Voci dalle fabbriche dalle distillerie dalle tongas
dalle pampas dalle officine.
Voci dall'Harlem District South dalle sanzalas.
Voci che gemono blues ,
salendo dal Mississipi ,
risuonando nei vagoni.
Voci che piangono nella voce di Carrothers
da tutta l'America da tutta l'Africa.
Voci di tutte le voci, nella voce alta di Langston
nella bella di Guillèn...

Per il tuo dorso.
Luccicanti dorsi sotto i soli più forti del mondo
che fecondano con il sangue e addomesticano con il sudore
le più ricche terre del mondo contorti nel tronco
pendenti dalla forca
abbattuti da Lynch risuscitati
come zombie in Toussaint sollevati.
Luccicano , batteristi di jazz si spezzano , si spezzano ,
catene dell'Anima evadi ,
o Anima ,
sulle ali della Musica. ...
del brillar del Sole,
del Sole fecondo immortale e bello...
Per il tuo grembo , Madre mia.
Altre genti cullate con voce di tenerezza
ninnate del tuo latte alimentate
di bontà e poesia di musica ritmo e grazia...
santi poeti e saggi...
Altre genti... altre voci
non ha figli se non questi che nascono
come bruti semoventi
ma sono i figli della disgrazia.
Per i tuoi occhi ,
Madre mia.
Vedo oceani di dolore chiarori di sole cadente,
paesaggi violetti paesaggi drammi di Cam e di Jafet...
Ma vedo anche che la luce rubata ai tuoi occhi
ora splende demoniacamente tentatrice ,
come la Certezza...
splendidamente ferma ,
come la Speranza...
in noi altri tuoi figli generando ,
formando ,
annunciando

il giorno
dell'
umanità.

( a Duet with Halifax )
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tags: poesie, scritture in rete

26/06/2008
Liberi in rete   (inviate i vostri testi entri il  30 giugno 2008 a ibridamenti@gmail.com )
Virtualità significa possibilità di una libertà che non abbiamo mai conosciuto nel mondo off-line. Grazie alle tecnologie digitali, diventa possibile comporre, costruire un mondo artificiale, che ha carattere di singolarità: un mondo che è fatto soltanto per me, o per me e te, un mondo condiviso da un piccolo numero di persone (Franco Berardi)

Si tratta questa volta di dare ali all'immaginazione e di usare il testo per creare nuovi mondi. Perciò lo staff di Ibridamenti vi invita caldamente a partecipare perché abbiamo bisogno di sognare con voi.
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tags: poesie, scritture in rete, ibrid@prosa, ibrid@poesia

18/06/2008

solfeggio. 4/4.

do-orre, 4 volte,
leva la sveglia batte l’amor(t)e.
pause di respiro.
flash di intermittenza.
luci impazzite del microonde.
“dove corri?” , “in ufficio” meccanica risposta-suono.
suona il cell.
numero privato chiama.
“chi e?’” o “chi non è?” persevera il controllo.
meccanicizzo il mio stare.
come un orologio.
a ogni quarto il ticchettio.
Il successivo un’azione conclamata.
“so what”. così è.

solfeggio. 2/4.

miffa-solla, 2 volte,
leva la gomma batte Shumi.
piove. non piove.
si stabilizza.
“cosa facciamo, ora?”
pausa - 1/8
“ quale DVD? ”.
di domenica manca l’incipit.
anche il frigo è vuoto.
talvolta il take away sbalordisce.
l’acquario vive.
conto il successivo quarto.
strappo alla regola.
improvviso (penso) per poi rientrare.
II° tempo – ed è subito sera.
ma non l’ho scritto io!

continua. in ¾.

sol-la-si, “all blues”.
il Versace di Miles.
non necessario.
luccica la tromba.
come l’immagine.
o le immagini finte.
più vere le figurine della panini.
ora sono a Ischia.
un esempio.
un posto vale l’altro.
“dove andiamo quest’anno?”
la poesia è in Costa Smeralda.
“ci andiamo anche noi…?”

Accelerazione/decelerazione in 7/8

(così come viene)

corpo dal buio s’alza.
“non torni a letto?”.
pitstop.
il dentifricio dopo la doccia dopo l’atto.
consumato.
(rapido).
il sudicio scende le scale.
dentro il sacco.
nero.
sinistro colore.
8 e 15.
sventagliata dal mondo.
fuori.
stordito.
18 e 00.
rimozione.
fretta del rientro.
non c’è più.
il sacco.
un altro sale al piano.
zavorra della giornata.
inutile.
sbuccio la mente.
fette d’ananas.
pelle ritrova il nido.
caldo.
il resto mancia!
delete files.
temporanei.
clear history.
si è fatto chiaro.

pausa.

luna piena, stasera.
danze di coleotteri.
giù dal panettiere.
osservo.
l’afa respira dal cemento.
la pala ridona ossigeno.
“che ora è?”.
buttàti sul letto.
nudi.
voci fuori, odo!
mix di labiali,
suoni della disperazione.
tramortiti sulle coste.
scorribande di scarichi.
piste lapidate da fiori.
luci affievolite,
pile consumate,
si spengono.
tutto tace,
ora. punto.

melodia.

passa il tram.
quelli di una volta.
Il pirellone (l’unico con i tacchi) rifatto.
come vernissage di baldracca.
lo sporco confina con transenne.
sigillano un domani pulito.
anche il vecchio regime restaurato.
non muore mai, quello.
sopravvive tra avanzi di idea.
così scorre la vita.
così passeggi per il centro.
hai fatto centro.
le freccette,un lontano ricordo dei navigli.
in qualche bar dove il calcetto accoglieva giovani ossa.

improvvisazione.

l’occhio scivola sul pavimento.
vicino allo zerbino.
fuori dalla porta.
scende le scale (solo un piano).
esce sulla strada.
osserva il tombino.
attraversa il marciapiede.
guarda una saracinesca.
si è fatto tardi.
torna sui propri passi.
ritorna nell’orbita.
altezza differita.
l’orologio è l’orizzonte.
prende l’ascensore.
dimensionale del chiuso accetta l’intruso.
da linea a superficie.
geometria piana.
piano il punto si colloca (situazione temporanea).

blues.

ogni giorno ricordo il mio tempo.
sembra ieri la scomparsa del mio vecchio.
poi riprendo la solita metro.
alle 8 precise dopo il bacio frettoloso.
viene voglia di uscire con gli occhi.
la prossima fermata è uguale alla successiva.
e il frastuono dei passi tormenta la superficie dell’asfalto.
sotto gli odori ti riconducono all’origine.
e il chiuso non è poi così male.
quella telecamera continua a fissarmi.
mi rimprovera perché vivo,
“Vivo?”,
il tam-luci tam-rumori abbatte le voci ,
fuoriescono esili dalle ante scrostate,
luride dagli sputi dello scempio,
spoglie dal soffio che fugge.
così ricordo il mio tempo.

Riff.

Il bagno ha le piastrelle azzurre.
la porta verde.
i sanitari bianchi.
tutto il resto è giallo.

Il bagno ha le piastrelle azzurre.
la porta verde.
i sanitari bianchi.
tutto il resto è giallo.

Il bagno ha le piastrelle azzurre.
la porta verde.
i sanitari bianchi.
tutto il resto è giallo.

così coloro l’ufficio.
la piantagione produce monitor.
soffice la neve.
per non vedere.
per non vedere.

così coloro l’ufficio.
la piantagione produce monitor.
soffice la neve.
per non vedere.
per non vedere.

così coloro l’ufficio.
la piantagione produce monitor.
soffice la neve.
per non vedere.
per non vedere.

(schema ABA).

nulla di serio. (A)
dedali d’idee confondono il mattino.
come le stragi di questi giorni, settimane, anni.
anche gli amori nascono e muoiono.
così il cappuccino soppiantato dall’ortolana della sera.

Inciso. (B)

quelle case sparse inghiottite dal verde della Garfagnana,
sparute festeggiano la gioia del silenzio,
uniche scie bianche le rotte mi-rm-mi,
raramente si inabissano.
Katiuscia non è quella bella prostituta al solito angolo
e Cana non è la rinomata punta così lontana dalle barbarie.

conclusione. (A)

nulla di serio.
dedali d’idee confondono il mattino.
come le stragi di questi giorni, settimane, anni.
anche gli amori nascono e muoiono.
così il cappuccino soppiantato dall’ortolana della sera.

corale.

dal balcone

il bambino sprangato da tatamater
o solerte madre urla la sua rabbia
tra il rombo dei rumori…

(la radiorapper al massimo,
marmitte inorgoglite, ultimi sputazzi
di rottamate con interni in similpelle nera)

…accresciuti alla fermata,
arriva e riparte, il bus.
(chiudo la finestra)
il silenzio ripiomba,
conato da monitor-dipendente.

polifonica.

saltata la pozzanghera,
infuso di bitumi su cui specchiarsi,
nella misura dell’oltrepasso,
stizzite metafore serrano la ”clerk”
per stecche evitate
da concitata regia.

voce basso tuba.

passeggio per i tombini,
sotto non conosco l’ode
del sopra calpestato.
un tubo mi ispira di più,
mi ricorda la vecchiaia
vera della ruggine.
cammino tra l’erba,
poco curata a dire il vero,
sfioro stie somiglianti
ai reami del porfido,
il tutto si mesce
nella comune indigestione.

free.

“Il punto - sopra? - …se è limpido o lo immaginiamo dovunque.
il satellitare indica un percorso.
prima non esisteva.
due madri ora ci guidano.
a braccetto confondono il futuro delle culle.
Si aggiunge il sogno.
l’amico ubriaco sberleffa il caos.
ventriloquo di voci, invereconde
nella rissosa stia.
il mappamondo esplode.
con tutte le ragioni.
il clone (pensando di pensare) rimescola le carte.
truccate da ovvia sazietà.
Il nulla soffoca (anche l’ingenua libellula).
l’Arca? legno al macero!
Ricapitolando:
dov’è la natura?
il navigatore ci passa tra le mani.
cambiamo traccia.

sospensione.

tiro un pensiero sino all’attracco.
se non è agitato.
la banchina regge.
per quanto l’ormeggio abbia buon senso.
sino al limite.
sono al limite.

ad libitum.

non devi chiedere.
( l’ape si posa) a caso.
non devi cercare.
( il vento spira) laterale.
solo scrivi. poeta.

postato da poesiaoggi | Permalink | | (pop-up)
tags: scritture in rete

07/06/2008


su radio Bcs si sta svolgendo il concorso letterario "Parole in Volo"
In palio un corso di scrittura creativa.
Esso è giunto alla fase 3 in cui è richiesto il vostro voto.

postato da Vivendolestelle | Permalink | | (pop-up)
tags: dalla rete, scritture in rete

Il primo libro di Ibridamenti

Immagine di Pratiche collaborative in rete

Chi siamo

Il progetto Ibridamenti è coordinato da Umberto Margiotta

Responsabile e coordinatrice del blog Ibridamenti è
Maria Maddalena Mapelli

Ibridamenti è un Laboratorio Sperimentale della Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione in collaborazione con Splinder.

La collana Ibridamenti e le attività editoriali sono dirette da Mario Galzigna che coordina i rapporti con le Università e i privati


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