DAI BLOG AI SOCIAL NETWORK Arti della connessione nel virtuale
a cura di Maddalena Mapelli e Umberto Margiotta
MIMESIS EDIZIONI
Isbn 9788884838490 -
Anno 2009 Euro 16,00
Stiamo aspettando le prime copie vere anche se siamo sicuri che da Milano il pacco con le prime copie è già partito! Per ora ci accontentiamo della copertina virtuale e della scheda dell'editore. Ma appena saremo sicuri, al 100 per 100, che il secondo libro della collana Ibridamenti c'è davvero, vi daremo tutti i dettagli.
In questo volume si raccolgono gli esiti del lavoro di ricerca condotto nell'ambito del progetto Ibridamenti. Oggetto dell'indagine sul campo sono nove blog, tra i quali blog noti come Catepol 3.0 (di Caterina Policaro) e Pro-fumo(di Daniele Devoti) o blog di nicchia come il blog letterario Colfavoredellenebbie (di Zena Roncada) o il blog salotto formato dagli affezionati alla community di lefty333boy e orsarossa. Il volume inoltre, oltre a raccogliere alcune testimonianze tra coloro che per primi hanno abitato il social network Facebook, cerca di verificare lo stile di connessione di alcuni blogger all'interno di ambienti come Twitter e Friendfeed. Viene infine proposta una lettura qualitativa dell'account Facebook dello scrittore Aldo Nove.
Si tratta di ricognizioni sistematiche che hanno messo in luce, grazie all'affinamento degli strumenti di osservazione, la specificità dei singoli nodi analizzati, le risposte creative, uniche e irriducibili a standardizzazioni, che ogni singolo nodo ha generato all'interno della rete.
La ricerca condotta dalla Community di Ibridamenti dimostra alla fin fine che se si affinano gli strumenti di osservazione, non è più possibile intendere la rete come il luogo dell'annientamento delle differenze e dell'omologazione identitaria. Essa apparirà piuttosto come una formidabile occasione per sperimentare, oltre la cogenza dei dispositivi, un uso creativo, costruttivo e formativo delle nuove tecnologie.
Lì per lì mi è sembrato normale, forse perché ormai tutto passa per essere normale.
Ma è normale che i ragazzi e le ragazze delle medie di tante scuole italiane che in questi giorni stanno partecipando ai giochi on-line di matematica cup, si allenino a risolvere quesiti logici di questo tipo?
Copio e incollo:
La manifestazione matematica cup è organizzata da da DIDA-lab e Di.S.Te.B.A. dell’Università del Salento, da Repubblica.it e Kataweb.it e patrocinata dall’OASI WWF e dal Ministero della Pubblica Istruzione
Certo se lo dice la logica, dev’essere quantomeno logico, che 99 politici su 100 sono corrotti!
Non si capisce però perché i docenti, nelle stesse scuole, siano poi chiamati a insegnare “Cittadinanza e Costituzione” e a infondere nei giovani la cultura del rispetto delle persone e delle istituzioni.
Emerge sempre di più, osservando gli eventi e le discussioni sugli eventi, la forza non-violenta dell'onda, e la necessità di fare parecchi passi indietro per cogliere la novità di un movimento studentesco e di protesta che ha ben poco a che vedere con le piazze del passato. L'ho capito meglio quando su Facebook è arrivato il passa parola sul sito del ministro Tremonti hacherato dall'onda. Al posto della home page, per tutto il fine settimana, compariva una schermata nera con un messaggio chiaro: "Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo i loro siti". In calce la firma: ondanomala, 01.11.2008. (la riflessione continua qui)
Ricevo e vi giro, con la speranza che vogliate raccogliere l'invito, questa informazione:
Carissimi,
parte con oggi la volata finale del prestigioso premio Giorgio Scerbanenco; si tratta del più alto riconoscimento assegnato in Italia per la letteratura gialla e noir.
Il regolamento prevede una prima selezione che viene sottoposta al voto popolare, dalla quale uscirà una cinquina che concorrerà all'assegnazione del premio vero e proprio. Il voto popolare viene espresso mediante collegamento al sito del Courmayeur Noir Film Festival da oggi primo novembre al 25 novembre prossimo. Il collegamento per votare è il seguente:
Tra i libri della prima selezione, accanto a tutti i principali autori del genere, c'è anche il sottoscritto con "La condanna del sangue - la primavera del commissario Ricciardi", edito da Fandango. Tutti voi mi avete espresso il gradimento per questo romanzo; se vorrete, potrete aiutarlo a concorrere al premio dandogli il vostro voto.
Vi ringrazio di cuore e vi saluto con affetto.
Maurizio de Giovanni
Il libro è bellissimo e fa parte di una quadrilogia ambientata a Napoli nel 1931. Il primo capitolo è stato Il senso del dolore - l'inverno del commissario Ricciardi. Quello attualmente in gara è il secondo. Ne seguiranno altri due (per completare le quattro stagioni) sempre per Fandango. Anche se non lo votate, leggetelo. Vale la pena e sono pochi ormai i libri di cui si possa dire lo stesso.
Ritengo importante segnalare questo, di Antonio Moresco:
"Nei giorni scorsi la CEI, per bocca di monsignor Betori e con l'approvazione del segretario di stato vaticano cardinal Bagnasco, ha praticamente dichiarato (a proposito del testamento biologico) che se le volontà del singolo non sono condivise dalla Chiesa le prime devono essere considerate senza valore. In particolare, se in un testamento biologico viene espressa la volontà di non subire accanimento terapeutico in condizioni di irreversibile sopravvivenza vegetale anche attraverso l'alimentazione, l'idratazione e altre forme di spettralizzazione della vita (o della morte), questa non deve venire rispettata. "
Della femmina intelligenza
a cura di Carmine Mangone
con poesie di: Chiara M. Coscia, Paola Silvia Dolci, Loredana Di Biase, Liocorpo, Caterina M., Valentina Mosca, Orsarossa, Pamela, Marta Parmigiani, Romina Staltari
[ Di seguito, un estratto dalla prefazione di Carmine Mangone, Fiori, poesia e altre amenità. ]
(…) «Le poème est l’amour réalisé du désir demeuré désir». Quest’aforisma di René Char condensa in poche parole tutto il dinamismo di ciò che nell’attitudine poetica è il richiamo, l’apertura decisiva su un futuro che si vuole tra le braccia della bellezza: desiderio che resta desiderio – ossia movimento del cuore, dell’intelligenza – nella concretizzazione sempre parziale e soggettiva di un’idea dell’assoluto che si situa all’altezza della vita.
L’intelligenza ha la sua carne, il suo sconcerto. Tesse fili e sbroglia nubi. Porta con sé il sesso del giorno, i sorrisi della notte, la logica feroce di una lotta senza quartiere contro la banalità del mondo.
Mai subire la vita, neanche quando si agisce in pura perdita.
Bisogna andare incontro all’inconsulto maneggiando le terribili ironie del poeta, lungo il tracciato scosceso di una ricerca incessante e rintuzzando con tenerezza e decisione la crassa contemplazione del già dato.
[ Non bisogna però fermarsi sulla soglia, trattenersi sul poème, ovvero sul residuo testuale dell’agire poetico. Il traguardo appena tagliato deve richiamare un nuovo slancio, una nuova capacità del saper vivere. L’attitudine poetica è l’amore che sconcerta il suo stesso desiderio e che si pone come conoscenza estetica del mondo materiale. ]
In fondo, la poesia ha un’incidenza davvero minima sulla vita delle comunità umane, perché molti di coloro che credono di possederla ne spossessano in realtà tutti gli altri costringendola in un ambito affatto separato – l’ambito delle Lettere – dove i segni poetici restano qualcosa di inoffensivo e patetico.
In cosa dovrebbe consistere invece l’impresa che si vuole poetica? A cosa dovrebbe volgersi il cimento di chi la assume?
Per quanto mi riguarda – e parlo per me, soprattutto per me – poesia è l’apertura decisiva sul mondo, la capacità quindi di cogliere gli aspetti unici e belli del vivente e, più di tutto, la relazione con coloro che sentono il bisogno di dare un significato avvincente alla vita. E questo, ben al di là o al di qua delle parole. Per cui, ai miei occhi, un facitore di versi non è necessariamente un poeta. (…)
Guardare in alto di Le aziende in-visibili / episodio 91/128 [p. 278-279 ]
Link alle città invisibili. Le città e il cielo. Il Bersabea
In anteprima su Ibridamenti la rivisitazione di Caterina Bonetti.
Grazie alla concessione di Marco Minghetti e di Caterina, tutti possiamo vedere come è organizzato il libro "Le aziende-invisibili" di cui abbiamo già parlato.
cliccate sull'immagine, zoommate, spostate e ... buona lettura :-)
Il “Romanzo a colori”: impreziosito dalle illustrazioni di Luigi Serafini, è stato scritto da un centinaio di personalità dell’economia e della cultura virtualmente costituenti la Living Mutants Society. La sfida che hanno accettato: racchiudere la propria conoscenza umana e professionale in un’opera narrativa collettiva, ispirata alle celebri Città Invisibili di Italo Calvino.
Le riflessioni di Marco Minghetti generate dai commenti a questo post:
[commeto #17]
1) Come nasce questo romanzo?
L’operazione si inquadra in una riflessione metadisciplinare sviluppatasi inizialmente intorno alle riviste «Hamlet» (da me fondata nel marzo 1997 e diretta fino al luglio 2003) descritta in termini teorici generali nel Manifesto dello Humanistic Management (Etas, 2004); approfondita nei volumi L’Impresa shakespeariana (Etas, 2002, illustrato da Milo Manara), e Nulla due volte (Scheiwiller, 2006), che ho scritto in collaborazione con il Premio Nobel per la Letteratura Wislawa Szymborska.
Ho chiamato l’approccio messo a punto in questo percorso “humanistic management”: una apertura al nuovo che guarda alle possibilità dell’Information & Communication Technology coniugate a discipline che solo da qualche tempo hanno cominciato ad essere utilizzate in contesti imprenditoriali – la letteratura, la filosofia, l’antropologia, la drammaturgia, la cinematografia (per approfondimenti: www. humanisticmanagement.it).“Dalla poesia all’apprendimento”: così è sintetizzata la questione nella controcopertina del Manifesto.
2) In cosa consiste propriamente la multidisciplinarietà de Le Aziende In-Visibili?
Sono partito dall’idea di realizzare una nuova modalità di scrittura mutante che andasse oltre le barriere e le divisioni classiche del sapere. Ora, il modo più ovvio e radicale di riprodurre la poliedrica virtualità dei punti di vista con cui si può leggere il reale è fare scrivere insieme un numero il più possibile elevato di persone, provenienti da campi disciplinari diversi e da esperienze eterogenee, facendole interagire come se fossero i neuroni di uno stesso cervello, creando sinapsi creative al servizio di una opera finale collettiva, interconnessa e condivisa, dall’identità molteplice, certo, ma al tempo stesso unica e coerente. Come ha ben messo in luce il recente libro Wikinomics, il concetto di mashup, di contaminazione, trasformazione e trasferimento fra conoscenze, discipline e prodotti artistici o di altro tipo, è essenziale per lo sviluppo della conoscenza e della innovazione nella nostra epoca neo-alessandrina. Sotto questo aspetto assai significativa è la presenza di 190 immagini di Luigi Serafini (il grande artista italiano scoperto proprio da Calvino) che commentano il testo, che è divenuto così un “romanzo a colori”.
3)Come hai svolto il ruolo di Direttore artistico del progetto?
Come accennavo prima, ho cercato di affrontare il tema cruciale della narrazione collettiva in modo radicalmente innovativo, in linea con le pratiche collaborative di produzione open source e wiki che in tutti i campi stanno segnando le nuove frontiere della conoscenza e dell’innovazione. In sintesi (il metodo da me proposto è nei dettagli descritto nell’Introduzione de Le Aziende In-Visibili) io credo che nella realizzazione di un romanzo collettivo a. il Direttore Artistico debba partecipare attivamente alla produzione del testo. Il suo ruolo (come quello di Linus nel caso della creazione del sistema operativo Linux) è di proporre il nucleo narrativo del progetto che intende sviluppare, insieme ad una serie di regole di scrittura da condividere con il gruppo dei co-autori. In questo caso io ho scritto i 18 Episodi-cornice, nonché una decina altri Episodi intermedi: ho collaborato poi con ciascuno dei 98 co-autori nella redazione delle altre parti del romanzo; b. nella logica “mashup” tipica della creatività contemporanea è bene che il testo di base sia una mutazione di uno (o più) testi classici. Nel caso de Le Aziende In-Visibili il testo “tradito” è Le Città Invisibili di Calvino, con interpolazioni tratte da tutta l’opera narrativa e saggistica dello scrittore, nonché da numerosi altri capolavori della letteratura mondiale; c. i materiali prodotti nelle varie fasi di lavoro (durato due anni) sono sempre stati messi a disposizione del gruppo, a scadenze mensili. Responsabilità del Direttore Artistico è stata quella di definire quali fra le modifiche e le integrazioni (al testo originale e/o alle regole di scrittura) proposte via via dai co-autori andassero validate o meno.
4) Alla fine di questo lavoro quale struttura ha assunto il romanzo?
Le Aziende In-Visibili riflette la molteplicità dei piani comunicativi su cui occorre porsi per leggere, almeno tentativamente, la complessità del mondo contemporaneo: come in un impossibile “ipertesto barocco” il soundtrack, il link alle Città Invisibili, gli Esagrammi dal Libro dei Mutamenti Organizzativi, la posizione di ogni Azienda In-Visibile nell’Astrogramma, indicati nelle In-Visible Scorecards, che accompagnano ciascuno dei 128 Episodi (ovvero un versione Ante e una Retro di ciascuna delle 55 città calviniane, più i 18 Episodi-cornice che aprono e chiudono i 9 capitoli in cui il romanzo è articolato), tracciano innumerevoli percorsi di lettura. Al tempo stesso, questa organizzazione del Wikiromance agevola il compito di chi a sua volta volesse rielaborarlo attraverso altri linguaggi, a partire da quello dei blog e dei video. Il prossimo passo infatti potrebbe essere la creazione di una “web-opera” in cui i 128 episodi del romanzo si traducano in altrettanti videoclip da diffondere in Internet. Un primo video, visibile sul nostro Metablog, è già stato realizzato dai ragazzi dell’Accademia dell’Immagine di L’Aquila. E non escludo che il tutto si possa realizzare nella realtà virtuale di Second Life, forse il luogo più adatto per rendere visibili le aziende in-visibili….
Mi fermo qui perché non vorrei essere troppo invasivo. Segnalo solo, per chi volesse avere ulteriori ragguagli sulle premesse teoriche che sostengono il progetto, i post che in questi mesi ho pubblicato sotto il titolo complessivo "Dalle Città Invisibili a Le Aziende In-Visibili" nel Metablog dedicato al volume
Oltre a Marco Minghetti, hanno partecipato al libro:
Massimo Acantora Torrefranca, Armando Adolgiso, Andrea Amerio, Giuseppe Antonelli, Giovanni Anversa, Sisina Augusta, Gloria Bellicchi, Chiara Beretta Mazzotta, Alessio Bertallot, Enrico Bertolino, Domenico Bodega, Francesco Bogliari, Cinzia Bomoll, Caterina Bonetti, Aldo Bonomi, Elisabetta Bucciarelli, Leonardo Buzzavo, Luciano Canova, Diomira Cennamo, Pepa Cerruti, Antonella Cilento, Innocenzo Cipolletta, Paolo Costa, Annalisa Decarli, Franco D’Egidio, Giorgio Del Mare, Stefano Delprete, Antonio Fazio, Paolo Ferrarini, Marcello Foa, Andrea Fontana, Paolo Gai, Nicola Gaiarin, Alberto Garutti, Gi(ov)anni Gasparini, Emilio Genovesi, Lucilla Giagnoni, Michele Governatori, Andrea Granelli, Gianmichele Lisai Senes, Maria Ludovica Lombardi, Giuseppe Longo, Pina Luciani, Pierfrancesco Majorino, Francesca Marzotto Caotorta, Armando Massarenti, Massimo Maugeri, Gianna Mazzini, Mariagrazia Mazzocchi, Paolo Melissi, Rossella Milone, Francesco Morace, Franco Morganti, William Nessuno, Andrea Notarnicola, Valeria Novellini, Josephine Pace, Michele Pacifico, Roberto Panzarani, Elisabetta Pasini, Walter Passerini, Massimo Pietroselli, Valentina Pisanty, Federico Platania, Alberto Provenzali, Adriana Quaglia, José Rallo, Enzo Riboni, Alessandro Rinaldi, Isabella Rinaldi, Dario Rinero, Valeria Rossi, Pier Aldo Rovatti, Enzo Rullani, Giulio Sapelli, Paolo Savona, Luigi Serafini, Andrea Sgarro, Antonio Staglianò, Antonio Strati, Cristina Tagliabue, Giovanna Tinunin, Piero Trupia, Francesco Varanini, Pino Varchetta, Luca e Laura Varvelli, Elena Varvello, Walter Veltroni, Amalia Vetromile, Carmelo Vigna, Gianpietro Vigorelli, Roberto Vittori, Alessandro Zaccuri, Anna Zanardi, Antonio Zoppetti
Ibridamenti è un Laboratorio Sperimentale della Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione in collaborazione con Splinder.
La collana Ibridamenti e le attività editoriali sono dirette da
Mario Galzigna che coordina i rapporti con le Università e i privati