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   – Il libro, acquistarlo –
 
22/05/2009

copertina mimesis

DAI BLOG AI SOCIAL NETWORK
Arti della connessione nel virtuale
a cura di Maddalena Mapelli e Umberto Margiotta
MIMESIS EDIZIONI
Isbn 9788884838490 -
Anno 2009 Euro 16,00



Stiamo aspettando le prime copie vere anche se siamo sicuri che da Milano il pacco con le prime copie è già partito! Per ora ci accontentiamo della copertina virtuale e della scheda dell'editore. Ma appena saremo sicuri, al 100 per 100, che il secondo libro della collana Ibridamenti c'è davvero, vi daremo tutti i dettagli.

La scheda on-line di Mimesis

In questo volume si raccolgono gli esiti del lavoro di ricerca condotto nell'ambito del progetto Ibridamenti. Oggetto dell'indagine sul campo sono nove blog, tra i quali blog noti come Catepol 3.0 (di Caterina Policaro) e Pro-fumo (di Daniele Devoti) o blog di nicchia come il blog letterario Colfavoredellenebbie (di Zena Roncada) o il blog salotto formato dagli affezionati alla community di lefty333boy e orsarossa. Il volume inoltre, oltre a raccogliere alcune testimonianze tra coloro che per primi hanno abitato il social network Facebook, cerca di verificare lo stile di connessione di alcuni blogger all'interno di ambienti come Twitter e Friendfeed. Viene infine proposta una lettura qualitativa dell'account Facebook dello scrittore Aldo Nove.

Si tratta di ricognizioni sistematiche che hanno messo in luce, grazie all'affinamento degli strumenti di osservazione, la specificità dei singoli nodi analizzati, le risposte creative, uniche e irriducibili a standardizzazioni, che ogni singolo nodo ha generato all'interno della rete.

La ricerca condotta dalla Community di Ibridamenti dimostra alla fin fine che se si affinano gli strumenti di osservazione, non è più possibile intendere la rete come il luogo dell'annientamento delle differenze e dell'omologazione identitaria. Essa apparirà piuttosto come una formidabile occasione per sperimentare, oltre la cogenza dei dispositivi, un uso creativo, costruttivo e formativo delle nuove tecnologie.

IN LIBRERIA dal 10 Giugno 2009

Già acquistabile su www.mimesisbookshop.com

01/10/2008




Continua il dialogo tra Ibridamenti e Marco Minghetti su Le Città In-visibili. Bella e ispirata l'articolazione che Minghetti propone del mutamento, del come rendere visibile all'interno del suo romanzo collettivo l'idea del mutamento:

" dato che uno dei temi centrali delle nostre riflessioni è il Mutamento (non a caso abbiamo costituito la Living Mutants Society), ho ritenuto interessante abbinare a ciascuno dei 128 episodi una chiave di lettura tratta da uno dei 64 esagrammi degli I Ching – Il Libro dei Mutamenti per antonomasia – di volta in volta nella versione Boaz o Jakin, i duei pilastri dell’Albero della Vita che sorgevano all’entrata del tempio del re Salomone e che, secondo la Cabala, rappresentano i principi opposti del movimento vitale, maschio-femmina, pieno-vuoto, luce-giorno (64 x 2 fa appunto 128). Qui l’ispirazione è venuta da uno dei più famosi romanzi di P.K. Dick The Man in The High Castle (non dimentichiamo che il nostro Deckard deve il suo cognome all’eroe di Blade Runner) in cui si immagina che la seconda guerra mondiale sia stata vinta dai tedeschi e dai giapponesi, il che comporta, fra le altre cose, che i manager delle grandi Corporation utilizzino per prendere le più importanti decisioni appunto Il Libro dei Mutamenti – I Ching. Le due colonne dell’Albero della Vita sono poi rappresentate frequentemente nei Tarocchi, carissimi al Calvino del Castello dei Destini Incrociati - ad esempio sono i due pilastri tra cui troneggia il secondo Arcano Maggiore, la Papessa, davanti ad un velo che nasconde l'ingresso del santuario, e che fiancheggiano il trono della Giustizia (Arcano numero 8) ornati di mezzelune bianche e verdi, mentre nell’Arcano 12, l’Appeso, il corpo dell'Impiccato penzola nel vuoto a testa in giù, fra di esse, in una ieratica posa a gambe incrociate." [continua qui]

Ne avevamo parlato qui e qui
Leggi l'intero articolo di Minghetti qui

25/09/2008


Guardare in alto di Le aziende in-visibili / episodio 91/128 [p. 278-279 ]
Link alle città invisibili. Le città e il cielo. Il Bersabea
In anteprima su Ibridamenti la rivisitazione di Caterina Bonetti.

Grazie alla concessione di Marco Minghetti e di Caterina, tutti possiamo vedere come è organizzato il libro "Le aziende-invisibili" di cui abbiamo già parlato.

cliccate sull'immagine, zoommate, spostate e ... buona lettura :-)
23/09/2008


Il “Romanzo a colori”: impreziosito dalle illustrazioni di Luigi Serafini, è stato scritto da un centinaio di personalità dell’economia e della cultura virtualmente costituenti la Living Mutants Society. La sfida che hanno accettato: racchiudere la propria conoscenza umana e professionale in un’opera narrativa collettiva, ispirata alle celebri Città Invisibili di Italo Calvino.

Le riflessioni di Marco Minghetti generate dai commenti a questo post:
[commeto #17]

1) Come nasce questo romanzo?
L’operazione si inquadra in una riflessione metadisciplinare sviluppatasi inizialmente intorno alle riviste «Hamlet» (da me fondata nel marzo 1997 e diretta fino al luglio 2003) descritta in termini teorici generali nel Manifesto dello Humanistic Management (Etas, 2004); approfondita nei volumi L’Impresa shakespeariana (Etas, 2002, illustrato da Milo Manara), e Nulla due volte (Scheiwiller, 2006), che ho scritto in collaborazione con il Premio Nobel per la Letteratura Wislawa Szymborska.
Ho chiamato l’approccio messo a punto in questo percorso “humanistic management”: una apertura al nuovo che guarda alle possibilità dell’Information & Communication Technology coniugate a discipline che solo da qualche tempo hanno cominciato ad essere utilizzate in contesti imprenditoriali – la letteratura, la filosofia, l’antropologia, la drammaturgia, la cinematografia (per approfondimenti: www. humanisticmanagement.it).“Dalla poesia all’apprendimento”: così è sintetizzata la questione nella controcopertina del Manifesto.


2) In cosa consiste propriamente la multidisciplinarietà de Le Aziende In-Visibili?
Sono partito dall’idea di realizzare una nuova modalità di scrittura mutante che andasse oltre le barriere e le divisioni classiche del sapere. Ora, il modo più ovvio e radicale di riprodurre la poliedrica virtualità dei punti di vista con cui si può leggere il reale è fare scrivere insieme un numero il più possibile elevato di persone, provenienti da campi disciplinari diversi e da esperienze eterogenee, facendole interagire come se fossero i neuroni di uno stesso cervello, creando sinapsi creative al servizio di una opera finale collettiva, interconnessa e condivisa, dall’identità molteplice, certo, ma al tempo stesso unica e coerente. Come ha ben messo in luce il recente libro Wikinomics, il concetto di mashup, di contaminazione, trasformazione e trasferimento fra conoscenze, discipline e prodotti artistici o di altro tipo, è essenziale per lo sviluppo della conoscenza e della innovazione nella nostra epoca neo-alessandrina. Sotto questo aspetto assai significativa è la presenza di 190 immagini di Luigi Serafini (il grande artista italiano scoperto proprio da Calvino) che commentano il testo, che è divenuto così un “romanzo a colori”.

3)Come hai svolto il ruolo di Direttore artistico del progetto?
Come accennavo prima, ho cercato di affrontare il tema cruciale della narrazione collettiva in modo radicalmente innovativo, in linea con le pratiche collaborative di produzione open source e wiki che in tutti i campi stanno segnando le nuove frontiere della conoscenza e dell’innovazione. In sintesi (il metodo da me proposto è nei dettagli descritto nell’Introduzione de Le Aziende In-Visibili) io credo che nella realizzazione di un romanzo collettivo
a. il Direttore Artistico debba partecipare attivamente alla produzione del testo. Il suo ruolo (come quello di Linus nel caso della creazione del sistema operativo Linux) è di proporre il nucleo narrativo del progetto che intende sviluppare, insieme ad una serie di regole di scrittura da condividere con il gruppo dei co-autori. In questo caso io ho scritto i 18 Episodi-cornice, nonché una decina altri Episodi intermedi: ho collaborato poi con ciascuno dei 98 co-autori nella redazione delle altre parti del romanzo;
b. nella logica “mashup” tipica della creatività contemporanea è bene che il testo di base sia una mutazione di uno (o più) testi classici. Nel caso de Le Aziende In-Visibili il testo “tradito” è Le Città Invisibili di Calvino, con interpolazioni tratte da tutta l’opera narrativa e saggistica dello scrittore, nonché da numerosi altri capolavori della letteratura mondiale;
c. i materiali prodotti nelle varie fasi di lavoro (durato due anni) sono sempre stati messi a disposizione del gruppo, a scadenze mensili. Responsabilità del Direttore Artistico è stata quella di definire quali fra le modifiche e le integrazioni (al testo originale e/o alle regole di scrittura) proposte via via dai co-autori andassero validate o meno.

4) Alla fine di questo lavoro quale struttura ha assunto il romanzo?
Le Aziende In-Visibili riflette la molteplicità dei piani comunicativi su cui occorre porsi per leggere, almeno tentativamente, la complessità del mondo contemporaneo: come in un impossibile “ipertesto barocco” il soundtrack, il link alle Città Invisibili, gli Esagrammi dal Libro dei Mutamenti Organizzativi, la posizione di ogni Azienda In-Visibile nell’Astrogramma, indicati nelle In-Visible Scorecards, che accompagnano ciascuno dei 128 Episodi (ovvero un versione Ante e una Retro di ciascuna delle 55 città calviniane, più i 18 Episodi-cornice che aprono e chiudono i 9 capitoli in cui il romanzo è articolato), tracciano innumerevoli percorsi di lettura. Al tempo stesso, questa organizzazione del Wikiromance agevola il compito di chi a sua volta volesse rielaborarlo attraverso altri linguaggi, a partire da quello dei blog  e dei video. Il prossimo passo infatti potrebbe essere la creazione di una “web-opera” in cui i 128 episodi del romanzo si traducano in altrettanti videoclip da diffondere in Internet. Un primo video, visibile sul nostro Metablog, è già stato realizzato dai ragazzi dell’Accademia dell’Immagine di L’Aquila. E non escludo che il tutto si possa realizzare nella realtà virtuale di Second Life, forse il luogo più adatto per rendere visibili le aziende in-visibili….
Mi fermo qui perché non vorrei essere troppo invasivo. Segnalo solo, per chi volesse avere ulteriori ragguagli sulle premesse teoriche che sostengono il progetto, i post che in questi mesi ho pubblicato sotto il titolo complessivo "Dalle Città Invisibili a Le Aziende In-Visibili" nel Metablog dedicato al volume





Oltre a Marco Minghetti, hanno partecipato al libro:
Massimo Acantora Torrefranca, Armando Adolgiso, Andrea Amerio, Giuseppe Antonelli, Giovanni Anversa, Sisina Augusta, Gloria Bellicchi, Chiara Beretta Mazzotta, Alessio Bertallot, Enrico Bertolino, Domenico Bodega, Francesco Bogliari, Cinzia Bomoll, Caterina Bonetti, Aldo Bonomi, Elisabetta Bucciarelli, Leonardo Buzzavo, Luciano Canova, Diomira Cennamo, Pepa Cerruti, Antonella Cilento, Innocenzo Cipolletta, Paolo Costa, Annalisa Decarli, Franco D’Egidio, Giorgio Del Mare, Stefano Delprete, Antonio Fazio, Paolo Ferrarini, Marcello Foa, Andrea Fontana, Paolo Gai, Nicola Gaiarin, Alberto Garutti, Gi(ov)anni Gasparini, Emilio Genovesi, Lucilla Giagnoni, Michele Governatori, Andrea Granelli, Gianmichele Lisai Senes, Maria Ludovica Lombardi, Giuseppe Longo, Pina Luciani, Pierfrancesco Majorino, Francesca Marzotto Caotorta, Armando Massarenti, Massimo Maugeri, Gianna Mazzini, Mariagrazia Mazzocchi, Paolo Melissi, Rossella Milone, Francesco Morace, Franco Morganti, William Nessuno, Andrea Notarnicola, Valeria Novellini, Josephine Pace, Michele Pacifico, Roberto Panzarani, Elisabetta Pasini, Walter Passerini, Massimo Pietroselli, Valentina Pisanty, Federico Platania, Alberto Provenzali, Adriana Quaglia, José Rallo, Enzo Riboni, Alessandro Rinaldi, Isabella Rinaldi, Dario Rinero, Valeria Rossi, Pier Aldo Rovatti, Enzo Rullani, Giulio Sapelli, Paolo Savona, Luigi Serafini, Andrea Sgarro, Antonio Staglianò, Antonio Strati, Cristina Tagliabue, Giovanna Tinunin, Piero Trupia, Francesco Varanini, Pino Varchetta, Luca e Laura Varvelli, Elena Varvello, Walter Veltroni, Amalia Vetromile, Carmelo Vigna, Gianpietro Vigorelli, Roberto Vittori, Alessandro Zaccuri, Anna Zanardi, Antonio Zoppetti

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16/09/2008


Il titolo è un pò provocatorio, ma essere diretti, a volte, aiuta a pensare.

Il successo anche in Italia dei social network (Facebook, Twitter e FriendFeed) sta allargando - rispetto alla blogosfera - la base degli utenti e sta rendendo il social network una pratica diffusa, ogni giorno più accessoriata e capace di contaminare la rete
e di collegare tutto a tutti.

[...]
Grandi cambiamenti in vista per il sito del Wall Street Journal. Stando a quanto hanno svelato in un blog del New York Times, entro martedì il sito del venerabile quotidiano finanziario statunitense cambierà faccia per orientarsi verso un modello molto in voga in questi ultimi tempi: quello del social network.[...] 

A questo punto, dipende dalle persone e non più dagli strumenti (che sono ottimi, alla portata di tutti e facili da usare) contribuire ad alzare il livello della qualità delle interazioni e dei contenuti della rete.
Dipende da noi.

Dipende da noi guardare anche al di fuori della blogosfera per dialogoare con chi si è affacciato di recente ai social network ed è perciò arrivato alla rete non attraverso le pratiche di blogging ma attraverso altre vie.

La domanda è: come usiamo Facebook,
Twitter, FriendFeed? come, ognuno di noi, riuscirà a trovare soluzioni creative per essere on-line collegando foto, immagini, video, libri letti, scrittura, idee, creatività e pensiero? riusciamo ad uscire dal nostro blog e a prendere il meglio anche altrove?

La domanda è: come sono social ?

Quando penso a Ibridamenti fase due - ci stiamo lavorando, eh ;-) - mi capita di pensare più a partire dagli spazi - e perciò dalle opportunità di interazione e di collaborazione da mettere a disposizione- che ai contenuti che abiteranno i luoghi del nuovo blog.

Ma i contenuti sono altrettameto importanti: sono il vero valore aggiunto dello strumento (degli strumenti) che useremo, sono il nostro valore aggiunto, la nostra carta di identità collettiva.

E mi piacerebbe che a fianco del tema principale (l'università del futuro), su Ibridamenti ci fosse una comunità impegnata a creare reti di qualità.

Mi piacerebbe ci fossero tanti spazi differenti e tra questi anche un luogo
in cui lettori intelligenti (appassionati e disinteressati) ci raccontassero dei nuovi autori italiani (o stranieri), ci consigliassero libri appena usciti o che vale la pena rileggere e si potesse interagire con calma su queste letture intessendo rinvii a tutto quanto si è già detto sullo stesso libro in rete.

L'idea potrebbe essere:
guardiamo al meglio della rete - blogosfera e dintorni -  (vedi link sotto)
mettiamoci del nostro (in una  nuova rubrica di Ibridamenti due)
rilanciamo alla rete (tramite il blog e i social network)
torniamo a discuterne nel blog che diventa il luogo in cui i blogger incontrano chi abita solo i social network...

Che ne pensate?

Link utili: il piacere di leggere/ il meglio della rete
carmilla
vibrisse libri
Il Sottoscritto
Buran
Il Maleppeggio
Nazione indiana
Zibaldoni
Il primo amore
Dissidenze
Inutile
BombaSicilia
Frenulo a Mano
La poesia e lo spirito
Cabaret Bisanzio
Via delle belle donne
Wu Ming Foundation
Giuseppe Genna

letteratitudine

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tags: bibliografia, dalla rete, scritture in rete, ascesa dei blogger, ibridamenti fase due

04/09/2008




Non ho resistito.
Rubo a Ibridamenti  lo spazio di una foto e di un indice: la copertina di Foucault, oggi è un'anteprima!
E' un libro Feltrinelli (Campi del sapere), curato da Mario Galzigna [(fidatevi, è uno di famiglia ;-)] e raccoglie interventi davvero di spessore per capire Foucault. Oggi.
Ci torneremo, eh.
su unilibro qui



L'INDICE di Foucault, oggi [Feltrinelli, Milano 2008]
  

MARIO GALZIGNA
Introduzione

ALESSANDRO FONTANA (Ecole Normale Supérieure, Lyon)
Leggere Foucault oggi

MARIO GALZIGNA (Università di Venezia)
La disciplina e la cura

FAUSTO PETRELLA e VANNA BERLINCIONI (Università di Pavia)
Gli psichiatri leggono Foucault. Le lezioni al Collège de France 1973-1975

REMO BODEI (Università di Pisa)
Il dire la verità nella genealogia del soggetto occidentale
JUDITH REVEL (Université de Paris I) 
Identità, natura, vita : tre decostruzioni biopolitiche

MARIO VEGETTI (Università di Pavia)
L'ermeneutica del soggetto”. Foucault, gli antichi e noi

ARNOLD DAVIDSON (Università di Chicago)

YVES HERSANT (Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales, Paris)
Michel Foucault: un pensiero per l'Europa

MICHEL SENELLART (Ecole Normale Supérieure, Lyon)
Dalla ragion di stato al liberalismo: genesi della “governamentalità” moderna

ROBERTO ESPOSITO (Università di Napoli)
Biopolitica e filosofia a partire da Michel Foucault

PIER ALDO ROVATTI (Università di Trieste)
Il soggetto che non c’è

OTTAVIO MARZOCCA (Università di Bari)
Biopolitica, sovranità, lavoro. Foucault tra vita nuda e vita creativa

ELISABETTA BASSO (Université de Paris I – Università di Venezia)
Fenomenologia e Genealogia: a partire da Foucault lettore di Binswanger

ROBERTO NIGRO (American University of Paris)
Foucault e Kant:  la critica della questione antropologica

FRÉDÉRIC GROS (Université de Paris XII)
Verità, soggettività, filosofia nell’ultimo Foucault


[per la scheda del libro sul sito di Feltrinelli: clicca qui]

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tags: recensioni, bibliografia, dalla rete

03/08/2008

Mi chiedo perché Internet faccia ancora paura. Possono esserci interessi e logiche di mercato, possono esserci pregiudizi resistenti.

 Ma credo ci sia anche qualcosa di più profondo che ha a che fare con la mancanza di una storia, e più precisamente la mancanza di una fine della storia. Se si può individuare un punto di inizio della rete, è davvero infondato dire come e dove la rete stessa finirà. Se posso guardare alla rete dal mio nodo (il mio blog, il mio twitter, il mio forum…) non posso in alcun modo vederne la fine.

Internet è la narrazione senza fine. Una narrazione quindi che spaventa di più perché non ci consente di narrare, di ricostruirne la trama, di circoscriverla.La rete in questo senso è un luogo in cui si rende vano uno dei più resistenti filoni dell’immaginario: il pensiero apocalittico. 

Ho provato a leggere Blues della fine del mondo di Ian McEwan, pensando al nostro abitare la rete:

Com’è possibile - si chiede lo scrittore - che persistano ancor oggi credenze millenaristiche, fanatismi religiosi, sette e ideologie che postulano l’esistenza di un futuro prevedibile e che arrivino a fissare una data in cui l’umanità intera sparirà?

Da dove traggono linfa vitale le leggende sul nostro decesso collettivo?:

Nel corso della storia l’umanità si è lasciata incantare da racconti che predicono la data e il modo della distruzione totale, sovente irrobustiti dal concetto di castigo divino e redenzione in extremis; l’estinzione della vita sul pianeta, gli ultimi giorni, il tempo della fine, l’apocalisse (p. 6)

Perché resistono? Perché sono teorie nate dal fatto che è inconoscibile il come e il momento in cui la civiltà intera scomparirà. Questo vuoto conoscitivo, la mancanza di certezze evidenti, ha generato appunto quei racconti. D’altra parte, la narrazione, il racconto che prevede un “inizio” e una “fine”, è una struttura connaturata al dare significato alla nostra esistenza:

la gente ha fame di questi annunci, il che ci rivela forse un aspetto della nostra natura, qualcosa che ha a che fare con la nozione profonda di tempo e con il nostro peso irrisorio nella sconfinata vastità dell’eterno, o dell’età dell’universo: in rapporto alla scala umana fa poca differenza dopo tutto. Abbiamo bisogno di un intreccio, di un racconto che argini la nostra irrilevanza nel fluire delle cose (p. 22)

Seconda questione: come uscirne? La risposta di McEwan è: attraverso la curiosità, soprattutto la curiosità scientifica che ci dà una “conoscenza genuina e verificabile del mondo” (p. 41)

Se la narrazione, la costruzione di una trama, la definizione di una fine sono processi essenziali al nostro pensarci nel mondo, è chiaro che abitare la rete - che si autogenera all’infinito - presuppone un salto in una dimensione esistenziale complessa. Un salto che non tutti sono disposti a fare barattando le sicurezze guadagnate con i rischi connessi alla curiosità, alla perdita del controllo e del centro, all'accettazione della nostra irrilevanza.

Riferimenti bibliografici
Ian McEwan, Blues della fine del mondo, Einaudi, Torino 2008; titolo originale End of the World Blues
Norman Cohn, I fanatici dell'apocalisse, Ed. di Comunità, Milano 1965
Frank Kermode, Il senso della fine: studi sulla teoria del romanzo, Sansoni, Milano 2004

 

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tags: recensioni, bibliografia, dalla rete, ascesa dei blogger

02/08/2008
Si tratta di una bibliografia provvisoria elaborata a partire da alcuni riferimenti usati su Ibridamenti. In azzurro i link per leggere recensioni e approfondimenti sui libri citati.
Salvo altre indicazioni, le recensioni sono curate dai dottorandi della Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio della Formazione e della Cognizione dell'Università Cà Foscari di Venezia.


Albiero Paolo, Matricardi Giada, Che cos’è l’empatia, Carrocci Editore, Roma 2006 pp.128 recensione qui

Argenton Alberto,Arte e Cognizione Introduzione alla psicologia dell’arte Raffaello Cortina Editore, Milano 1996 recensione qui

Bateson Gregory, Mente e natura, Adelphi, 1984 recensione qui 

Bateson Gregory, Steps to an Ecology of Mind - tr.
It. Verso un'ecologia della mente, Adelphi Edizioni, Milano 1993; trad. di Giuseppe Longo, recensione qui

Banzaglia Carlo, Comunicare con le immagini, Paravia, Milano 2003 recensione qui

Benaysac M., Gerard S., Les passions tristes.
Souffrance psychique et crise sociale,   La Dècouverte Paris , 2003. L'epoca delle passioni tristi , Feltrinelli, Milano, 2004. recensione qui

Biolghini Davide (a cura di), Comunità in rete e Net Learning. Innovazione dei sistemi organizzativi e processi di apprendimento nelle comunità virtuali, Etas, Milano 2001 pp.337

Bruner Jerome, Actual Minds, Possible Worlds , 1986; tr. It . La mente a più dimensioni , Editori Laterza, Bari 1988; tr. di Rodolfo Rini, pp. 235 

Brusatin Manlio, Arte come design. Storia di due storie. Einaudi Torino 2007

 

Calvani Antonio (1999). I nuovi media nella scuola. Perché, come, quando avvalersene. Roma: Carocci Editore recensione qui

Calvani Antonio (a cura di), Innovazione Tecnologica e cambiamento dell'Università: verso l'Università Virtuale , University Press, Firenze 2001, pp. 172 recensione qui

Calvani Antonio, Rotta M., Fare formazione in Internet. Manuale di didattica online, Edizioni Erickson; Trento, 2000 pp.378 recensione qui
 
Cambi Franco, L’autobiografia come metodo formativo , Laterza, Roma-Bari, 2002 recensione qui

Castells Manuel,  Galassia Internet , (titolo originale,  Internet galaxy) trad. it. Stefano Viviani,  Universale Feltrinelli, Milano, 2002, pp. 262  recensione qui

Cavarero Adriana, Tu che mi guardi, tu che mi racconti. Filosofia della narrazione, Feltrinelli editore, Collana Elementi,  Milano 2005 (edizioni precedenti:1997, 2001); pp.187
recensione qui

Corno D. & Pozzo G. (a cura di), Mente, Linguaggio, apprendimento. L’apporto delle scienze cognitive all’educazione , La Nuova Italia, Firenze, 1993, pp.241

Damasio Antonio R., Lookingfor Spinoza, Harcourt 2003, tr.it. Alla ricerca di  Spinoza. Emozioni, sentimentie cervello, Adelphi Edizioni, Biblioteca Scientifica 36, Milano 2003 pp. 424 recensione qui

Damasio Antonio,  Descartes’ Error. Emotion, Reason, and the Human Brain, tr. It, L’errore di Cartesio.  Emozione,ragione e cervello umano, Adelphi Edizioni, Biblioteca Scientifica 36, Milano 1995 recensione qui

De Bartolomeis Francesco, La ricerca come antipedagogia, Feltrinelli, Milano 1969 (1981) ; pp. 317
recensione qui

Demetrio Duccio,  Per una didattica dell’intelligenzaIl metodo autobiografico nello sviluppo cognitivo , Franco Angeli, Milano, 1995 (2003), pp. 124  demetrio1.pdf

Denes, G., & Pizzamiglio, L.(a cura di, 1990). Manuale di neuropsicologia. Normalità e patologia dei processi cognitivi . Bologna: Zanichelli. recensione qui

Dewey John, Democracy and Education The MacMillan Company, New York 1916. tr. it.
Democrazia e educazione, Sansoni Editore, Milano 2004; introduzione di Carlo Sini, tr. di Enzo Enriques Agnolotti, Paolo Paduano, pp. 396 recensione qui

Dewey John, Logic the Theory of Inquiry ; 1939 - tr. It. Logica, teoria dell’indagine, Giulio Einaudi Editore, Torino 1949; tr. di Aldo Visalberghi, pp. 700 recensione qui

Dewey John,  Liberalism and social action , New York, G.P. Putnam’s Sons 1935; tr. it. Democrazia, liberalismo e azione sociale, Pensa Multimedia Editore, Lecce 2005; introduzione di Umberto Margiotta, tr. di Valentina Zangrando, pp. 120 recensione qui

Demetrio Duccio, L’educazione interiore. Introduzione alla pedagogia introspettiva RCS Milano la Nuova Italia 2000 recensione qui 

Demetrio Duccio, L’età adulta. Teorie dell’identità e pedagogie dello sviluppo, Carrocci Editore, Roma, 2001 (1° ed. 1990); pp.157 recensione qui

Eco Umberto,  La struttura assente. La ricerca  semiotica e il metodo strut turale, Bompiani, Milano 1968 recensione qui

Foucault Michel, La volonté  de savoir, Editions Gallimard, Paris 1976;  tr.  it.  La  volontà  di  sapere,  Feltrinelli,  Milano  1978 (2001); tr. di Pasquino Pasquale, Procacci Giovanna, pp. 146 recensione qui

Galimberti Carlo, Riva Giuseppe, La comunicazione virtuale. Dal computer alle reti telematiche: nuove forme di interazione sociale, Guerrini e Associati, Milano, 1997, pp. 193. recensione qui


Gardner H., Intelligence reframed. Multiple intelligences for the 21stcentury , Basic books, Hillsdale, NY, 1999.
recensione qui

Gardner H., Frames of mind. The theory of multiple intelligences , 1983; tr. It . Formae mentis.
Saggio sulla pluralità dell’intelligenza , Feltrinelli Editore, Milano 1995 ; tr. di Libero Sosio, pp. 457 recensione qui

Giorello Giulio, Prometeo, Ulisse, Gilgamesh. Figure del mito, Raffaello Cortina Editore, Milano 2004, pp. 250. recensione su Pol.it

Ghislandi Patrizia  (a cura di),  Oltre il multimedia, FrancoAngeli, Milano, 1995; pp.384 recensione qui
 
Guastavigna M.,  Perino L., Rosso L.,  Imparare con il digitale . Computere e Internet per arricchire gli apprendimenti, Carocci Faber, Roma, 2005, pp. 139. recensione qui


Goleman Daniel, Emotional Intelligence, Bantam Books, 1995; tr. it.
Intelligenza emotiva. Che cos’è perché può renderci felici, BUR, Milano 1996 (2004).  recensione qui

Goleman Daniel, Social intelligence. The new science of human relationships; Intelligenza sociale , Rizzoli editore, Milano 2006, pp. 415.    Traduzione di  Valeria  Pazzi. Riedizione in versione economica: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, Milano 2007 recensione qui

Jenkins Henry, Cultura convergente, Apogeo, Milano 2007 recensione su Ibridamenti

KuhnThomas, La struttura delle rivoluzioni scientifiche, Einaudi [1962], pp. 248. recensione qui

Legrenzi Paolo,  Creatività e  innovazione.  Come  nascono  le  nuove  idee.  Il Mulino, Bologna, 2005

Lévi-Strauss, Claude, Le cru et le cuit, Librairie Plon, Paris 1964 ; tr.it. Il crudo e il cotto, Mondatori, Milano 1966 (1990), trad it Andrea Bonomi, pp. 510.107.04 KB recensione qui

Lévy Pierre, Qu'est-ce que le virtuel?, Paris, 1995; trad. it., Il virtuale, Raffaello Cortina, Milano, 1997, pp.149.recensione su Pol.it

Ligorio M.B., Hermans  H.,  Identità dialogiche nell’era digitale,  Centro Studi Erickson, Milano 2005 pp. 190 recensione qui

Liverta Sempio, Il pensiero dell'altro, contesto, conoscenza e teorie della mente, Raffaello Cortina Edotore, 1995. recensione qui

Lo Coco Alida,Tani Franca, Bonino Silvia, Empatia. I processi di condivisione delle emozioni, Giunti Editore, Firenze 1998 pp.229 

McEwan Ian, Blues della fine del mondo, Einaudi, Torino 2008; titolo originale End of the World Blues. recensione su Ibridamenti

Mapelli M, Lo Jacono R., Nuovi modelli di ricerca universitaria. Pratiche collaborative in rete, Milano Mimesis 2008

Manghi Sergio, a cura di, Attraverso Bateson. Ecologia della mente e relazioni sociali, Cortina Editore, Milano 1998 recensione qui

Manghi Sergio, La conoscenza ecologica, attualità di Gregory Bateson,Raffaello Cortina Editore 2004 recensione qui

Manfredo Massironi, L’osteria dei dai truccati Arte, psicologia e dintorni Il Mulino, Bologna, 2000 recensione qui

Mantovani S. (a cura di), La ricerca sul campo in educazione. I metodi qualitativi , Bruno Mondadori, Milano, 1995 recensione qui

Marco Dallari, I saperi e l’identità Costruzione delle conoscenze e della conoscenza di sé
Guerini Studio, Milano 2000 Collana Monografie Processi formativi e scienze dell’educazione, n.4 Pag. 203 recensione qui

Margiotta Umberto (a cura di)  ,  Pensare la formazione.Strutture esplicative, trame concettuali, modelli di  organizzazione,  Bruno Mondadori, Milano,2006; pp.344 recensione qui

Margiotta U., Porrotto G., (a cura di) Primo rapporto sulla ricerca educativa in Italia, Mazzanti, Venezia 2008

Marmocchi, dall'Aglio, Tannini, Educare le life skills: come promuovere le abilità psicosociali e affettive secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, Erickson 2004.
recensione qui

Maturana H. Varela F., L'albero della conoscienza, Garzanti, Milano, 1992.
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Maturana Humberto, The Biological Foundations of self Consciousness and Physical Domain of existence, Cortina, Milano, 1983. recensione qui

Morelli Ugo, Weber Carla, Passione e apprendimento. Formazione-Intervento: teoria, metodo, esperienze Cortina Editore, Milano 1996 recensione qui

Morin Edgar, Le paradigme perdu: La nature humaine , 1973; tr. it. Il paradigma perduto. Che cos’è la natura umana , Feltrinelli, Milano 1999; tr. di Eugenio Bongioanni recensione qui

Mortari Luigina, Apprendere dall’esperienza. Il pensare riflessivo nella formazione , Carocci, Roma, 2003, pp.152 recensione qui

Negroponte Nicholas, Being digital , Knopf, Paperback edition, 1996; Essere digitali , Sperling & Kupfer, Milano, 1995; trad. di Franco e Giuliana Filipazzi, pp.267. recensione qui

Ong Walter J.,  Interfaces of the World, Cornell University Press, Ithaca, 1977; Interfacce della parola, Il Mulino, Bologna, 1989; trad. di Gino Scatasta, pp.359. recensione qui

Ong Walter J.,  Oralità e scrittura, Il Mulino, Bologna recensione qui

Pontecorvo, Ajello, Zucchermaglio, Discutendo si Impara, Carrocci 2006, p.204 Pontecorvo Ajello

Popper Karl, Congetture e confutazioni. Lo sviluppo della conoscenza scientifica, Il Mulino, 2004
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Rivoltella P.C., Costruttivismo e pragmatica della comunicazione online,  Erickson, Trento 2003  pp. 271 recensione qui

Rivoltella Pier   Cesare (acuradi),  E-tutor, Profilo, metodi, strumenti, Carocci  Editore, Roma 2006 pp. 2005 

Sternberg Robert J., Spear-Swerling Louise,  Teaching for thinking, American Psychological Association, Washington D.C 1996;  tr. it.  Le tre intelligenze. Come potenziare le capacità analitiche, creative e pratiche, Erickson, Trento 1997 (2002);  tr. di Lopane Paola, pp. 154. recensione qui

Toschi Luca (a cura di), Il linguaggio dei nuovi media. Web e multimedia: principi e tecniche delle nuove forme di comunicazione, Apogeo, Milano 2001, pp. 349 recensione qui

Thagard P., Rivoluzioni concettuali, le teorie scientifiche alla prova della conoscenza artificiale, Guerini e Associati, Milano, 1999. recensione qui

Varisco Bianca Maria,  Costruttivismo  socio-culturale. Genesi  filosofiche, sviluppi psico-pedagogici, applicazioni didattiche , Carocci, Roma, 2004, pp. 221  recensione qui

Vygotsky Lev. S.,  Thought and Language ; 1962 - tr. It. Pensiero e linguaggio , Giunti Editore, Firenze 1966; tr. di Adele Fara Costa, Maria Pia Gatti, Maria Serena Vegetti, pp. 255 recensione qui


Zeki Semir, Inner Vision.
An Exploration of Art and the Brain, 1999, La visione dall'interno. Arte e cervello, Bollati Boringhieri, Torino, 2003. pp. 272

Zamperini Adriano, L'indifferenza. Conformismo del sentire e dissenso emozionale, Einaudi, Torino, 2007 recensione su Ibridamenti

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tags: recensioni, bibliografia

29/06/2008

Sui social network nessuno pensa che tu sia un cane
[ di catepol 3.0 ]

Cosa accade quando proviamo a costruire la nostra esperienza online insieme ad altre persone con le quali siamo in relazione? In questo momento con le tecnologie e gli strumenti di comunicazione online possiamo essere connessi con chi desideriamo, persone che possono far parte della nostra vita privata (famiglia, amici, amori) oppure professionale e con queste persone costruiamo a diversi livelli una esperienza online che a loro volta queste stesse persone costruiscono con le persone con cui sono connesse loro.

Social network, reti sociali allargate. Sei gradi di separazione digitale e siamo in grado di arrivare a chiunque al mondo, dicono.

In ogni social network così creato e vissuto è importantissimo considerare il cosiddetto trust and behavior.

Cioè la fiducia che altre persone ripongono in noi e che noi riponiamo in loro per vari motivi, tra i quali una identità coerente (online come offline), il fatto che si sia peers e disponibili a fornire aiuto e conoscenze su argomenti in cui si viene riconosciuti in qualche modo come “più” esperti, il riconoscimento sociale, l’esperienza ecc.

Quando costruisci la tua identità online in connessione con altri, non sei più un anonimo navigatore della rete ma un abitante. Come in un condominio, in una riunione, in una tavolata di amici ed in qualunque consesso sociale, la tua reputazione acquisisce sempre più importanza. Online la reputazione è importantissima.

Quando non si è nascosti dall’anonimato, le persone si comportano diversamente e devono essere soprattutto se stesse. In rete poi le persone cominciano a partecipare a conversazioni che si svolgono in vari luoghi virtuali e mediante diversi tool in maniera abbastanza aperta e soprattutto con peers, con persone simili per interessi, conoscenze, sensibilità ecc. E si creano reti e relazioni più o meno stabili.

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C’è sicuramente grande differenza nei tool disponibili così come nelle dinamiche (sincrone o asincrone, uno-a-uno, uno-a- molti, molti-a-molti) che si vengono ad instaurare. Sarebbe da approfondire la differenza della comunicazione tool per tool ma non è questo il post, magari prima o poi lo scrivo.

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tags: bibliografia, dalla rete, arti della connessione, ascesa dei blogger

12/06/2008
APPROCCIO LOGICO-RIFLESSIVO
(MSsenzafiltro & emmart)


A.    Tema della ricerca: Ascesa dei blogger. Arti della connessione nel virtuale
B.    Oggetto specifico dell’indagine nell’approccio logico riflessivo: studio delle pratiche di blogging considerate come pratiche sociali situate che incorporano conoscenze di diverso tipo e che stabiliscono sia un rapporto epistemico che pragmatico nelle relazioni con gli altri blogger e con le tecnologie (attanti).
C.    Unità di rilevazione e unità di analisi: la relazione di ricerca nell'approccio logico riflessivo avviene tra blogger attraverso un contesto: blog (unità di rilevazione), ed ha per oggetto il blogging (unità di analisi).
L’approccio logico-riflessivo considera il blog non come artefatto pre-esistente alle pratiche virtuali in rete e che può essere utilizzato come strumento finalizzato al raggiungimento di specifici obiettivi (ancorché molto diversificati tra loro), né soltanto come attore non-umano con cui gli attori umani interagiscono e mediante il quale producono nuovi saperi e nuove pratiche, ma piuttosto come l’insieme delle pratiche di blogging svolte all’interno e attraverso un determinato contesto (URL- Uniform Resource Locator). Questo modo di concepire il blog assume in sé sia il carattere di pratica sociale situata, sia una visione relazionale della tecnologia.
D.    Obiettivi *:
- Descrizione delle pratiche di blogging mediante l’uso di mappe concettuali
- Individuazione e descrizione di eventi/situazioni significativi verificatisi nei blog osservati
- Co-costruzione delle forme e del senso delle pratiche di blogging
- Individuazione di tipologie significative di pratiche di blogging
E.    Riferimenti teorici: si rimanda alla bibliografia. Gli osservatori dell’approccio riceveranno i testi completi ai quali questo estratto fa riferimento.
F.    Fasi del processo di ricerca riflessivo sulle pratiche di blogging: il processo di ricerca comprende nel suo complesso alcuni passaggi comuni a tutti gli approcci. Alcuni di questi sono rappresentati dalla scelta dei blog da studiare in una rosa precedentemente condivisa, dei tempi, del periodo di riferimento e così via. Il processo descritto qui sotto non si soffermerà sulle fasi comuni a tutti gli approcci, pur tenendone conto nella sua programmazione (Qui ulteriori approfondimenti).



La tabella è scaricabile QUI in PDF
    
Interazione riflessiva
Dovendo scegliere di approfondire una fase del processo sopra descritto, la fase di interazione riflessiva (4) costituisce sicuramente un momento centrale dell’approccio logico-riflessivo. Nella figura che segue è possibile osservare che l’interazione si basa sull’individuazione da parte dei blogger osservatori di “situazioni/eventi significativi” che si sono verificati nel/nei blog osservato/i. Queste possono consistere in periodi di non scrittura, in percezione di cambio di stile di scrittura/post, in picchi di commenti e in assenza di commenti, in periodi di alta/bassa frequenza di post, in post in cui si verificano di interazioni di secondo/terzo livello, in fasi/onde di partecipazione rispetto ai contenuti e alla frequenza di post, e così via. Ogni blogger, sulla base delle fasi di ricerca già realizzate (che prevedono l’operativizzazione degli elementi della mappa e la raccolta di dati), individuerà per ogni blog alcune situazioni che egli percepisce come significative. Sulla base di tale individuazione e della preparazione di un insieme di ipotesi e di domande viene sviluppato un processo riflessivo  di interazione che coinvolge i possessori di blogger studiati e blogger osservatori (vedi schema sotto). Tali relazioni si realizzano soltanto online e mediante strumenti della piattaforma Splinder: (essenzialmente tramite PVT). Tale processo relazionale è di natura pubblica (in quanto rimanda a situazioni significative pubbliche) e privata (in quanto realizzata tramite strumenti di comunicazione privata come i PVT) ed assume la forma di narrative che si sviluppano in modo diacronico su determinate situazioni individuate come significative. I possessori dei blog studiati possono essere d’accordo o meno con le situazioni individuate e/o indicarne altre avviando un processo di riflessione regolato da specifici metodi. Essi concorrono inoltre alla costruzione di nuove ipotesi interpretative e alla costruzione di narrative finali.
Tutte le attività saranno svolte nel rispetto del protocollo etico di Ibridamenti.

 
Figura1 – Modello per l’interazione riflessiva, riadattato da “Percorsi Riflessivi”, 2007

G.    I confini della ricerca e dell’interazione riflessiva: un punto centrale per tutti gli approcci è la natura dell’interazione. Fino a dove ci si spinge? Dove finisce l’online e dove comincia l’off line? L’approccio riflessivo condivide la classificazione proposta nello schema che segue. I quattro quadranti sono individuati attraverso l’intersezione di due fattori che rappresentano rispettivamente la dimensione temporale della relazione (asincrone-sincrone) e la natura pubblica-privata della relazione. Abbiamo così quattro quadranti: natura pubblica della relazione e dimensione temporale asincrone, natura pubblica e dimensione temporale sincrone, natura  privata e dimensione temporale asincrone, infine natura privata e dimensione temporale sincrone. Ciascuno dei quattro quadranti individua quindi una tipologia di relazioni che sono rese possibili attraverso determinati strumenti. Nel quadrante della relazione pubblica e asincrone vengono compresi i blog pubblici, i forum, i sistemi wiki, mentre nel quadrante pubblico e sincrone sono comprese le chat pubbliche. Nel quadrante privato e asincrone sono comprese le email, i messaggi PVT, i blog privati, mentre le quadrante privato sincrone vengono classificate le chat e i sistemi di messaggeria istantanei.



Figura2 – Strumenti di comunicazione e interazione classificati a seconda della natura pubblica-privata e della dimensione temporale sincrone-asincrone dell’interazione

L’approccio riflessivo si muove lungo l’asse pubblico-privato dell’interazione che avviene sempre online, preferendo prevalentemente una comunicazione di tipo asincrono.

H.    Blog osservabili sulla base della lista di Ibridamenti:
Il blog di Inquiline
Il blog di PV
Il blog di Matisse
Altri blog della lista di Ibridamenti saranno eventualmente osservati all’interno di un’ottica comparativa.

I.    Strumenti e agorà dell'approccio L-R
Oggetti, relazioni, giocatori


L.    Bibliografia di riferimento
Argyris, C., D. Schon (1978) Organizational learning. A theory of action perspective, Reading, Mass, Addison-Wesley.
Bateson G. (1972) Steps to an Ecology of Mind. Collected Essays in Anthropology, Psychiatry, Evolution, and Epistemology, New York, Ballantine Books. University Of Chicago Press
Bourdieu P. (1994) Raison Pratiques, Paris, Seuil.
Bourdieu P. e Wacquant L. J. D. (1992) Réponses. Pour une anthropologie réflexive, Paris, Seuil.
Garfinkel H. (1967) Studies in Ethnomethodology, Englewood Cliffs, NJ: Prentice- Hall, 1967.
Giddens A., U. Beck, S. Lash (1994) Reflexive modernization. Politics, tradition and aesthetics in the modern social order, Stanford, Stanford University Press.
Giddens A., (1991) Modernity and Self-Identity. Self and Society in the Late Modern Age, Cambridge, Polity Press.
Dewey J. (1934) Art as Experience, New York, Minton, Balch & Co.
Dewey J. (1938) Logic: Theory of Inquiry, New York, Henry Bolt.
Engeström, Y., Miettinen, R. & Punamäki (1999) Perspectives in activity theory. Cambridge, Cambridge University Press.
Engeström Y. (1987) Learning by expanding. An activity- theoretical approach to developmental research, Helsinki, Orienta-Konsultit.
Freire P. (1971) La pedagogia degli oppressi, Milano, Mondadori.
Freire P. (1973) L’educazione come pratica di libertà, Milano, Mondadori.
Gherardi S. e A. Bruni (2007), Studiare le pratiche lavorative, Bologna, Il Mulino.
Goffman E. (1956) The Presentation of the Self in Everyday Life, Edinburgh, University Press.
Goffman E. (1967) Interaction Ritual, Garden City, Doubleday
Goffman E. (1969) Strategic Interaction, Philadelphia, University of Philadelphia Press
Goffman E. (1975) Frame analysis. An essay on the Organization of the Experience, New York, Harper and Row.
Lave, J. (1988) Cognition in practice: Mind, mathematics, and culture in everyday life, Cambridge, Cambridge University Press.
Lave J., E. Wenger (1991) Situated Learning: Legitimate Peripheral Participation, Cambridge: Cambridge University Press.
Latour B. (2005) Reassembling the social: an introduction to actor-network-theory, Oxford, Oxford University Press.
Melucci A. (1998) Verso una sociologia riflessiva, Bologna, Il Mulino.
Schutz A. (1971) Collected Papers, L'Aja, Nijhoff.
Schön, D. (1983) The Reflective Practitioner. How professionals think in action, New York, Basic Books
Suchman L. A. (1987), Plans and situated actions. The problem of human-machine communications. Cambridge, UK, Cambridge University Press.
Stroobants H., P. Chambers, B. Clarke (2007), Percorsi Riflessivi, Roma, Aracne.
Weick K. E. (1969) The social psychology of organizing, Reading, Massachusetts, Addison-Welsey.
Wenger E. (1998) Communities of practice: learning, meaning, and identity, Cambridge University Press.


* Per approfondire i concetti fondamentali dell’approccio e le specificità delle mappe, vedere cap. 2.2 (Simona Marchi) e 3.6 (Emma Ciceri) in Mapelli M., Lo Jacono R. (2008) (a cura di) Pratiche collaborative in rete Milano, Mimesis Edizioni.
Il primo libro di Ibridamenti

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Il progetto Ibridamenti è coordinato da Umberto Margiotta

Responsabile e coordinatrice del blog Ibridamenti è
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