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28/09/2009

VeneziaCamp 2009 – SCRITTORI ALL' ARSENALE Venerdì 23 ottobre 2009 – Arsenale, Venezia

Giornata seminariale promossa dalla Scuola di Dottorato in Scienze della Formazione, della Cognizione e del Linguaggio dell’Università Ca’ Foscari di Venezia

C’è sicuramente nella nostra società (…) una profonda logofobia, una sorta di sordo timore contro questi eventi, contro questa massa di cose dette, contro il sorgere di tutti questi enunciati, contro tutto ciò che ci può essere, in questo, di discontinuo, di battagliero, di disordinato e di periglioso, contro questo brusio incessante e confuso del discorso (Michel Foucault, L’ordine del discorso)

 

 


SCRITTORI ALL' ARSENALE - parte I ore 10.00 – 13.00 


Chairperson: Umberto Margiotta

I VOLTI, LE VOCI, I CORPI dell’AUTORE: la “parresìa” e i poteri

Mario Galzigna, Foucault e la parresìa. Parole di verità contro i dispositivi

Umberto Margiotta, Pensare in rete, apprendere la diversità

Maddalena Mapelli, La violazione degli interdetti in rete. L’account Facebook Aldo Nove

Massimo Giuliani, Il flusso delle voci. La sperimentazione OUT- Facebook di Ibridamenti

Tiziano Scarpa, La parola singolare. Uno scandalo che dura da 2500 anni

Iscriviti (gratis) alla prima parte del seminario: http://ivoltilevociveneziacamp.eventbrite.com/

 

 

 


SCRITTORI ALL' ARSENALE - parte II ore 14.00– 17.30


Chairperson: Maddalena Mapelli

SOTTRAZIONI D'AUTORE: il New Italian Epic e "L'ordine del discorso"

Maddalena Mapelli, Le nuove narrazioni in rete: la faceless revolution di Wu Ming

Mario Galzigna, La funzione-autore in Foucault e i soggetti collettivi dell’enunciazione

Claudia Boscolo, Le community e la narrazione in rete: il blog di Scrittori precari

Scrittura Industriale Collettiva, Tutti scrivono tutto

Giuseppe Genna, Io, me: la narrazione

Wu Ming 1 La carne, le ossa, i volti del narratore

Maddalena Mapelli: Conclusioni

Iscriviti gratis (anche/solo) alla seconda parte del seminario: http://sottrazioniveneziacamp.eventbrite.com/

 

 


Introduzione ai lavori

L’ordine del discorso (L’ordre du discours) è la lezione inaugurale al Collège de France tenuta da Michel Foucault nel 1970. Le posizioni presenti in questo testo, che fondano la prospettiva « genealogica », rappresentano un punto di riferimento del gruppo di ricerca della Scuola di Dottorato in Scienze della Formazione, della Cognizione e del Linguaggio dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e del Laboratorio Virtuale Ibridamenti

( http://www.ibridamenti.com/ )

Il nostro gruppo sperimenta e ripensa - attraverso l’« osservazione partecipe » e attraverso « azioni-evento » - le nuove pratiche virtuali di connessione, comunicazione, narrazione, costruzione e fluidificazione identitaria presenti nei blog e nei social network.

In questo senso, ci pare di rilievo il dibattito attorno al New Italian Epic perché valorizza l’opera – e perciò la parola intesa come evento - anche attraverso forme e modalità di sottrazione dell’autore; forme e modalità che fanno emergere la forza dirompente dei soggetti collettivi dell’enunciazione.

Partendo dall’osservazione delle pratiche di scrittura e di narrazione in rete, vogliamo proporre i seguenti interrogativi:

- La pluralità delle risposte che ogni singolo utente della rete riesce ad escogitare, spesso oltrepassando e violando i regimi discorsivi imposti dai dispositivi stessi, non sono forse un fertile terreno sul quale sta germogliando – di pari passo con l’innovazione tecnologica – una ridefinizione dell’autorialità e perciò di quella funzione che dà peso, spessore, forza e coerenza alle parole?

- L’identità liquida – e quindi le forme di sottrazione dell’autore e la sperimentazione di un io polifonico – sono oramai divenute dimensioni e pratiche accessibili a chiunque apra un account su Facebook o scelga un avatar e un nick name per il proprio blog. Tali dimensioni e tali pratiche non individuano forse un orientamento – uno stile, un modo di fare, un punto di riferimento – utilizzabili anche per chi voglia organizzare efficaci forme di resistenza ai dispositivi e ai regimi discorsivi che nei luoghi più svariati, online come offline, ci definiscono e ci costituiscono?

- E’ davvero così importante “chi parla”? Oppure vale ancor oggi il provocatorio riferimento di Foucault alla famosa frase di Beckett, “qualcuno ha detto, cosa importa chi parla”?

- Vi è chi, come Tiziano Scarpa, sostiene la necessità di attribuire un nome e un cognome, un volto e un corpo all’autore per dare peso e forza alla propria parola; vi è chi, come Wu Ming, sceglie di non mostrare il proprio volto; vi è chi, come Aldo Nove, articola la propria presenza on-line attraverso la sperimentazione di immagini differenti di sé; vi è chi, come Giuseppe Genna, costruisce, nei suoi testi, la propria presenza in quanto “personaggio”, in quanto soggetto multidimensionale; vi è chi, infine, si propone come “Scrittura Industriale Collettiva”: c’è davvero, ci chiediamo, soltanto antagonismo o distanza tra questi differenti modi di costruzione dell’autorialità?

- In ogni caso, in che termini si articolerebbe una moderna parresìa? E’ ancora possibile, oggi, dire la verità ai potenti attraverso differenti atti di parresìa fondati sulla parola scritta?

- Se considerassimo l’autore come una delle tante variabili che rendono possibile la produzione dei discorsi, non riusciremmo forse a concentrarci di più su come possano costituirsi discorsi diversi, su come sia diversamente possibile costruire discorsi-evento non soltanto a partire dalla presenza del “chi parla”?

Link utili

Il blog di VeneziaCamp 09 : http://www.veneziacamp.it/ Il wiki di VeneziaCamp 09 : http://barcamp.org/veneziacamp2009 Il ning VeneziaCamp 09 : http://veneziacamp2009.ning.com/ La notizia su Ibridamenti: Iscriviti a Scrittori all'Arsenale 09 Come arrivare: Mappa su Bing Mappa su Google L'Arsenale è raggiungibile a piedi dalla Stazione Ferroviaria di S.Lucia e da Piazzale Roma (tempo circa 35-50 minuti). Diverse linee del trasporto pubblico (ACTV) collegano i terminal ferroviari e automobilistici con l'Arsenale. Le più consigliate sono la linea 41 (orari) e la linea 1 per il Canal Grande (orari). Tutti possono partecipare:

L'accesso alla manifestazione ed ai singoli eventi all'interno della stessa è gratuito e aperto a tutti. Necessita solo, per motivi organizzativi, dell' apposita iscrizione (vedi sopra).

 

 

 

 

 

 

09/04/2009

diario-aperto-2

Io l'ho già fatto, ed è facile facile. Vi invito a partecipare a DIARIO APERTO 2009 compilando il questionario che, come spiega Enrico Marchetto, è stato ideato per:
Per riempire il vuoto di informazioni su chi utilizza i social network in Italia, nasce la ricerca partecipata ‘DiarioAperto 2009' che ambisce a intervistare via web almeno 2 mila dei milioni di cittadini italiani iscritti a Facebook e siti simili. Da mesi i siti come Facebook, MySpace, Badoo e Giovani.it dilagano sulle home dei siti di news, sulle prime pagine dei giornali e nei fiumi di notizie televisive. Ma i fatti riportati dai media italiani solitamente hanno avuto a che fare con casi isolati di folklore o con dati riguardanti ricerche condotte negli Stati Uniti.
Un'indagine che vuole, attraverso la partecipazione di tutti, raccontare che cosa sta avvenendo in Italia. Tutti i dettagli sono su Diario Aperto. Ibridamenti appoggia questa utilissima iniziativa ideata da SWG e daremo una mano per quanto riguarda gli aspetti qualitativi dell'inchiesta. E' un momento importante per dire la vostra, per farvi conoscere e per raccontarci l'uso che fate dei social network, dei blog e della rete. Partecipare è semplicissimo: basta avere 10 minuti di tempo e rispondere alle domande qui.

La notizia è riportata anche qui
01/10/2008




Continua il dialogo tra Ibridamenti e Marco Minghetti su Le Città In-visibili. Bella e ispirata l'articolazione che Minghetti propone del mutamento, del come rendere visibile all'interno del suo romanzo collettivo l'idea del mutamento:

" dato che uno dei temi centrali delle nostre riflessioni è il Mutamento (non a caso abbiamo costituito la Living Mutants Society), ho ritenuto interessante abbinare a ciascuno dei 128 episodi una chiave di lettura tratta da uno dei 64 esagrammi degli I Ching – Il Libro dei Mutamenti per antonomasia – di volta in volta nella versione Boaz o Jakin, i duei pilastri dell’Albero della Vita che sorgevano all’entrata del tempio del re Salomone e che, secondo la Cabala, rappresentano i principi opposti del movimento vitale, maschio-femmina, pieno-vuoto, luce-giorno (64 x 2 fa appunto 128). Qui l’ispirazione è venuta da uno dei più famosi romanzi di P.K. Dick The Man in The High Castle (non dimentichiamo che il nostro Deckard deve il suo cognome all’eroe di Blade Runner) in cui si immagina che la seconda guerra mondiale sia stata vinta dai tedeschi e dai giapponesi, il che comporta, fra le altre cose, che i manager delle grandi Corporation utilizzino per prendere le più importanti decisioni appunto Il Libro dei Mutamenti – I Ching. Le due colonne dell’Albero della Vita sono poi rappresentate frequentemente nei Tarocchi, carissimi al Calvino del Castello dei Destini Incrociati - ad esempio sono i due pilastri tra cui troneggia il secondo Arcano Maggiore, la Papessa, davanti ad un velo che nasconde l'ingresso del santuario, e che fiancheggiano il trono della Giustizia (Arcano numero 8) ornati di mezzelune bianche e verdi, mentre nell’Arcano 12, l’Appeso, il corpo dell'Impiccato penzola nel vuoto a testa in giù, fra di esse, in una ieratica posa a gambe incrociate." [continua qui]

Ne avevamo parlato qui e qui
Leggi l'intero articolo di Minghetti qui

25/09/2008


Guardare in alto di Le aziende in-visibili / episodio 91/128 [p. 278-279 ]
Link alle città invisibili. Le città e il cielo. Il Bersabea
In anteprima su Ibridamenti la rivisitazione di Caterina Bonetti.

Grazie alla concessione di Marco Minghetti e di Caterina, tutti possiamo vedere come è organizzato il libro "Le aziende-invisibili" di cui abbiamo già parlato.

cliccate sull'immagine, zoommate, spostate e ... buona lettura :-)
24/09/2008




Rilancio il post di Fabrizio Centofanti perché mostra per immagini quanto si stava discutendo a proposito delle Aziende In-visibili e di come l'innovazione e la creatività siano legate alla possibilità di cambiare prospettiva, di uscire da un unico punto di vista, di contaminarsi con altre appartenenza...


Ne hanno già parlato
la sottile voce del silenzio, poesiaeprosa, letteratura on line


10/06/2008
PRIMA FONDAZIONE
approccio psicoantropologico e semiologico

Rubando il titolo ad una delle più famose opere di Isaac Asimov, ci accingiamo finalmente a dare il via alle operazioni di osservazione del Gruppo Psico Antropologico e Semiologico (GPA-GS).

Tema della ricerca: Ascesa dei blogger. Arti della connessione nel virtuale
Focus: assetti identitari e valenze culturali delle connessioni e delle relazioni on-line nel blogging
Oggetto specifico dell’indagine: ricostruire lo stile individuale e irripetibile di connessione e di relazione presente in un blog inteso come espressione verbovisiva di un blogger/persona off-line
Unità di rilevazione: il blog inteso come espressione verbo/visiva di un blogger/persona off-line
Obiettivi della ricerca:
1) descrivere, comprendere e interpretare lo stile di connessione presente in un blog;
2) verificare l’ipotesi che ci siano delle invarianti negli stili di connessione nei blog esaminati
3) focalizzare ulteriori problemi da porre come oggetto di successive indagini
4) sottoporre a critica e modifica i presupposti teorici, la metodologia, gli strumenti, le modalità utilizzati in partenza
5) verificare, nel corso dell’osservazione, se la ricerca ha valore formativo e/o autoformativo per gli osservatori che vi partecipano
Punti di forza della presente ricerca: a fronte delle diverse indagini quantitative già svolte attorno alla blogosfera italiana, si è scelto un approccio qualitativo basato basato su:
1) l’integrazione di approcci afferenti a saperi diversi (in particolare antropologia, psicologia, semiologia) per rendere conto della complessità del campo osservato.
2) l’osservazione-partecipe
3) il concetto di ibridazione
4) la sperimentazione di un approccio che integra saperi e pratiche
Limiti della presente ricerca:i blog osservati appartengono tutti alla blogosfera italiana e la lingua utilizzata nelle interazioni on-line è l’italiano
I blog osservati non rappresentano un campione statistico. Sono stati individuati a seguito del dibattito effettuato tra ottobre e novembre 2007 sul blog Ibridamenti e la loro individuazione non può essere considerata rappresentativa né delle diverse tipologie di blog esistenti né della blogosfera italiana in generale.
I blog osservati appartengono principalmente alla piattaforma Splinder, o presentano le stesse modalità di interazione ed accesso (avatar, nick)
Punti di riferimento teorici
Per individuare la cornice di riferimento teorica che guiderà le fasi della ricerca del GPA-GS, si parte dal presupposto che si tratta di un approccio metodologico (integrato, almeno nella sua fase iniziale) fondato sull’osservazione-partecipe. Vista la specificità del campo virtuale osservato – il blog e il blogging – si terrà conto di alcuni paradigmi interpretativi già esistenti nell’ambito delle scienze umane, con l’avvertenza, però, che la presente ricerca ha, tra i suoi obiettivi, quello di innovarli e di adattarli all’ambito osservativo prescelto.
Verranno studiate, in definitiva, le modalità della relazione nella blogosfera: con particolare riferimento agli assetti identitari, alle tecnoidentità (La Barbera 2008), alle modalità della presenza, della connessione e dell’incontro (Galzigna 2008, Barbetta 2008, Ligi 2008) attivate dai blogger e realizzate dagli osservatori.
 
Si conviene sull’opportunità di utilizzare la più avanzata ricerca antropologica contemporanea, basata sul paradigma dell’ ibridazione, a partire dal quale possiamo dire che l’osservazione-partecipe del blog si configura come pratica ermeneutica non dell’altro ma dell’incontro con l’altro (Amselle 1999, Abu-Lughod 1991, Wikan 1991-1992). Si tratta di una interazione che si verifica in un contesto multimediale, veicolata quindi da tre "linguaggi" possibili: testi scrittisuoni e musiche, immagini, ferme o in movimento. Ognuno di questi tre linguaggi va studiato come strumento connettivo: l'immagine, ad esempio, è una immagine-link, cioè una "immagine segno-di-legame", che funziona come "nodo di una serie di interazioni, scambi, circolazioni che avvengono tra diversi blog" e tra il blogger e suoi commentatori (Caputo, 2008). 
Va qui ribadito uno degli assunti fondamentali dell’antropologia contemporanea, che può utilmente indirizzare la nostra indagine: la conoscenza antropologica è di natura sostanzialmente dialogica (Ligi 2008): “non c’è prima dell’incontro etnografico, non è un qualcosa che si può estrarre dalla testa del nativo, un qualcosa che è , da qualche parte, prima del nostro arrivo”.
Analogamente, nell’ambito della ricerca “psi” lo studio dell’identità in rete si è soprattutto sviluppato come studio della relazione, resa possibile dalle nuove tecnologie, definibili come un secondo sé, un sé multiplo, “un oggetto evocativo che provoca la rinegoziazione dei confini” (Turkle 2005 e 2007, La Barbera 2008). A sostegno di questo orientamento possiamo riferirci ad alcuni sviluppi avanzati e recenti del pensiero psichiatrico e psicoanalitico, che collocano l’origine e il motore della vita affettiva e dell’intersoggettività, più che nelle pulsioni e nella pulsionalità, nelle relazioni e nelle loro dinamiche trasformative (Galzigna 2007, Panizza 2008). Questi orientamenti trovano un ampio terreno di conferma nel caso del blogger: le sue componenti intrapsichice, in definitiva, si manifestano attraverso il blogging, cioè attraverso le sue dinamiche relazionali. Impossibile scindere i due livelli, se si vuole cogliere con pienezza le modalità della presenza del blogger: la loro fisionomia variabile, la loro complessità.  
L’approccio psicologico e quello antropologico hanno un comune punto di riferimento nel tema dell’empatia, molto presente nella letteratura psichiatrica ad orientamento fenomenologico ed in quella ad orientamento psicodinamico (Borgna 1999, Borgna 2003, Gabbard 2005): la necessaria empatia - intesa come "contatto immedesimativo in una condizione di separatezza" (Bolognini 2002, Bolognini 2008) - tra osservatori e osservati e al tempo stesso le eventuali relazioni di tipo empatico tra il blogger e i suoi commentatori, verificabili attraverso l’osservazione del blogging. Più in generale, osservando e studiando un blog sarà importante mettere in evidenza il clima psicologico delle dinamiche relazionali – la loro stimmung, la loro atmosfera, la loro tonalità affettiva – e le “culture” che lo supportano.
 
Dal punto di vista semiotico, si farà riferimento alla blogosfera come sottospazio aperto ed eterogeneo della semiosfera (Lotman 1985, Bolter e Grusin 2002, Di Fraia, 2007, Festi, 2008). Vi è nel blog una costitutiva mediazione di forme testuali, dove per testo si intende, in senso lato, qualsivoglia prodotto culturale: sia esso un audiovisivo, un’immagine, un testo verbale o un montaggio multimediale di forme testuali. Il blog è insomma un supertesto, un testo di testi che mette in scena “un teatro identitario narrativizzato, capace di rifigurare l’esperienza, di riannodare i fili dispersi del quotidiano, di ritrovare un progetto destinale,” (Festi, 2008). Viene assunta come riferimento la mappa delle funzioni psicosociali dei blog (Di Fraia, 2007), che si articola attorno a due assi: da un lato la tematizzazione dominante (il sé o altro), dall’altro lato il destinatario principale (se stessi o altri).
 
Scansioni della ricerca
La prassi del gruppo sarà quella già collaudata con le prime due osservazioni di prova: si partirà osservando gli aspetti che caratterizzano il blog e il blogger on-line.
Per comprendere al meglio la produzione virtuale presente nel blog osservato, sarà necessario, in alcuni casi individuati dal GPA-GS, un contatto diretto con il blogger [off-line], che diventerà l’occasione per interviste non strutturate, ai fini di una comprensione empatica delle peculiari e differenti modalità della presenza on-line del blogger stesso.
Modi e tempi di questo contatto diretto verranno negoziati con il blogger, nel rispetto del protocollo etico elaborato dalla nostra community.
In una prima fase, i membri del GPA-GS osserveranno liberamente, senza interagire, il blog prescelto. Successivamente stabiliranno assieme, tra di loro, le tappe, gli obiettivi e le scansioni dell’osservazione del singolo caso, individuando le richieste e le questioni da porre, per via telematica, al blogger e al tempo stesso mettendo a fuoco i quesiti da porre all’interno di un eventuale contatto diretto off-line con il blogger. In linea di massima, il gruppo degli osservatori assegnerà ad un suo membro, scelto come portatore delle istanze e delle richieste del gruppo medesimo, il compito di contattare direttamente il blogger. Ogni possibile deroga da questa linea di condotta dovrà essere condivisa dai membri del gruppo e negoziata con il blogger.
Punto di partenza dell’osservazione
La prima fase sarà destinata a negoziare il consenso del blogger osservato e a informarlo degli obiettivi della ricerca e del protocollo etico.
In un secondo momento il portavoce del gruppo degli osservatori chiederà al blogger dei dati per costruire la linea post/commenti in base alla quale saranno decisi i post da osservare.
In un terzo momento si procederà all’osservazione da parte dei singoli appartenenti a ciascun gruppo con la precisazione che – pur facendo riferimento alla stessa mappa* – l’approccio psicoantropologico partirà dall’analisi degli elementi del naming del blogger e del blog, mentre l’approccio semiotico partirà dal post.
In entrambi gli approcci, in ogni caso, si leggeranno gli elementi caratterizzanti il blogger e il blog (nick/avatar/profilo/titolo/url), la produzione verbovisiva (post/template) del blogger e le sue interazioni con la blogosfera (commenti, blog-roll, link, amici, eventuale uso di altri elementi interattivi e connettivi legati al microblogging, eccetera).
A completamento di questa prima raccolta di dati e di osservazioni, si procederà ad un confronto di idee tra gli appartenenti a ciascun gruppo di osservatori per procedere poi a impostare la successiva fase destinata agli approfondimenti del singolo caso e alla produzione delle interpretazioni che, a seconda dei casi, potranno essere congiunte o disgiunte.
Formazione dei gruppi di osservatori
Vista la complessità del campo indagato, si ritiene importante che l’osservazione sia condotta non da singoli ma da gruppi di osservatori nei quali dovranno essere presenti le competenze relative ai singoli approcci.
*le mappe di riferimento per i presenti approcci sono in via di stesura definitiva e sono, nella loro attuale forma non definitiva, consultabili qui (naming) e qui (espressione verbo-visiva).
 
Strumenti
Interazioni attraverso: commenti, PVT di Splinder, chat (tipic, messenger), telefonate (anche a più interlocutori, via Skype), incontri off-line in ambienti non strutturati, interviste non strutturate.
Formalizzazioni attraverso: mappe concettuali, mind map, tabelle, grafici, resoconti, produzione di materiale da proporre per pubblicazioni di carattere scientifico.
Tempi
Si è previsto di svolgere la ricerca in un arco temporale di due mesi, durante i quali saranno osservati tutti i post concordati dagli osservatori e saranno formalizzati gli esiti delle osservazioni e delle interpretazioni emerse.
 
Blog osservabili sulla base della lista di Ibridamenti:
Catepol 3.0

Altri blog della lista di Ibridamenti saranno eventualmente osservati all’interno di un’ottica comparativa.

Appendice (di Maddalena Mapelli)
Verificare se la ricerca ha valore formativo per gli osservatori che vi partecipano
Si tratta di un obiettivo secondario del presente approccio, che fa riferimento alle ricerche maturate nell’ambito delle scienze della formazione attorno alle comunità di pratica on-line [Wenger E. (1998), Rivoltella, P.C. (2003), Trentin G.(2004), Galliani L. (2004), Calvani A.(2005), Ligorio M.B., Hermans H.(2005), Margiotta U., Balboni P. (a cura di) 2005] 
Finalità: verificare se le pratiche di osservazione in rete, così come sono state configurate dal presente approccio, abbiano per i partecipanti alla ricerca valore formativo e/o autoformativo.
Oggetto di indagine: le pratiche attivate dagli osservatori del presente approccio
Metodologia: osservazione partecipe. L’osservazione sarà condotta non da un osservatore esterno al gruppo, ma da un osservatore che partecipa alle attività del gruppo. Si ripropone il modello dell’osservatore partecipe e dell’ibridazione attraverso le pratiche.
Saranno individuate, inoltre, delle situazioni a maggior tasso di complessità riscontrabili durante le fasi della ricerca stessa e l’osservatore sarà attento a capire e descrivere:
- come si è generato il problema
- in che modo un singolo osservatore lo ha affrontato (quali strategie risolutive ha adottato, etc.)
- in che modo ha comunicato con il gruppo
- in che modo ha chiesto e ottenuto la collaborazione del gruppo
- quale grado di consapevolezza ha del proprio e dell’altrui apporto alla soluzione di problemi
Gli strumenti: agli osservatori sarà somministrata un’intervista non-strutturata prima e dopo l’esperienza di ricerca e sarà richiesto di tenere un quaderno degli appunti: una sorta di diario personale dell’esperienza. L’intervista non strutturata potrà avvenire, a seconda dei casi, e in ottemperanza alla volontà dell’osservatore, in presenza oppure on-line. Saranno garantiti tutti i punti del protocollo etico.
Il valore formativo dell’esperienza sarà misurato comparando la prima intervista all’ultima, esaminando il diario personale e mettendolo in relazione ad altre produzioni (interventi nel blog e/o altre esperienze di cui resta traccia e/o racconto) valutando il grado di consapevolezza maturato dai singoli in ordine al collaborare in rete.
Tempi: Coincidenti con i tempi della presente ricerca.

Riferimenti bibliografici 
Amselle, J.L. (1999), Logiche meticce, Bollati Boringhieri (ed.or. 1990), Torino
Abu-Lughod, L. (1991), Writing against culture in Fox R. (a cura di) Recapturing Anthropology, Santa Fe, New Mex. Schoool of American Research Press, pp. 137-162
Barbetta, P.(2007), Figure della relazione, Digressione intorno al doppio legame, ETS, Pisa
Bolognini, S. (2002), L'empatia psicoanalitica, Bollati Boringhieri, Torino
Bolognini, S. (2008), Passaggi segreti. Teoria e tecnica della relazione interpsichica, Bollati Boringhieri, Torino
Bolter J.D., Grusin R. (2002), Remediation. Competizione e integrazione tra media vecchi e nuovi, Guerini, Milano
Borgna, E. (1999), Noi siamo un colloquio, Feltrinelli, Milano
Borgna, E. (2003), Le intermittenze del cuore, Feltrinelli, Milano
Calvani A.(2005), Rete, comunità e conoscenza. Costruire e gestire dinamiche collaborative, Erickson, Trento
Caputo B. (2008), Per un'etnografia dell'uso dei sensi nel blog, in: Mapelli M., Lo Jacono, R., a cura di (2008), Nuovi modelli di ricerca, cit. 
Di Fraia, G., a cura di (2007), Blog-grafie. Identità narrative in rete, Guerini, Milano
Festi, G. (2008), Avanti c’è Post! Un invito semiotico all’analisi dei blog, in: Mapelli M., Lo Jacono, R., a cura di (2008), Nuovi modelli di ricerca, cit.
Gabbard, G.O. (2005), Introduzione alla psicoterapia psicodinamica, Cortina, Milano
Galliani, L. (2004) La scuola in rete, Laterza, Bari
Galzigna, M. (1999), La sfida dell’altro, Marsilio, Venezia
Galzigna, M. (2007), Il mondo nella mente, Marsilio, Venezia
Galzigna, M. (2008), Comunità virtuali e pratiche di sè. Introduzione a: Mapelli M., Lo Jacono, R., a cura di (2008), Nuovi modelli di ricerca, cit.
La Barbera, D.(2002), L’identità a rete, in: Pancheri P., Siracusano A., Psichiatria e mass-media, CIC Edizioni Internazionali, Roma
La Barbera, D. (2008), L'identità e il virtuale, in: Mapelli M., Lo Jacono, R., a cura di (2008), Nuovi modelli di ricerca, cit.  
Ligi, G. (2008), Aspetti antropologici di un esperimento di ricerca in rete, in: Mapelli M., Lo Jacono, R., a cura di (2008), Nuovi modelli di ricerca, cit.
Ligorio M.B., Hermans H., (2005) Identità dialogiche nell'era digitale, Erockson, Trento
Lotman, J.(1985), La semiosfera. L’asimmetria e il dialogo nelle strutture pensanti, Marsilio, Venezia
Mapelli M., Lo Jacono R., a cura di (2008), Nuovi modelli di ricerca universitaria. Pratiche collaborative in rete, Mimesis, Milano
Margiotta U., Balboni P. (a cura di) 2005, Progettare l'Università virtuale. Comunicazione, tecnologia , modelli, esperienze, Utet, Torino
Panizza, S.(2008), La prospettiva relazionale in psicoanalisi, Franco Angeli, Milano
Rivoltella, P.C. (2003) Costruttivismo e pragmatica della cominicazione on line. Socialità e didattica in Internet, Erickson, Trento
Trentin G.(2004), Apprendimento in rete  condivisione delle conoscenze. Ruolo dinamiche e tecnologie delle comunità professionali on-line, Franco Angeli, Milano
Turkle, S. (1997, 2005²), La vita sullo schermo. Nuove identita' e relazioni sociali nell'epoca di Internet, Apogeo, Milano
Turkle, S. (1997), Evocative objects, MA, MIT Press, Cambridge
Wenger E. (1998), Communities of practice: learning, meaning, and identity, Cambridge University Press.
Wikan, U. (1992), Beyond the words: the power of resonance, in “American Ethnologist”, n.19, pp.460-482.
Wikan, U., (1991), Toward an Experience-Near Anthropology, in “Cultural Anthropology”, vol.6, n.3, pp.285-305.
27/05/2008


qui trovate la parte di mappa sul NAMING
basta lo zoom per vederla in formato originale e proporre le vostre modifiche.

qui trovate la mappa sul POST e dintorni
con alcune aggiunte tra cui vorrei sottolineare l'importanza della fuoriuscita dal blog suggeritaci da Giacomo Festi in direzione dei "commenti che rinviano ad altri blog". Questa potrebbe essere la strada per verificare come si creano effetti di notorietà, saperi condivisi che ad un certo punto diventano per una community presupposti nello scambio e non hanno necessità di essere ri-esplicitati. Ogni approccio potrebbe seguire qui una propria metodologia di osservazione. Anche per quanto riguarda gli altri elementi entrati in mappa, è chiaro che ogni approccio li leggerà a partire dai propri strumenti. L'uso delle persone per esempio pur entrando nella mappa comune, sarà affrontato in modo diverso a seconda che l'approccio sia psicologico, antropologico o semiologico. Trovo molto interessante anche la proposta di mappare i regimi intersoggettivi attivati dal post: collusivo etc. Ma se vi sembrano elementi non condivisibili o troppo specifici li togliamo dalla mappa comune e li lasciamo al solo approccio semiologico.

Il difficile passaggio alla sintesi preosservazione - che poi sintesi non è, ma piuttosto una semplificazione di alcuni concetti-base dai quali partire, proprio perché condivisi dopo ampie discussioni - ha portato alla realizzazione di queste "mappe" che non sono assolutamente esaustive, né rappresentative di tutti i concetti discussi, ma che servono a dare un'idea immediata di quali siano i "punti d'ingresso" dei tre approcci: psicoantropologico, logico-riflessivo, semiologico. A questi tre approcci probabilmente se ne aggiungerà presto un altro, quello "ergonomico", il cui punto d'ingresso sarà il template.

Ciascun nodo verrà considerato attraverso differenti metodologie, ma con la condivisione dei sotto-nodi che abbiamo illustrato e definito nel corso di questi ultimi mesi.Questo post è dunque un passaggio obbligato, cui seguirà il protocollo etico da condividere. Mi scuso in anticipo per la stringatezza e la freddezza (anche il blu ci si mette! ma vediamolo come un azzurro cielo...) , ma esco da una settimana di febbre e le mie capacità sociocomunicative in questi casi si riducono all'osso :)

APPROCCIO PSICOANTROPOLOGICO  


APPROCCIO LOGICO-RIFLESSIVO

APPROCCIO SEMIOLOGICO 
Post in aggiornamento, work in progress - eccetera :)
22/05/2008

Un grazie a Antonio Larizza che racconta di noi sull'inserto Nova del Sole24ore oggi in edicola. E mi piace proprio l'incipit del suo articolo che dice: Tra di loro si chiamano ibridi.
:-)

Le slide di Dario Carta (evenevil). Giornata di studio PENSARE IN RETE.

 

Le slide di Daniele Muriano (maledettamentebene)

 

18/05/2008
Gli interventi di Umberto Margiotta (Prorettore di Ca' Foscari e coordinatore del progetto Ibridamenti) e di Roberto Lo Jacono (referente Splinder in Ibridamenti)

10/03/2008
 

L'epifania del luogo:


Dissertazioni sulla scrittura, Morte di un avatar, Alienazione dello stile, Smascheramento.




Premessa succinta. Credo che lo stile dipenda anzitutto dall'immagine di sé che lo scrivente vuole comunicare. Certo è anche possibile una determinazione autonoma dello stile, specie laddove la voce narrante è completamente asservita ai fatti raccontati, e il narratore è i fatti narrati, non vi si sovrappone o interviene sul linguaggio particolarmente, ma si immedesima nelle vicende e nella coralità di atteggiamenti, giudizi, intenzioni di cui assume voce e prospettiva. In tal caso determinare lo stile coincide in gran parte con la selezione della trama e con la caratterizzazione dei personaggi.

Personalmente questa narrativa non mi cattura, sia come Lettore che come Autore di testi. Credo inoltre che la tensione del linguaggio che fa di un testo un'opera letteraria, duratura, profondamente carica di interesse umano può prodursi se l'immedesimazione, la carica viscerale e nevrotica dello scrittore confluiscono sul linguaggio, sulla superficie del testo. Quando, chiarisco, l'attenzione si volge prioritariamente alla funzione poetica, e non alle vicende contenute, ai semplici fatti narrati – ammesso che di fatti si possa veramente parlare, e non soltanto di una opacità di parole.

Ed è possibile, nel caso di scrittori che stanno sul linguaggio, riferirsi allo stile come all'anima di chi scrive, un'anima intesa come nucleo vitale e creativo, o meglio una forma di intimità protetta da una maschera letteraria: poeticamente puerile come in Aldo Nove, acerba e scanzonata come in Dave Eggers, virile e spregiudicata come in Charles Bukowski, glaciale e introspettiva come in Goffredo Parise ecc., un mascheramento che è, in gran parte, una raffinazione dell'immagine di sé diluita nella prosa.

Ebbene, torniamo al terreno virtuale che ci ospita, la blogosfera, dove gli Autori dei testi online hanno la possibilità di palesare la maschera, concentrare la quintessenza dei propri atteggiamenti narrativi in un'immagine di sé (che si fa anche immagine elettronica): l'avatar, oltre al nickname, alla descrizione, alla struttura visiva del proprio blog personale.


Ora, per quanto mi riguarda, nel momento della scrittura, è da parecchio tempo che avverto una sorta di opaco velame tra me e la pagina bianca, come una vischiosità che consegna alle parole – ovunque le scriva: ONLINE, OFFLINE – una lentezza a me estranea, un peso e un colore grottesco che non riconosco come miei. Più ci rifletto, e provo a ricercare le ragioni di tale “pesantezza” (nel senso in cui Calvino la intende nelle Lezioni Americane), più mi convinco che tale atteggiamento (di scrittura ma non solo) abbia origine dall'avatar-nick “Malacconcio” – quale personaggio narratore del mio sé, maschera e simulacro proiettivo.

Allora mi accorgo di come anche l'ironia e la vena umoristica cortocircuitano, in una deriva grottesca, appesantendo gli avverbi e gli aggettivi, e la penna mi scivola letteralmente di mano portandomi a un'autentica deidentificazione, a una sorta di alienazione dello stile.

Ecco, la soluzione verso una nuova “leggerezza” è divampata come un lampadario enorme quando, qualche giorno fa, ho terminato di leggere l'analisi al blog di personalità confusa firmata da Stevenorrin. In particolare: è stato definire il blog in oggetto come “LUOGO con uno stile proprio, che l'autore utilizza per esprimere parti di sè”. E ancora: “Personalità Confusa non è una maschera, è un LUOGO che mi ha suggerito indirettamente che l'unico modo, piuttosto singolare, per disattivare gli aspetti proiettivi (e introiettivi) dell'avatar, ossia la sua influenza sulla produzione del testo, è trasformare la maschera – l'avatar – in luogo.
Possibile?

Dictum, factum.
Ho eliminato dal blog qualunque riferimento all'avatar: compreso il “postato da” o un'omologa firma, ho eliminato qualsiasi traccia del “farsi persona” dell'avatar, come le descrizioni non necessarie, evitando nel nuovo template una caratterizzazione stilistica marcata, e lasciando visibile quasi solamente l'url (o meglio il CNAME) dov'è situato il blog, l'indirizzo del luogo dunque.

Ho adoperato un marchio – le iniziali del blog – per collegare il nuovo avatar (dove compariranno soltanto le iniziali) alla testata, disinnescando così l'autonomia dell'avatar dal luogo blog, che è rimasto il più possibile neutro. E il nuovo nickname ha, limitazioni della piattaforma permettendo, lo stesso nome del luogo, è il name del luogo.
Mi sono psicologicamente, visivamente disfatto di un avatar ingombrante.



http://maledettamentebene.splinder.com
(ex malacconcio)

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tags: arti della connessione, approccio semiologico, approccio psico antropologico

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