01/10/2008

Continua il dialogo tra Ibridamenti e Marco Minghetti su Le Città In-visibili. Bella e ispirata l'articolazione che Minghetti propone del mutamento, del come rendere visibile all'interno del suo romanzo collettivo l'idea del mutamento:
" dato che uno dei temi centrali delle nostre riflessioni è il Mutamento (non a caso abbiamo costituito la Living Mutants Society), ho ritenuto interessante abbinare a ciascuno dei 128 episodi una chiave di lettura tratta da uno dei 64 esagrammi degli I Ching – Il Libro dei Mutamenti per antonomasia – di volta in volta nella versione Boaz o Jakin, i duei pilastri dell’Albero della Vita che sorgevano all’entrata del tempio del re Salomone e che, secondo la Cabala, rappresentano i principi opposti del movimento vitale, maschio-femmina, pieno-vuoto, luce-giorno (64 x 2 fa appunto 128). Qui l’ispirazione è venuta da uno dei più famosi romanzi di P.K. Dick The Man in The High Castle (non dimentichiamo che il nostro Deckard deve il suo cognome all’eroe di Blade Runner) in cui si immagina che la seconda guerra mondiale sia stata vinta dai tedeschi e dai giapponesi, il che comporta, fra le altre cose, che i manager delle grandi Corporation utilizzino per prendere le più importanti decisioni appunto Il Libro dei Mutamenti – I Ching. Le due colonne dell’Albero della Vita sono poi rappresentate frequentemente nei Tarocchi, carissimi al Calvino del Castello dei Destini Incrociati - ad esempio sono i due pilastri tra cui troneggia il secondo Arcano Maggiore, la Papessa, davanti ad un velo che nasconde l'ingresso del santuario, e che fiancheggiano il trono della Giustizia (Arcano numero 8) ornati di mezzelune bianche e verdi, mentre nell’Arcano 12, l’Appeso, il corpo dell'Impiccato penzola nel vuoto a testa in giù, fra di esse, in una ieratica posa a gambe incrociate." [continua qui]
Ne avevamo parlato qui e qui
Leggi l'intero articolo di Minghetti qui
" dato che uno dei temi centrali delle nostre riflessioni è il Mutamento (non a caso abbiamo costituito la Living Mutants Society), ho ritenuto interessante abbinare a ciascuno dei 128 episodi una chiave di lettura tratta da uno dei 64 esagrammi degli I Ching – Il Libro dei Mutamenti per antonomasia – di volta in volta nella versione Boaz o Jakin, i duei pilastri dell’Albero della Vita che sorgevano all’entrata del tempio del re Salomone e che, secondo la Cabala, rappresentano i principi opposti del movimento vitale, maschio-femmina, pieno-vuoto, luce-giorno (64 x 2 fa appunto 128). Qui l’ispirazione è venuta da uno dei più famosi romanzi di P.K. Dick The Man in The High Castle (non dimentichiamo che il nostro Deckard deve il suo cognome all’eroe di Blade Runner) in cui si immagina che la seconda guerra mondiale sia stata vinta dai tedeschi e dai giapponesi, il che comporta, fra le altre cose, che i manager delle grandi Corporation utilizzino per prendere le più importanti decisioni appunto Il Libro dei Mutamenti – I Ching. Le due colonne dell’Albero della Vita sono poi rappresentate frequentemente nei Tarocchi, carissimi al Calvino del Castello dei Destini Incrociati - ad esempio sono i due pilastri tra cui troneggia il secondo Arcano Maggiore, la Papessa, davanti ad un velo che nasconde l'ingresso del santuario, e che fiancheggiano il trono della Giustizia (Arcano numero 8) ornati di mezzelune bianche e verdi, mentre nell’Arcano 12, l’Appeso, il corpo dell'Impiccato penzola nel vuoto a testa in giù, fra di esse, in una ieratica posa a gambe incrociate." [continua qui]
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tags: recensioni, bibliografia, arti della connessione, approccio semiologico, approccio psico antropologico
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