23/09/2008

Il “Romanzo a colori”: impreziosito dalle illustrazioni di Luigi Serafini, è stato scritto da un centinaio di personalità dell’economia e della cultura virtualmente costituenti la Living Mutants Society. La sfida che hanno accettato: racchiudere la propria conoscenza umana e professionale in un’opera narrativa collettiva, ispirata alle celebri Città Invisibili di Italo Calvino.
Le riflessioni di Marco Minghetti generate dai commenti a questo post:
[commeto #17]
1) Come nasce questo romanzo?
L’operazione si inquadra in una riflessione metadisciplinare sviluppatasi inizialmente intorno alle riviste «Hamlet» (da me fondata nel marzo 1997 e diretta fino al luglio 2003) descritta in termini teorici generali nel Manifesto dello Humanistic Management (Etas, 2004); approfondita nei volumi L’Impresa shakespeariana (Etas, 2002, illustrato da Milo Manara), e Nulla due volte (Scheiwiller, 2006), che ho scritto in collaborazione con il Premio Nobel per la Letteratura Wislawa Szymborska.
Ho chiamato l’approccio messo a punto in questo percorso “humanistic management”: una apertura al nuovo che guarda alle possibilità dell’Information & Communication Technology coniugate a discipline che solo da qualche tempo hanno cominciato ad essere utilizzate in contesti imprenditoriali – la letteratura, la filosofia, l’antropologia, la drammaturgia, la cinematografia (per approfondimenti: www. humanisticmanagement.it).“Dalla poesia all’apprendimento”: così è sintetizzata la questione nella controcopertina del Manifesto.
2) In cosa consiste propriamente la multidisciplinarietà de Le Aziende In-Visibili?
Sono partito dall’idea di realizzare una nuova modalità di scrittura mutante che andasse oltre le barriere e le divisioni classiche del sapere. Ora, il modo più ovvio e radicale di riprodurre la poliedrica virtualità dei punti di vista con cui si può leggere il reale è fare scrivere insieme un numero il più possibile elevato di persone, provenienti da campi disciplinari diversi e da esperienze eterogenee, facendole interagire come se fossero i neuroni di uno stesso cervello, creando sinapsi creative al servizio di una opera finale collettiva, interconnessa e condivisa, dall’identità molteplice, certo, ma al tempo stesso unica e coerente. Come ha ben messo in luce il recente libro Wikinomics, il concetto di mashup, di contaminazione, trasformazione e trasferimento fra conoscenze, discipline e prodotti artistici o di altro tipo, è essenziale per lo sviluppo della conoscenza e della innovazione nella nostra epoca neo-alessandrina. Sotto questo aspetto assai significativa è la presenza di 190 immagini di Luigi Serafini (il grande artista italiano scoperto proprio da Calvino) che commentano il testo, che è divenuto così un “romanzo a colori”.
3)Come hai svolto il ruolo di Direttore artistico del progetto?
Come accennavo prima, ho cercato di affrontare il tema cruciale della narrazione collettiva in modo radicalmente innovativo, in linea con le pratiche collaborative di produzione open source e wiki che in tutti i campi stanno segnando le nuove frontiere della conoscenza e dell’innovazione. In sintesi (il metodo da me proposto è nei dettagli descritto nell’Introduzione de Le Aziende In-Visibili) io credo che nella realizzazione di un romanzo collettivo
a. il Direttore Artistico debba partecipare attivamente alla produzione del testo. Il suo ruolo (come quello di Linus nel caso della creazione del sistema operativo Linux) è di proporre il nucleo narrativo del progetto che intende sviluppare, insieme ad una serie di regole di scrittura da condividere con il gruppo dei co-autori. In questo caso io ho scritto i 18 Episodi-cornice, nonché una decina altri Episodi intermedi: ho collaborato poi con ciascuno dei 98 co-autori nella redazione delle altre parti del romanzo;
b. nella logica “mashup” tipica della creatività contemporanea è bene che il testo di base sia una mutazione di uno (o più) testi classici. Nel caso de Le Aziende In-Visibili il testo “tradito” è Le Città Invisibili di Calvino, con interpolazioni tratte da tutta l’opera narrativa e saggistica dello scrittore, nonché da numerosi altri capolavori della letteratura mondiale;
c. i materiali prodotti nelle varie fasi di lavoro (durato due anni) sono sempre stati messi a disposizione del gruppo, a scadenze mensili. Responsabilità del Direttore Artistico è stata quella di definire quali fra le modifiche e le integrazioni (al testo originale e/o alle regole di scrittura) proposte via via dai co-autori andassero validate o meno.
4) Alla fine di questo lavoro quale struttura ha assunto il romanzo?
Le Aziende In-Visibili riflette la molteplicità dei piani comunicativi su cui occorre porsi per leggere, almeno tentativamente, la complessità del mondo contemporaneo: come in un impossibile “ipertesto barocco” il soundtrack, il link alle Città Invisibili, gli Esagrammi dal Libro dei Mutamenti Organizzativi, la posizione di ogni Azienda In-Visibile nell’Astrogramma, indicati nelle In-Visible Scorecards, che accompagnano ciascuno dei 128 Episodi (ovvero un versione Ante e una Retro di ciascuna delle 55 città calviniane, più i 18 Episodi-cornice che aprono e chiudono i 9 capitoli in cui il romanzo è articolato), tracciano innumerevoli percorsi di lettura. Al tempo stesso, questa organizzazione del Wikiromance agevola il compito di chi a sua volta volesse rielaborarlo attraverso altri linguaggi, a partire da quello dei blog e dei video. Il prossimo passo infatti potrebbe essere la creazione di una “web-opera” in cui i 128 episodi del romanzo si traducano in altrettanti videoclip da diffondere in Internet. Un primo video, visibile sul nostro Metablog, è già stato realizzato dai ragazzi dell’Accademia dell’Immagine di L’Aquila. E non escludo che il tutto si possa realizzare nella realtà virtuale di Second Life, forse il luogo più adatto per rendere visibili le aziende in-visibili….
Mi fermo qui perché non vorrei essere troppo invasivo. Segnalo solo, per chi volesse avere ulteriori ragguagli sulle premesse teoriche che sostengono il progetto, i post che in questi mesi ho pubblicato sotto il titolo complessivo "Dalle Città Invisibili a Le Aziende In-Visibili" nel Metablog dedicato al volume
L’operazione si inquadra in una riflessione metadisciplinare sviluppatasi inizialmente intorno alle riviste «Hamlet» (da me fondata nel marzo 1997 e diretta fino al luglio 2003) descritta in termini teorici generali nel Manifesto dello Humanistic Management (Etas, 2004); approfondita nei volumi L’Impresa shakespeariana (Etas, 2002, illustrato da Milo Manara), e Nulla due volte (Scheiwiller, 2006), che ho scritto in collaborazione con il Premio Nobel per la Letteratura Wislawa Szymborska.
Ho chiamato l’approccio messo a punto in questo percorso “humanistic management”: una apertura al nuovo che guarda alle possibilità dell’Information & Communication Technology coniugate a discipline che solo da qualche tempo hanno cominciato ad essere utilizzate in contesti imprenditoriali – la letteratura, la filosofia, l’antropologia, la drammaturgia, la cinematografia (per approfondimenti: www. humanisticmanagement.it).“Dalla poesia all’apprendimento”: così è sintetizzata la questione nella controcopertina del Manifesto.
2) In cosa consiste propriamente la multidisciplinarietà de Le Aziende In-Visibili?
Sono partito dall’idea di realizzare una nuova modalità di scrittura mutante che andasse oltre le barriere e le divisioni classiche del sapere. Ora, il modo più ovvio e radicale di riprodurre la poliedrica virtualità dei punti di vista con cui si può leggere il reale è fare scrivere insieme un numero il più possibile elevato di persone, provenienti da campi disciplinari diversi e da esperienze eterogenee, facendole interagire come se fossero i neuroni di uno stesso cervello, creando sinapsi creative al servizio di una opera finale collettiva, interconnessa e condivisa, dall’identità molteplice, certo, ma al tempo stesso unica e coerente. Come ha ben messo in luce il recente libro Wikinomics, il concetto di mashup, di contaminazione, trasformazione e trasferimento fra conoscenze, discipline e prodotti artistici o di altro tipo, è essenziale per lo sviluppo della conoscenza e della innovazione nella nostra epoca neo-alessandrina. Sotto questo aspetto assai significativa è la presenza di 190 immagini di Luigi Serafini (il grande artista italiano scoperto proprio da Calvino) che commentano il testo, che è divenuto così un “romanzo a colori”.
3)Come hai svolto il ruolo di Direttore artistico del progetto?
Come accennavo prima, ho cercato di affrontare il tema cruciale della narrazione collettiva in modo radicalmente innovativo, in linea con le pratiche collaborative di produzione open source e wiki che in tutti i campi stanno segnando le nuove frontiere della conoscenza e dell’innovazione. In sintesi (il metodo da me proposto è nei dettagli descritto nell’Introduzione de Le Aziende In-Visibili) io credo che nella realizzazione di un romanzo collettivo
a. il Direttore Artistico debba partecipare attivamente alla produzione del testo. Il suo ruolo (come quello di Linus nel caso della creazione del sistema operativo Linux) è di proporre il nucleo narrativo del progetto che intende sviluppare, insieme ad una serie di regole di scrittura da condividere con il gruppo dei co-autori. In questo caso io ho scritto i 18 Episodi-cornice, nonché una decina altri Episodi intermedi: ho collaborato poi con ciascuno dei 98 co-autori nella redazione delle altre parti del romanzo;
b. nella logica “mashup” tipica della creatività contemporanea è bene che il testo di base sia una mutazione di uno (o più) testi classici. Nel caso de Le Aziende In-Visibili il testo “tradito” è Le Città Invisibili di Calvino, con interpolazioni tratte da tutta l’opera narrativa e saggistica dello scrittore, nonché da numerosi altri capolavori della letteratura mondiale;
c. i materiali prodotti nelle varie fasi di lavoro (durato due anni) sono sempre stati messi a disposizione del gruppo, a scadenze mensili. Responsabilità del Direttore Artistico è stata quella di definire quali fra le modifiche e le integrazioni (al testo originale e/o alle regole di scrittura) proposte via via dai co-autori andassero validate o meno.
4) Alla fine di questo lavoro quale struttura ha assunto il romanzo?
Le Aziende In-Visibili riflette la molteplicità dei piani comunicativi su cui occorre porsi per leggere, almeno tentativamente, la complessità del mondo contemporaneo: come in un impossibile “ipertesto barocco” il soundtrack, il link alle Città Invisibili, gli Esagrammi dal Libro dei Mutamenti Organizzativi, la posizione di ogni Azienda In-Visibile nell’Astrogramma, indicati nelle In-Visible Scorecards, che accompagnano ciascuno dei 128 Episodi (ovvero un versione Ante e una Retro di ciascuna delle 55 città calviniane, più i 18 Episodi-cornice che aprono e chiudono i 9 capitoli in cui il romanzo è articolato), tracciano innumerevoli percorsi di lettura. Al tempo stesso, questa organizzazione del Wikiromance agevola il compito di chi a sua volta volesse rielaborarlo attraverso altri linguaggi, a partire da quello dei blog e dei video. Il prossimo passo infatti potrebbe essere la creazione di una “web-opera” in cui i 128 episodi del romanzo si traducano in altrettanti videoclip da diffondere in Internet. Un primo video, visibile sul nostro Metablog, è già stato realizzato dai ragazzi dell’Accademia dell’Immagine di L’Aquila. E non escludo che il tutto si possa realizzare nella realtà virtuale di Second Life, forse il luogo più adatto per rendere visibili le aziende in-visibili….
Mi fermo qui perché non vorrei essere troppo invasivo. Segnalo solo, per chi volesse avere ulteriori ragguagli sulle premesse teoriche che sostengono il progetto, i post che in questi mesi ho pubblicato sotto il titolo complessivo "Dalle Città Invisibili a Le Aziende In-Visibili" nel Metablog dedicato al volume
Oltre a Marco Minghetti, hanno partecipato al libro:
Massimo Acantora Torrefranca, Armando Adolgiso, Andrea Amerio, Giuseppe Antonelli, Giovanni Anversa, Sisina Augusta, Gloria Bellicchi, Chiara Beretta Mazzotta, Alessio Bertallot, Enrico Bertolino, Domenico Bodega, Francesco Bogliari, Cinzia Bomoll, Caterina Bonetti, Aldo Bonomi, Elisabetta Bucciarelli, Leonardo Buzzavo, Luciano Canova, Diomira Cennamo, Pepa Cerruti, Antonella Cilento, Innocenzo Cipolletta, Paolo Costa, Annalisa Decarli, Franco D’Egidio, Giorgio Del Mare, Stefano Delprete, Antonio Fazio, Paolo Ferrarini, Marcello Foa, Andrea Fontana, Paolo Gai, Nicola Gaiarin, Alberto Garutti, Gi(ov)anni Gasparini, Emilio Genovesi, Lucilla Giagnoni, Michele Governatori, Andrea Granelli, Gianmichele Lisai Senes, Maria Ludovica Lombardi, Giuseppe Longo, Pina Luciani, Pierfrancesco Majorino, Francesca Marzotto Caotorta, Armando Massarenti, Massimo Maugeri, Gianna Mazzini, Mariagrazia Mazzocchi, Paolo Melissi, Rossella Milone, Francesco Morace, Franco Morganti, William Nessuno, Andrea Notarnicola, Valeria Novellini, Josephine Pace, Michele Pacifico, Roberto Panzarani, Elisabetta Pasini, Walter Passerini, Massimo Pietroselli, Valentina Pisanty, Federico Platania, Alberto Provenzali, Adriana Quaglia, José Rallo, Enzo Riboni, Alessandro Rinaldi, Isabella Rinaldi, Dario Rinero, Valeria Rossi, Pier Aldo Rovatti, Enzo Rullani, Giulio Sapelli, Paolo Savona, Luigi Serafini, Andrea Sgarro, Antonio Staglianò, Antonio Strati, Cristina Tagliabue, Giovanna Tinunin, Piero Trupia, Francesco Varanini, Pino Varchetta, Luca e Laura Varvelli, Elena Varvello, Walter Veltroni, Amalia Vetromile, Carmelo Vigna, Gianpietro Vigorelli, Roberto Vittori, Alessandro Zaccuri, Anna Zanardi, Antonio Zoppetti
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tags: bibliografia, dalla rete, arti della connessione, scritture in rete, ascesa dei blogger, il segnalibro
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