Marghera (VE) 13 agosto 2008. A cosa serve il virtuale. Gino , gigicogo e maddalenamapelli
Quello che ci siamo detti l'ha già anticipato in parte gigicogo ma c'è una cosa importante da aggiungere. Più di tutte.
Vedete nelle foto, alle nostre spalle...c'è il complesso del Vega a Porto Marghera (VE), e c'è il palazzo Lybra dove sia io che Gigi, senza che prima lo sapessimo, lavoriamo: lui al primo piano, io al terzo. Mentre lui con veneto expo 2008 invitava decine di blogger lì a due passi dal luogo delle foto (e io non lo sapevo) io organizzavo con gli ibridi la giornata di studio del 17 maggio (e lui non lo sapeva). Avremmo potuto per chissà quanto altro tempo girare per la stessa mensa e lo stesso bar senza mai mettere in rete le nostre competenze.
E come ci siamo riusciti?
Non attraverso i giornali locali (che hanno parlato di entrambe le iniziative senza che ci leggessimo a vicenda), non attraverso le nostre istituzioni di appartenza (Università di Venezia e Regione Veneto hanno pure siti in rete ma...), non attraverso i nostri blog (Ibridamenti è su Splinder, Webeconoscenza no, chissà forse questo fa la differenza? essere vicini di piattaforma non basta?)...
E allora?
Ci ha fatto conoscere catepol che abita a centinaia di chilometri dal Vega di Marghera e che conosco solo virtualmente.
Un post di catepol su ibridamenti: Gigi che commenta, poi la conversazione si sposta su Twitter e... ok siamo alla foto con i nostri uffici alle spalle :-)
Morale della storia: ci sono persone che connettono più di altre in rete e una di queste è indubbiamente catepol .
Ieri al Vega dicevamo (ricopio un pò da Gigi) anche con Gino che la rete è il luogo:
- per l'emersione dei talenti
- che in rete non siamo milioni ... ma che alla fine ci ritroviamo su tutti i social network
- che è un luogo in cui intessere relazioni (interessi che si incontrano) no profit ma anche di lavoro
Io vorrei ribadire una cosa che ho già detto agli ibridi... e chiccama ne sa qualcosa :-)
Provate i social network : Twitter , FriendFeed, Facebook. Apritevi degli account e allargate la rete anche in quella direzione.
Perché?
Non perché siano meglio del blog ;-) Non c'è paragone!
Sono d'accordo con Sergio Maistrello e con Gigi e con le sue considerazioni espresse sul pezzo che analizzava il tema: “The conversation, The art of listening, and Sharing” : tutti i Social Media elencati da Brian Solis fungono brillantemente da contenitori di conversazioni ma, allo stesso tempo, sono ridondanti e non generano valore.
Per quanto FriendFeed offra la possibilità di aggregare tutti i nostri contenuti e di commentarli (per cui molte persone comentano quanto letto sul blog, usando lo spazio su FriendFeed) non sarà mai la stessa cosa :-) I commenti in un blog sono più articolati, di maggior spessore, creano interazioni meno effimere.
Come scrive Niki in un commento nel blog di Gigi, non è la stessa cosa scrivere un commento su FriendFeed o su un blog: le interazioni che si creano tra la persona e il luogo in cui il commento è generato producono esiti differenti e rendono perciò differenti gli strumenti utilizzati per connettersi.
Per riprendere Gigi:
"Quindi, alla fine della fiera, e grazie alle chiaccherate con Maddalena e Gino, ci siamo trovati d'accordo su un punto. Sono le persone (abitanti della rete) che con le loro personali prospettive definiscono i collegamenti. Sono le persone che stabiliscono il modo di relazionarsi. Sono le persone che linkano un cluster con un altro. Un social network con un altro."
E allora perché insisto con i social network? Perché vorrei che gli ibridi che ancora non ci sono, ci vadano: è un modo per allargare la propria rete, per far emergere i propri talenti in altro modo..., ah, e scusate se è poco!, è un modo anche per parlare di ibridamenti ai vicini di piattaforma :-)
Allarghiamo la nostra rete, la rete degli ibridi :-)
tags: dalla rete, arti della connessione, ascesa dei blogger



























