
IDEE NUOVE, DI DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA, GESTITE CON LOGICHE VECCHIE, ELITARIE, DI CASTA...
Current-TV si propone come una TV libera, costruita dagli utenti. Sbarca ora in Italia, messa in onda su Sky, proprietà di Murdoch. Giovedì 8 maggio, a Roma, al Teatro Ambra Jovinelli, Current-TV è stata presentata ai blogger italiani dal suo Presidente, Al Gore. Ha creato e crea molto entusiasmo l'idea di una TV che trasformi l'utente, solitamente spettatore passivo, in protagonista attivo dei contenuti: è il ben noto tema, caro a tutti i blogger, dell' user-generated content.
Obiettivo strategico di tutta l'operazione, ha sottolineato Al Gore, è quello di salvare la democrazia, privilegiando la conoscenza dei fatti e la ricerca della verità. "La verità vi libera dalle catene", ha affermato con convinzione questo politico di lungo corso, già vice-presidente USA, poi Nobel per la pace ed ora in prima fila nelle battaglie per la difesa dell'ambiente.
Mi aspettavo, dopo queste promettenti premesse, un dibattito aperto, largo, spontaneo, libero. Ho invece assistito ad un dibattito ingessato, con 15 domande programmate, preselezionate, ed uno spazio assai misero - circa 20 minuti - per le cosiddette domande libere. Come ha ricordato Leo Sorge, su PiùBlog, sono tra quelli che hanno cercato di intervenire dopo che Al Gore aveva risposto alle 15 domande preconfezionate. Tenendo d'occhio tutta la sala, ho alzato la mano per primo, o per secondo: mi ha visto - ero a tre passi dal palco - Emilio Carelli, primo officiante della cerimonia. Mi ha visto un tale signor Marco Montemagno, aiuto-officiante (uno degli organizzatori dell'evento), al quale avavo segnalato fin da principio il mio desiderio di intervenire: presente nella sala, egli ha concesso il microfono a pochi predestinati, che conosceva bene personalmente.
Persino nei convegni "non democratici" da me organizzati in ambito universitario - ho una lunga e ricca esperienza in questo settore - sono sempre riuscito a lasciare uno spazio libero, non programmato in anticipo: uno spazio aperto anche a chi non appartiene alla CASTA accademica...
Si sta affermando una vera e propria CASTA di blogger - di questo si tratta - che si rivela molto miope e arretrata, molto poco "democratica". D'altronde, lo si sa, se una casta è tale non può essere democratica.
Avrei voluto - e altri, con me, avrebbero voluto - toccare temi essenziali, che sono stati elusi o appena sfiorati: quale progetto politico rende possibile Current-TV? Con quali sostegni finanziari? Con quali conseguenti condizionamenti? Che significa, realmente, contenuti generati dall'utente? Visto che - come è emerso chiaramente - l'ispirazione politica di tutta l'iniziativa è di impronta democratica, progressista, secondo quali criteri avverrà la selezione (o la preselezione) dei contenuti?...
Il marchese De Sade titolò un suo celebre scritto così: "Francesi, ancora uno sforzo, per essere repubblicani"...
Ora io direi: "Blogger, ancora uno sforzo per essere democratici"...(con un sottotitolo, magari scritto in caratteri più piccoli: "evitando logiche di casta")...
tags: dalla rete, arti della connessione, ascesa dei blogger


























