01/05/2008
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premessa numero 3
Ibridamenti: storia di un’idea semplice
di Roberto Lo Jacono e Maria Maddalena Mapelli
3 marzo 2007 - La storia di Ibridamenti comincia in rete, per caso. Tutto inizia nei commenti ad un post di un blog dove si discute di blogosfera e del rapporto tra blogger e ricerca. Perché non unire le forze? Perché non fare ricerca assieme? blogger e università, fianco a fianco? Detto, fatto: proponiamo di sperimentare un nuovo modello per fare ricerca universitaria in Italia. Un’idea nata in rete e per caso quindi e, come tutte le idee della rete, viaggia all’inizio via mail lungo i binari dell’informalità e dell’orizzontalità. Si contatta direttamente la Redazione di Splinder tramite il sistema interno di private messaging (pvt); la cosa piace anche a loro e quindi la comunicazione evolve: posta elettronica, lnstant Messaging (chat) fino ad arrivare alle chiaccherate guardandosi faccia a faccia via Skype, il tutto senza formalismi, senza “introduzioni” particolari e senza budget stanziato. Il costo zero segna fin dall’inizio l’impresa e quando, a Venezia, su invito del prorettore di Ca’ Foscari Umberto Margiotta, pubblico – l’università – e privato – Dada-Splinder – si siedono attorno ad un tavolo per il primo incontro formale, sarà questo il punto di maggior accordo: questo è un progetto a costo zero ! Per il resto è la storia di due mondi, distanti all’inizio, che iniziano a incontrarsi per progettare insieme l’apertura di un nuovo blog. Il nome del blog viene da sé, senza che nemmeno se ne discuta, Ibridamenti, ibridazione tra menti. In che altro modo, infatti, se non attraverso forme di ibridazione, da inventare giorno per giorno, si può pensare di riuscire a far comunicare il rigido apparato burocratico dell’istituzione pubblica – l’università - che funziona ancora sulla lettera vecchia maniera con tanto di firma in calce e francobolli, con l’aleatorio mondo dei flussi binari – le società di servizi on line come Splinder - in cui un sì è comunicato via mail in quattro righe che dicono “va bene, ok ci stiamo” ? Il via libera da parte del Senato Accademico di Venezia per l’utilizzo, nel blog, del marchio di Cà Foscari impiega mesi ad arrivare. La Redazione di Splinder ci risponde di sì in 24 ore. Due mondi che quando si incontrano lo fanno a partire da codici ben differenti. Da una parte parlano i blogger e i privati, e ti danno del tu, cancellano i titoli e annullano le gerarchie, vanno al sodo, così sbagliate tutto, dite la verità in modo semplice e l’idea verrà capita, siate completamente trasparenti. Dall’altro lato c’è l’istituzione che ha dei propri codici gerarchici e comportamentali, delle regole esplicite ed implicite, che dettaglia i progetti in obiettivi, finalità, fase a,b,c, che ricorre ad un linguaggio specialistico, accademico, autoreferenziale e che, almeno in teoria, non prevede che quello sia il modo di rivolgersi a dei rappresentanti di un’Accademia. Resteranno impressi nella memoria di tutti, di quel primo incontro formale, nella cornice di una delle più prestigiose sale di Ca’ Foscari, mentre i fogli del progetto passano di mano in mano, mentre la discussione si fa accesa, i momenti di silenzio. Di un silenzio imbarazzante, minuti interminabili durante i quali ognuno, a partire dalle proprie appartenenze, cerca di capire l’altro. Poi si ricomincia a discutere e l’ibridazione funziona perchè l’idea è buona e la sfida piace e si inizia a sognare, a pensare che forse ce la facciamo, noi che non siamo nessuno, a realizzare un’idea che convince semplicemente perché è una buona idea. L’apparato burocratico alla fine sforna le carte e dal punto di vista formale tutto è in regola, i marchi di Ca’ Foscari e di Splinder si possono usare, li possiamo inserire nel template. Il lavoro parte e di lì a poco apre il blog. Finalmente!
3 ottobre 2007 - Il primo post lo ripete in diciotto righe: l’idea è semplice[1]. Ibridamenti[2] è il blog, progettato e promosso dall’Università Ca’ Foscari di Venezia in collaborazione con Splinder, la cui finalità è creare una comunità di pratica tra ricercatori e blogger. L’obiettivo è chiaro: fare ricerca in rete, sulla rete. Restringiamo il campo: della rete Ibridamenti osserva solo la blogosfera italiana e di questa il focus è sulle modalità e gli stili di interazione che, attraverso il blogging, si attuano sulla piattaforma Splinder. Ma perché il blog Ibridamenti apre su Splinder? Splinder presenta tre requisiti indispensabili per far decollare il progetto che può funzionare solo se supportato da una massa critica significativa: 1) è la piattaforma italiana più abitata[3] 2) è una piattaforma in cui è presente una Community capace di promuovere continue interazioni tra i suoi membri 3) offre agli utenti e ai ricercatori strumenti effettivi di comunicazione orizzontale in quanto affianca al blogging il messaging via pvt o chat, la lettura del journal, la presenza di aggregatori, la possibilità di iscriversi ai blog altrui e di pubblicare i feed. Veniamo ora al primo tema lanciato in rete: “L’ascesa dei blogger. Arti della connessione nel virtuale”. L’interesse prioritario è di affiancare a ricerche già effettuate[4], un’indagine di tipo qualitativo, con sguardo etnografico, che possa descrivere la qualità e il valore aggiunto delle interazioni in rete. Di qui la necessità di mettere a fuoco, a partire da approcci differenti, strumenti efficaci per osservare la qualità delle interazioni nella blogosfera, per raccontare lo stile connettivo personale e individuale di un blog, per verificare se possiamo ipotizzare, nel caso in cui un blog mostri una propria rete di interazioni, se ci siano delle invarianti rispetto alla nicchia di appartenenza. L’idea è semplice: ma la sfida diviena complessa se si passa dal piano dell’ideazione a quello dell’attuazione. Le difficoltà sono notevoli: 1) Il campo di osservazione è virtuale 2) Gli strumenti di indagine presi a prestito dalla ricerca qualitativa e tarati sull’OFF line, vengono messi alla prova e si rivelano inefficaci nel momento in cui l’unità di rilevazione è ON line: il blog. 3) Il ricercatore, in quanto osservatore partecipe, interagisce innanzitutto on line e quindi ogni approccio metodologico dovrà prevedere fin da subito un protocollo etico e adeguate procedure per le interazioni virtuali 4) Il ricercatore procede nell’indagine del campo osservato, almeno in una fase iniziale, solo attraverso il blogging: in questo senso l’oggetto delle sue osservazioni si sovrappone alla pratica che sta apprendendo. La posta in gioco è diventata, quindi, aprendo il blog Ibridamenti, quella di creare un vero e proprio Laboratorio Virtuale e Sperimentale in cui l’ibridazione passa, in una prima fase, attraverso lo scambio di saperi e pratiche: i ricercatori apprendono in rete dai blogger e i blogger dai ricercatori. Fase complessa perché tutta giocata sul mettere alla prova la tenuta dei propri paradigmi, degli statuti dei saperi, del loro rapporto con le pratiche di interazione on line: la ricerca si è a lungo soffermata sul confronto relativo agli approcci metodologici e alla possibilità di integrarli. Un confronto serrato sui saperi che è andato di pari passo con la messa alla prova delle proprie capacità di interazione. Lavorare in rete su Ibridamenti significa, per un ricercatore,prendere parte a forme di comunicazione orizzontali, in cui non c’è un riconoscimento dei ruoli dell’OFF line - così come sono definiti dalle strutture gerarchiche e dai codici di comportamento espliciti ed impliciti dettati dalle istituzioni di appartenenza. Risulta indispensabile, inoltre, la negoziazione di ogni momento nelle differenti forme di interazione: dal tono, al registro espressivo, al significato dei termini, alle scelte lessicali, ai contenuti proposti. Tutto in sostanza dev’essere negoziato. Requisito base è quindi un atteggiamento flessibile che implica la disponibilità a cambiare idea o punto di vista in modo da contribuire ad una generazione collettiva dei contenuti. In questa prospettiva, diventa una conquista importante e faticosa, per il singolo, riuscire a sperimentare forme di intelligenza connettiva e collettiva attraverso un continuo riposizionamento del Sé, una continua verifica dei propri schemi mentali, sollecitata dal confronto con altre prospettive e altri punti di vista, con altri saperi e con altre esperienze. Si tratta in definitiva di acquisire una specifica capacità a modulare modalità differenti della propria presenza on line.
3 marzo 2008 - Se guardiamo ai dati, la storia di Ibridamenti torna a essere quella di una idea semplice che è piaciuta. Dopo cinque mesi dal primo post, Ibridamenti è diventato un blog collettivo che conta 164 membri iscritti, 163 amici e 111 link in ingresso[5] dalla sola piattaforma Splinder. Si è scritto davvero molto: sono 221 i post pubblicati[6], dei quali il 73 per cento firmati da persone non appartenenti allo staff di Ibridamenti[7] e i cui contenuti sono coerenti con i temi proposti. Si è soprattutto interagito. Sono oltre 120 mila[8] i contatti registrati in cinque mesi. Le interazioni lungo l’asse post/commenti sono state 14042 con una media di 63,53 commenti a post. La visibilità raggiunta nella blogosfera è stata premiata con 5/10 PageRank assegnato da Google e il posizionamento tra i primi 15 blog collettivi nella classifica di Blogbabel[9].
3 maggio 2008 - A sette mesi dall’apertura del blog Ibridamenti siamo sempre più convinti della bontà dell’obiettivo che ci ha fatto incontrare: dare un contributo per far emergere un nuovo modello di fare ricerca in Italia. La rete è lo strumento che è stato utilizzato e che ci sta permettendo di lavorare insieme ai blogger ma a anche di allargare la sperimentazione ad altre Università. Fanno già parte del progetto il Dipartimento di Neuroscienze Cliniche dell’ Università di Palermo, la Facoltà di Sociologia dell’Università La Sapienza di Roma, il LISAV – Laboratorio Internazionale di Semiotica di Venezia. Il progetto è, come all’inizio, a costo zero. L’unico costo che ogni giorno mettiamo in conto è il tempo di tutti noi, il tempo della nostra partecipazione al fare ricerca in rete. Un tempo che è tuttavia speso con l’entusiasmo di chi ha voglia di partecipare, di sperimentare e di crescere. Obiettivo comune per tutti: provare un nuovo modo di fare ricerca in Italia !
il libro lo si acquista on-line con uno sconto speciale qui
[1] http://ibridamenti.splinder.com/post/14115704/L%27IDEA+E%27+SEMPLICE
[2]http://ibridamenti.splinder.com/
[3] Splinder ha oggi più di 350.000 blog aperti e più di 550.000 utenti iscritti. Ogni mese (Google Analytics – gennaio 2008) più di 10 milioni di utenti unici visitano Splinder ed accedono a circa 60 milioni di pagine. Grazie a questi numeri Splinder è la community di blog leader nel mercato italiano. Relativamente alle funzionalità offerte (multimedia, instant messaging, ecc), Splinder si posiziona oggi come piattaforma di primaria importanza a livello mondiale.
[4]Ad esempio: “Blog-grafie. Identità narrative in rete”, un’indagine, un convegno e un libro pubblicato sul tema “Blog diaristici” grazie alla collaborazione tra Splinder e l’Università IULM di Milano. Ma anche “Diario Aperto”, [http://www.diarioaperto.it/] la più grande ricerca sui blogger fatta in Italia, promossa da Splinder, SWG, Università di Trieste e Punto Informatico.
[5] I link in ingresso non sono link di scambio nel senso che Ibridamenti linka nella home, sotto la dicitura LINK solo altri 5 siti: il portale Univirtual, la rivista Psychiatry on line Italia e tre blog con cui ha frequenti iniziative di collaborazione: PiùBlog, LaPoesia e Lo Spirito e Viadellebelledonne. Sono inoltre attivi quattro loghi: i partner del progetto, l’Università Cà Foscari di Venezia, il CENEC e la piattaforma Splinder, oltre al LiSaV, il Laboratorio Internazionale di Semiotica a Venezia.
[6] Dal 4 novembre 2007, a seguito di una discussione suscitata dal post Diciamocele tutte si è deciso di pubblicare un solo post al giorno per consentire agli utenti di poter seguire in modo più ordinato i contenuti del blog. Uniche eccezioni consentite, brevi annunci, notizie dalla rete, link ai blog satelliti. Questa decisione ha comportato sul piano dei contatti e delle visite al blog una conseguente ovvia diminuzione, anche se ha garantito la fidelizzazione di utenti più marcatamente interessati alla ricerca e al progetto.
[7] Per staff intendiamo qui i fondatori del progetto Ibridamenti che sono Umberto Margiotta, Mario Galzigna e Maria Maddalena Mapelli per l’Univeristà Cà Foscari di Venezia, WilliamNessuno per i blogger, Roberto Lo Jacono per Splinder.
[8] Vanno aggiunti i primi novemila contatti persi nel passaggio dalla versione free alla versione Pro del contatore ShinyStat avvenuta il 12 ottobre 2007.
[9] La posizione di Ibridamenti oscilla, su BlogBabel, tra il decimo e il dodicesimo posto nella classifica per i blog di gruppo. Da sottolineare il fatto che nella stessa classifica sono presenti blog collettivi storici come Nazione Indiana. Nella classifica generale aggregata stilata da Blogbabel, dopo il riconoscimento del PageRank di Google, Ibridamenti ha registrato oscillazioni tra la 127esima e la 158 esima posizione.


























