19/03/2008
di lemmaelabel
Questo proprio non mi era mai successo...

Sono partita così: sentendomi trasportata in un ruolo sconosciuto: osservatrice – cavia.
Anzi, prima di tutto cavia di me stessa.
In questi casi, mi sono detta, bisogna affidarsi a una mappa tracciata da chi questo viaggio lo ha già fatto (o immaginato) per me.
Così, dopo essermi fatta un’idea complessiva dei percorsi possibili, mi sono avventurata nel territorio lasciandomi la libertà di intraprendere strade capaci di riconoscere il mio passo.
L’ho trovato e ho trovato passi comuni.
Nelle parole e nelle immagini di medioborghesi ha trovato i passi della giovinezza.
Nel dialogo con Alivento ho trovato una sponda.
Nell’entusiasmo di Mad ho trovato il rispetto per una passione.
Nell’attenzione di Steve il piacere di rispondere.
Nella chat di domenica, anche con Astro, il piacere di ascoltare.
Nel non aver sentito Melpunk in diretta la curiosità in sospeso.
Così, poi, è questa l’immagine a cui sono arrivata:

[Le due immagini sono foto di due opere di Enzo Cucchi: la mano di pietra e dono]


























