Metti che Giuliano cerca su Google una parola qualsiasi, e capita casualmente in un blog. Voleva farsi un'opinione e si ritrova a fare un copia-incolla mentale delle opinioni di un blogger. Prima contaminazione avvenuta.
Se Giuliano decide di tornare a visitare quel blog, è quasi sicuro che seguirà qualche link, e in men che non si dica resterà sedotto dalla blogosfera. I blog non funzionano mai perché qualcuno ce ne ha parlato, i blog entrano nella tua testa solo perché tu ti ci sei perso dentro, e quasi sempre per puro caso. Hai il gusto dell'averli scoperti senza che qualcuno te l'abbia consigliato.
Ti senti il primo (in un mondo fatto da un trilione di primi). Giuliano decide che é giunto il momento di fare opinione, e comincia a pensare argomenti acuti sugli orsi del Turkmenistan o sui cortometraggi messicani, se non i dettagli circa le potenzialità del sax tenore Selmer Mark VI. Il blogger novizio non può permettersi di stare sul vago, sente che non può banalmente dire la sua sull'economia italiana, casomai dovrà informarsi sul caroprezzi di via Sant'Anastasio, deve trovare una nicchia assolutamente originale dove esprimersi. Non vi farà la recensione dei Fratelli Karamazov, ma del Karma Poetico di Josué da Kathmandu in Versi Esagonali.
Ma statene certi, prima di tutto questo Giuliano si schianterà banalmente sullo scoglio del template. In un'epoca come la nostra non puoi scrivere su carta bianca, ci vuole la cornicetta. E allora, se Giuliano non è kitsch e prende a stuccare la sua pagina con foto sfumate, testi scorrevoli in corsivo gotico-british, fiori imperlati e fate svestite dalla pelle blu, Giuliano penserà come un perfetto designer. Se questa dev'essere casa mia, ci vuole stile. Perderà un sacco di tempo ad arredare il suo blog, che dovrà risultare attrattivo ma non troppo carico. I blog troppo carichi sono condannati a breve estinzione. E quando giungerà ad un quadro iniziale accettabile (che presto o tardi deciderà di rinfrescare), si troverà davanti al primo post. Presentarsi ormai è di un banale, ma di un banale... Che, mica scrivo "Mi chiamo Giuliano, sono nato a ... bla bla bla... ho due fratelli, una sorella, un pappagallo... bla bla bla..."!!! No, diamine, certo che no! E' la tecnica della scrittura creativa, quella dello Show, don't Tell!, del mostrare più che del dire. Si deve capire chi sono, deve trasparire. Ed ogni post diventa un laboratorio per solleticare i viandanti di passaggio.
Spesso capita che un Giuliano inizi a fare tribuna politica, con veemenza grillesca, tono polemico, molto sarcasmo. Non me ne vogliate; ma sono certo che 9 blogger su 9 sono di sinistra... (su 10, volevo dire su 10!). Beh, alla fine Giuliano si accorgerà che la politica non è una nicchia originale. Come pure la filosofia. Ci sono manciate di blogger filosofi impegnati politicamente. E sono quasi tutti terribilmente noiosi.
Giuliano capirà, prima o dopo, che il vero blogger, quello che capta il maggior interesse, è quello che parla di sè. Capirà che i frammenti di vita quotidiana sono enormemente più interessanti delle opinioni. Che parlare del tuo amore interessa, parlare dell'amore interessa già meno. E comincerà a sbottonarsi pian pianino, ma state certi che non gli passerà neanche per l'anticamera del cervello di fingere o inventare, nossignori.
Ciò che scriverà sarà esattamente ciò che vive. Sine glossa.


























