25/10/2008
Voci dal movimento è il nuovo spazio su ibridamenti.com che raccoglie appunto le voci del movimento studentesco e le discussioni generate.
Il primo articolo testimonia l'atto di nascita dell'onda veneziana.
Qui le foto.
Dal 16 ottobre 2008, la community di Ibridamenti ha una nuova casa
Si apre la fase due di Ibridamenti sul tema L'università del futuro.
Registriamoci su http://www.ibridamenti.com e partecipiamo alla discussione.
16/10/2008
Da oggi, 16 ottobre 2008, la community di Ibridamenti ha una nuova casa
Si apre la fase due di Ibridamenti sul tema L'università del futuro.
Registriamoci su http://www.ibridamenti.com e partecipiamo alla discussione.
Aggiungiamo ai nostri blogroll il nuovo indirizzo
Ibridamenti fase due: http://www.ibridamenti.com
e facciamo passa parola:

… progetta l’Università del futuro ;-)
Ibridamenti, la prima community tra blogger e Università,
lavorerà nei prossimi mesi in Rete per progettare
l’Università del futuro
Dopo il successo avuto fino ad oggi, Ibridamenti, la community a metà strada tra l’Università e la Rete, parte con una seconda sfida, progettare insieme l’Università del futuro, in Italia. vuol dire aggregare una Community in un luogo virtuale (il blog di Ibridamenti, http://www.ibridamenti.com) dove si possono condividere idee, discuterle, rifiutarle, caldeggiarle e procedere a momenti di sintesi e riflessione.
L’approccio metodologico della Community di Ibridamenti è basato sulla co-generazione dei contenuti e, al tempo stesso, sulla pluridisciplinarietà dei partecipanti. La sfida più interessante è quella legata alle possibilità creative della Community nell’elaborazione di un modello innovativo di Università in Italia. Per questo si è scelto lo strumento blog, in stile magazine, dove al tema di discussione principale, l’Università del futuro, si affiancano rubriche e spazi in apparenza divergenti, diari per immagini, storie di ibridazione, riflessioni sull’identità o sul corpo, divagazioni musicali, poesia, arte, tecnologia, recensioni, etc.
Si tratta, di far convergere nello stesso luogo competenze, talenti, professioni, esperienze e formazioni differenti, di favorire l’ibridazione, cioè l’integrazione di pratiche e saperi differenti.
Si tratta di creare un ambiente fertile per i nuovi alberi della conoscenza e all’integrazione tra le discipline e gli specialismi. Giovedì 16 ottobre 2008, inizia la ricerca sull’Università in Italia che si concluderà ad ottobre 2009.
Un primo bilancio si discuterà il 12 dicembre 2008 nel corso di un Seminario Internazionale, a Treviso. Analogamente ai casi precedenti, anche questa ricerca si concluderà con la pubblicazione di un volume dal titolo: “L’Università del futuro In Italia”. Ibridamenti fase due è realizzato in collaborazione con NOVA de Il Sole 24 Ore 
Lo staff di ibridamenti avverte che tutti i post e i commenti di Ibridamenti fase uno sono stati caricati nel nuovo blog nella rubrica Ibridamenti Uno e che, per motivi di carattere gestionale, i commenti in questo blog vengono momentaneamente sospesi. Siamo on-line nella nuova casa: registrati e commenta pure su http://www.ibridamenti.com
07/10/2008
Ritengo importante segnalare questo, di Antonio Moresco:
"Nei giorni scorsi la CEI, per bocca di monsignor Betori e con l'approvazione del segretario di stato vaticano cardinal Bagnasco, ha praticamente dichiarato (a proposito del testamento biologico) che se le volontà del singolo non sono condivise dalla Chiesa le prime devono essere considerate senza valore. In particolare, se in un testamento biologico viene espressa la volontà di non subire accanimento terapeutico in condizioni di irreversibile sopravvivenza vegetale anche attraverso l'alimentazione, l'idratazione e altre forme di spettralizzazione della vita (o della morte), questa non deve venire rispettata. "
Lo continuate a leggere su Il primo amore, qui
03/10/2008
Oggi Ibridamenti compie un anno. E, in questi giorni, lo staff assieme ad un gruppo di amici di Ibridamenti - instancabili e indispensabili - sta rivivendo una fase creativa, piena di idee e di cose da finire al più presto perché a breve inizieremo la fase due dedicata al tema L'università del futuro.
Il passato. Avrei potuto raccontarvi un anno per dati, tabelle e grafici: post più letti e post più commentati, post più tristi e post più gioiosi.
Ma la nostra storia sta scritta tutta nel nostro archivio. E nel primo libro (finora on-line) e che a giorni dovrebbe arrivare in libreria. E sarà oggetto del secondo libro Ascesa dei blogger. Arti della connessione nel virtuale che è in fase di stesura.
Il presente
Oggi è il compleanno di Ibridamenti e non ho voglia di parlarvi per numeri: oggi è festa ;-)
Vorrei invece dirvi delle ultime novità della nostra Community, quelle che ti strappano una lacrima di gioia tanto sono belle. Ma la privacy è la privacy! e aspetto che siano i diretti interessati a divulgare...
Il futuro di Ibridamenti sarà nel nuovo blog cui stiamo lavorando febbrilmente negli ultimi giorni. Appena siamo pronti renderemo note tutte le novità e le modalità per continuare a partecipare e a fare ricerca in rete.
Passato, presente e futuro
Leggendo Apogeo on-line stamattina ho trovato un link al post Ma quale web 3.0? di Luca De Biase e poi un commento che in questo momento riassume, dal mio punto di vista, presente e passato di un anno di Ibridamenti e mi dà la forza per guardare al futuro:
"Il web può essere usato, deve essere usato, da chi vuol cambiare il mondo sapendo bene che sarà usato in maniera uguale e contraria (anzi forse con più efficacia e con la forza del potere economico) da chi opera per non cambiare. Gandi non aveva bisogno del web, che che ne dica Telecom"
[ Hidden Side • 10/1/08; 12:18:11 PM # ]
02/10/2008
La nuova carne poetica
Della femmina intelligenza
a cura di Carmine Mangone
con poesie di:
Chiara M. Coscia, Paola Silvia Dolci, Loredana Di Biase, Liocorpo, Caterina M., Valentina Mosca, Orsarossa, Pamela, Marta Parmigiani, Romina Staltari
PesaNerviPress
euro otto. Il libro lo si trova qui.
ISBN : 978-88-903112-3-9
[ Di seguito, un estratto dalla prefazione di Carmine Mangone, Fiori, poesia e altre amenità. ]
(…) «Le poème est l’amour réalisé du désir demeuré désir». Quest’aforisma di René Char condensa in poche parole tutto il dinamismo di ciò che nell’attitudine poetica è il richiamo, l’apertura decisiva su un futuro che si vuole tra le braccia della bellezza: desiderio che resta desiderio – ossia movimento del cuore, dell’intelligenza – nella concretizzazione sempre parziale e soggettiva di un’idea dell’assoluto che si situa all’altezza della vita.
L’intelligenza ha la sua carne, il suo sconcerto. Tesse fili e sbroglia nubi. Porta con sé il sesso del giorno, i sorrisi della notte, la logica feroce di una lotta senza quartiere contro la banalità del mondo.
Mai subire la vita, neanche quando si agisce in pura perdita.
Bisogna andare incontro all’inconsulto maneggiando le terribili ironie del poeta, lungo il tracciato scosceso di una ricerca incessante e rintuzzando con tenerezza e decisione la crassa contemplazione del già dato.
[ Non bisogna però fermarsi sulla soglia, trattenersi sul poème, ovvero sul residuo testuale dell’agire poetico. Il traguardo appena tagliato deve richiamare un nuovo slancio, una nuova capacità del saper vivere. L’attitudine poetica è l’amore che sconcerta il suo stesso desiderio e che si pone come conoscenza estetica del mondo materiale. ]
In fondo, la poesia ha un’incidenza davvero minima sulla vita delle comunità umane, perché molti di coloro che credono di possederla ne spossessano in realtà tutti gli altri costringendola in un ambito affatto separato – l’ambito delle Lettere – dove i segni poetici restano qualcosa di inoffensivo e patetico.
In cosa dovrebbe consistere invece l’impresa che si vuole poetica? A cosa dovrebbe volgersi il cimento di chi la assume?
Per quanto mi riguarda – e parlo per me, soprattutto per me – poesia è l’apertura decisiva sul mondo, la capacità quindi di cogliere gli aspetti unici e belli del vivente e, più di tutto, la relazione con coloro che sentono il bisogno di dare un significato avvincente alla vita. E questo, ben al di là o al di qua delle parole. Per cui, ai miei occhi, un facitore di versi non è necessariamente un poeta. (…)
01/10/2008
Continua il dialogo tra Ibridamenti e Marco Minghetti su Le Città In-visibili. Bella e ispirata l'articolazione che Minghetti propone del mutamento, del come rendere visibile all'interno del suo romanzo collettivo l'idea del mutamento:
" dato che uno dei temi centrali delle nostre riflessioni è il Mutamento (non a caso abbiamo costituito la Living Mutants Society), ho ritenuto interessante abbinare a ciascuno dei 128 episodi una chiave di lettura tratta da uno dei 64 esagrammi degli I Ching – Il Libro dei Mutamenti per antonomasia – di volta in volta nella versione Boaz o Jakin, i duei pilastri dell’Albero della Vita che sorgevano all’entrata del tempio del re Salomone e che, secondo la Cabala, rappresentano i principi opposti del movimento vitale, maschio-femmina, pieno-vuoto, luce-giorno (64 x 2 fa appunto 128). Qui l’ispirazione è venuta da uno dei più famosi romanzi di P.K. Dick The Man in The High Castle (non dimentichiamo che il nostro Deckard deve il suo cognome all’eroe di Blade Runner) in cui si immagina che la seconda guerra mondiale sia stata vinta dai tedeschi e dai giapponesi, il che comporta, fra le altre cose, che i manager delle grandi Corporation utilizzino per prendere le più importanti decisioni appunto Il Libro dei Mutamenti – I Ching. Le due colonne dell’Albero della Vita sono poi rappresentate frequentemente nei Tarocchi, carissimi al Calvino del Castello dei Destini Incrociati - ad esempio sono i due pilastri tra cui troneggia il secondo Arcano Maggiore, la Papessa, davanti ad un velo che nasconde l'ingresso del santuario, e che fiancheggiano il trono della Giustizia (Arcano numero 8) ornati di mezzelune bianche e verdi, mentre nell’Arcano 12, l’Appeso, il corpo dell'Impiccato penzola nel vuoto a testa in giù, fra di esse, in una ieratica posa a gambe incrociate." [continua qui]
Ne avevamo parlato qui e qui
Leggi l'intero articolo di Minghetti qui
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