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   – Il libro, acquistarlo –
 
30/09/2008

E se fossimo un po' tutti degli epifenomeni*?
I nostri blog cosa sarebbero, epifenomeni di epifenomeni?

e|pi|fe||me|no
s.m.
1 TS filos., nel positivismo inglese dell’800, le manifestazioni spirituali considerate secondarie rispetto ai fenomeni corporei | BU estens., aspetto secondario di un fenomeno, spec. sociale.
2 TS med., evento secondario che accompagna un quadro patologico senza influire su di esso.
(Dizionario De Mauro on line)

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27/09/2008
Oggi inizia su Memesphere uno speciale dedicato alle elezioni americane dedicato a che cosa dicono i blogger sulla sfida Obama - McCain.

Si schierano con Obama due gondolieri di Venezia sulle note di Volare. Leggi la notizia qui e qui

Che facciamo come ibridi? Rilanciamo?
Facciamo volare Obama?


Intanto i primi grafici sui trend di popolarità:







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26/09/2008




L'idea è di Samuele Silva che la spiega così:

"Signori (soprattutto) e signore (perché no?) si parte. Con questo post inizia la storia della Nazionale Italiana Calcio Bloggers. Sembra divertente, vero? L’idea mi rimbalzava nel cervello da diverso tempo, ne ho discusso in diversi BarCamp con amici e appassionati di calcio, ma tutto si è sempre risolto in una bolla di sapone. L’entusiasmo era presente, ma la volontà di muovere i primi passi latitava. Adesso basta, adesso giochiamo. L’idea è di formare una rosa (competitiva se possibile) di 18-20 giocatori e organizzare una partita amichevole. Niente di straordinario, niente di troppo complicato. Ho formato una sorta di task-force (Antonio, Diego, Massimo ed il sottoscritto) che ha preso le prime decisioni e stilato una lista di punti da considerare per il futuro di questa sperimentale nazionale di calcio:

Chiunque abbia un blog da oltre 12 mesi e abbia scritto almeno 36 post nel corso dell’ultimo anno solare può iscriversi alle selezioni per la Nazionale Italiana Calcio Bloggers..." [ continua qui ]


Ne parlano già tutti
Novecento - la curiosona - in limine  - vita di un io - s. il blog di stefano scardovi - axell's weblog - momoblog - fluxes feed - tluc blog - [qui il tonno forse è salvo] - imod on tumblr - un tumblr, che se ne sentiva il bisogno, eh. - mang - vittorio pasteris - matteo moro - pocacola - napolux.com - speednapolux - placidiappunti

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25/09/2008


Guardare in alto di Le aziende in-visibili / episodio 91/128 [p. 278-279 ]
Link alle città invisibili. Le città e il cielo. Il Bersabea
In anteprima su Ibridamenti la rivisitazione di Caterina Bonetti.

Grazie alla concessione di Marco Minghetti e di Caterina, tutti possiamo vedere come è organizzato il libro "Le aziende-invisibili" di cui abbiamo già parlato.

cliccate sull'immagine, zoommate, spostate e ... buona lettura :-)
24/09/2008




Rilancio il post di Fabrizio Centofanti perché mostra per immagini quanto si stava discutendo a proposito delle Aziende In-visibili e di come l'innovazione e la creatività siano legate alla possibilità di cambiare prospettiva, di uscire da un unico punto di vista, di contaminarsi con altre appartenenza...


Ne hanno già parlato
la sottile voce del silenzio, poesiaeprosa, letteratura on line


23/09/2008


Il “Romanzo a colori”: impreziosito dalle illustrazioni di Luigi Serafini, è stato scritto da un centinaio di personalità dell’economia e della cultura virtualmente costituenti la Living Mutants Society. La sfida che hanno accettato: racchiudere la propria conoscenza umana e professionale in un’opera narrativa collettiva, ispirata alle celebri Città Invisibili di Italo Calvino.

Le riflessioni di Marco Minghetti generate dai commenti a questo post:
[commeto #17]

1) Come nasce questo romanzo?
L’operazione si inquadra in una riflessione metadisciplinare sviluppatasi inizialmente intorno alle riviste «Hamlet» (da me fondata nel marzo 1997 e diretta fino al luglio 2003) descritta in termini teorici generali nel Manifesto dello Humanistic Management (Etas, 2004); approfondita nei volumi L’Impresa shakespeariana (Etas, 2002, illustrato da Milo Manara), e Nulla due volte (Scheiwiller, 2006), che ho scritto in collaborazione con il Premio Nobel per la Letteratura Wislawa Szymborska.
Ho chiamato l’approccio messo a punto in questo percorso “humanistic management”: una apertura al nuovo che guarda alle possibilità dell’Information & Communication Technology coniugate a discipline che solo da qualche tempo hanno cominciato ad essere utilizzate in contesti imprenditoriali – la letteratura, la filosofia, l’antropologia, la drammaturgia, la cinematografia (per approfondimenti: www. humanisticmanagement.it).“Dalla poesia all’apprendimento”: così è sintetizzata la questione nella controcopertina del Manifesto.


2) In cosa consiste propriamente la multidisciplinarietà de Le Aziende In-Visibili?
Sono partito dall’idea di realizzare una nuova modalità di scrittura mutante che andasse oltre le barriere e le divisioni classiche del sapere. Ora, il modo più ovvio e radicale di riprodurre la poliedrica virtualità dei punti di vista con cui si può leggere il reale è fare scrivere insieme un numero il più possibile elevato di persone, provenienti da campi disciplinari diversi e da esperienze eterogenee, facendole interagire come se fossero i neuroni di uno stesso cervello, creando sinapsi creative al servizio di una opera finale collettiva, interconnessa e condivisa, dall’identità molteplice, certo, ma al tempo stesso unica e coerente. Come ha ben messo in luce il recente libro Wikinomics, il concetto di mashup, di contaminazione, trasformazione e trasferimento fra conoscenze, discipline e prodotti artistici o di altro tipo, è essenziale per lo sviluppo della conoscenza e della innovazione nella nostra epoca neo-alessandrina. Sotto questo aspetto assai significativa è la presenza di 190 immagini di Luigi Serafini (il grande artista italiano scoperto proprio da Calvino) che commentano il testo, che è divenuto così un “romanzo a colori”.

3)Come hai svolto il ruolo di Direttore artistico del progetto?
Come accennavo prima, ho cercato di affrontare il tema cruciale della narrazione collettiva in modo radicalmente innovativo, in linea con le pratiche collaborative di produzione open source e wiki che in tutti i campi stanno segnando le nuove frontiere della conoscenza e dell’innovazione. In sintesi (il metodo da me proposto è nei dettagli descritto nell’Introduzione de Le Aziende In-Visibili) io credo che nella realizzazione di un romanzo collettivo
a. il Direttore Artistico debba partecipare attivamente alla produzione del testo. Il suo ruolo (come quello di Linus nel caso della creazione del sistema operativo Linux) è di proporre il nucleo narrativo del progetto che intende sviluppare, insieme ad una serie di regole di scrittura da condividere con il gruppo dei co-autori. In questo caso io ho scritto i 18 Episodi-cornice, nonché una decina altri Episodi intermedi: ho collaborato poi con ciascuno dei 98 co-autori nella redazione delle altre parti del romanzo;
b. nella logica “mashup” tipica della creatività contemporanea è bene che il testo di base sia una mutazione di uno (o più) testi classici. Nel caso de Le Aziende In-Visibili il testo “tradito” è Le Città Invisibili di Calvino, con interpolazioni tratte da tutta l’opera narrativa e saggistica dello scrittore, nonché da numerosi altri capolavori della letteratura mondiale;
c. i materiali prodotti nelle varie fasi di lavoro (durato due anni) sono sempre stati messi a disposizione del gruppo, a scadenze mensili. Responsabilità del Direttore Artistico è stata quella di definire quali fra le modifiche e le integrazioni (al testo originale e/o alle regole di scrittura) proposte via via dai co-autori andassero validate o meno.

4) Alla fine di questo lavoro quale struttura ha assunto il romanzo?
Le Aziende In-Visibili riflette la molteplicità dei piani comunicativi su cui occorre porsi per leggere, almeno tentativamente, la complessità del mondo contemporaneo: come in un impossibile “ipertesto barocco” il soundtrack, il link alle Città Invisibili, gli Esagrammi dal Libro dei Mutamenti Organizzativi, la posizione di ogni Azienda In-Visibile nell’Astrogramma, indicati nelle In-Visible Scorecards, che accompagnano ciascuno dei 128 Episodi (ovvero un versione Ante e una Retro di ciascuna delle 55 città calviniane, più i 18 Episodi-cornice che aprono e chiudono i 9 capitoli in cui il romanzo è articolato), tracciano innumerevoli percorsi di lettura. Al tempo stesso, questa organizzazione del Wikiromance agevola il compito di chi a sua volta volesse rielaborarlo attraverso altri linguaggi, a partire da quello dei blog  e dei video. Il prossimo passo infatti potrebbe essere la creazione di una “web-opera” in cui i 128 episodi del romanzo si traducano in altrettanti videoclip da diffondere in Internet. Un primo video, visibile sul nostro Metablog, è già stato realizzato dai ragazzi dell’Accademia dell’Immagine di L’Aquila. E non escludo che il tutto si possa realizzare nella realtà virtuale di Second Life, forse il luogo più adatto per rendere visibili le aziende in-visibili….
Mi fermo qui perché non vorrei essere troppo invasivo. Segnalo solo, per chi volesse avere ulteriori ragguagli sulle premesse teoriche che sostengono il progetto, i post che in questi mesi ho pubblicato sotto il titolo complessivo "Dalle Città Invisibili a Le Aziende In-Visibili" nel Metablog dedicato al volume





Oltre a Marco Minghetti, hanno partecipato al libro:
Massimo Acantora Torrefranca, Armando Adolgiso, Andrea Amerio, Giuseppe Antonelli, Giovanni Anversa, Sisina Augusta, Gloria Bellicchi, Chiara Beretta Mazzotta, Alessio Bertallot, Enrico Bertolino, Domenico Bodega, Francesco Bogliari, Cinzia Bomoll, Caterina Bonetti, Aldo Bonomi, Elisabetta Bucciarelli, Leonardo Buzzavo, Luciano Canova, Diomira Cennamo, Pepa Cerruti, Antonella Cilento, Innocenzo Cipolletta, Paolo Costa, Annalisa Decarli, Franco D’Egidio, Giorgio Del Mare, Stefano Delprete, Antonio Fazio, Paolo Ferrarini, Marcello Foa, Andrea Fontana, Paolo Gai, Nicola Gaiarin, Alberto Garutti, Gi(ov)anni Gasparini, Emilio Genovesi, Lucilla Giagnoni, Michele Governatori, Andrea Granelli, Gianmichele Lisai Senes, Maria Ludovica Lombardi, Giuseppe Longo, Pina Luciani, Pierfrancesco Majorino, Francesca Marzotto Caotorta, Armando Massarenti, Massimo Maugeri, Gianna Mazzini, Mariagrazia Mazzocchi, Paolo Melissi, Rossella Milone, Francesco Morace, Franco Morganti, William Nessuno, Andrea Notarnicola, Valeria Novellini, Josephine Pace, Michele Pacifico, Roberto Panzarani, Elisabetta Pasini, Walter Passerini, Massimo Pietroselli, Valentina Pisanty, Federico Platania, Alberto Provenzali, Adriana Quaglia, José Rallo, Enzo Riboni, Alessandro Rinaldi, Isabella Rinaldi, Dario Rinero, Valeria Rossi, Pier Aldo Rovatti, Enzo Rullani, Giulio Sapelli, Paolo Savona, Luigi Serafini, Andrea Sgarro, Antonio Staglianò, Antonio Strati, Cristina Tagliabue, Giovanna Tinunin, Piero Trupia, Francesco Varanini, Pino Varchetta, Luca e Laura Varvelli, Elena Varvello, Walter Veltroni, Amalia Vetromile, Carmelo Vigna, Gianpietro Vigorelli, Roberto Vittori, Alessandro Zaccuri, Anna Zanardi, Antonio Zoppetti

Segui la notizia su Liquida qui e qui




La vignetta di Pv in formato libro. Clicca qui per i dettagli.
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tags: dalla rete, ascesa dei blogger, vignetta di pv

21/09/2008



Ogni giorno un numero improbabile di persone   - almeno 2000 - va sul blog nonsolomamma e ivi rimane – per pochissimo tempo.
Legge il post – di solito molto corto, sbircia i commenti, se è di tipo scribacchino et bloggeur ne lascia anche uno lui, indi riprende a veleggiare nella blogosfera.
 lettori di nonsolomamma sono di moltissimi tipi e vocazioni.
Vi è un congruo numero di mamme, un congruo numero di femmine non mamme, un sorprendentemente congruo numero di masculi – babbi e non –e nonostante il blog parli spesso e volentieri di cose come bimbi che vomitano o bimbi che dicono sciocchezzuole, argomenti ammettiamolo non sempre da tiratura nazionale, tutti si divertono un mucchio e nel commentarium di nonsolomamma sembra di stare nella tavolata di una pizzeria.

Io per mio, se non ci passo tutti i giorni, vado a ròta.

Nonsolomamma, è dunque un fenomeno mediatico – nel 2007 vinse il 
Blog Awards per la categoria "intrattenimento" – le sue quotazioni salirono, e in questi giorni sono piovuti sulle librerie le copie del libro tratto dal suo blog. Gli editori della tea, hanno visto nel fenomeno elastigirl, un possibile caso editoriale.

 Naturalmente da elastilettrice di ordinanza mi auguro che abbiano ragione, faccio in bocca al lupo a elasti e suggerisco pure ai passanti qui di acquistare una copia. Questa mia, è diciamo una affettuosa e blogghistica lealtà. Il libro avrà il suo destino, e non ne vorrei parlare qui.

Quello che mi interessa è ragionare sul fenomeno di per sé, sul curioso fenomeno del blogstarsystem e sul fatto che, a differenza dello starsystem quello vero, desta in me in molti casi – anche se non in tutti - molta più simpatia.

È una comparazione curiosa quella tra bloggleur famosi e attori famosi, e per certi versi non avrebbe alcuna ragione di essere:

a) per il fatto che gli attori famosi sono ritratti per ogni dove e la loro corporeità è un oggetto semantico mentre, per citare un altro blogger famoso assai, io non ho la minima idea di che faccia abbia (il da me adorato) Confuso, di Personalità Confusa.

b) E perché mentre l’attore famoso fa un bel pacco di quattrini ma proprio tanti dalla sua famositudine, la blogstar tutto sommato tira la carretta. Magari ni ci va un po’ meglio se la questione libro gli fa vendere. Ma insomma, non ci si fa mica na’ villa a Los Angeles ecco. Altre vite. Altri numeri. Altri sogni.

Pure, può venire il sospetto che possano esserci delle analogie.

Al blogger per esempio si rimprovera spesso, di migliorarsi rispetto a come è in realtà: un po’ come quando le ragazzette mandano le foto ai provini e si succhiano le guance, e si mettono di tre quarti dissimulando il nasone, e giù manate di fondotinta per avere la pelle di pesca, il blogger sembra ritrarsi omettendo le cose sgradevoli di sé – così al lettore pare. Non lo dice mica questo zozzone che quando va al bar con gli amici non offre mai! oppure che pesa un sacco, oppure che è superaggressivo...

Tanto più il prodotto diventa famoso - un blog, come un film – tanto più le reazioni dei fruitori si estremizzano. E un po’ come quando si sente parlare di divi del cinema, si passa dalla ammirazione sconfinata all’invidia più livorosa.
Tu eri il mio oggetto perfetto. Dice l’idealizzazione dell’ex lettore.
Tu eri quella parte di me che mi piace di più e che leggevo nel tuo blog.
Dice la scissione dell’ex lettore.
Tu ora diventi insopportabilmente amata e dimostri quanto io stesso dipenda da te e mi identifichi in te. Quanto questa mia parte buona che nel tuo blog leggo sia adorabile. Questa cosa non la sopporto e quindi da ora in poi ti attaccherò ti attaccherò ti attaccherò. Te, e questo manipolo di fan sfegatati
.

Invidia e Gratitudine
di Melanie Klein è un ottimo testo per decodificare alcuni comportamenti della blogosfera.
Pure, le dinamiche che connotano le relazioni tra il blogger e il suo pubblico, sono profondamente diverse da quelle che connotano lo Starsystem quello vero, quello cinematografaro e mediatico, non solo perché i numeri sono ben altri, ma perché il medium - internet, lo scambio di parole scritte – è diverso.
E intervengono tantissime cose in più.
Innanzitutto si legge, e certe volte si scrive, e prima di scrivere ci si rilegge.
In termini di strutture psicologiche in gioco, si ha tempo di utilizzare le nostre risorse superiori, mentre l’immagine cinematografica ha una immediatezza tale che volendo, assalta l’inconscio senza neanche passare per il cervello.
Davanti all’immagine siamo soli, e se non lo decidiamo preventivamente siamo principalmente inconsci, non vigili, ipersensibili.
L’immagine mira al basso, e il basso le risponde con veemenza, la parola mira all’alto e l’alto le risponde con moderazione – spesso con ironia – che nella scala dei meccanismi di difesa di Perry (cioè le strutture psicologiche che utilizziamo per difenderci e adattarci alla realtà) sta ai vertici della maturità.

L’ironia è inoltre potentemente aiutata dalla gratuità del blog. Dal non guadagno. Questo poter leggere gratis ci rende gentili e rende l’altro meno potente, quel tremendo catalizzatore di sentimenti radicali e di potere che è il denaro, è messo fuori della porta.

Quindi ecco, cosa succede nel blog di elastigirl. Lei scrive un post e scatena facciamo un cinquantina di commenti. I commenti in genere sono risposte divertite e affettuose a quello che lei ha scritto. A ben vedere i commenti sono sintonici non solo a quello che lei scrive ma a una ideologia non detta e condivisa. Per esempio l’importanza dell’umorismo come valore, ma anche l’importanza di un umorismo lieve delicato, mai volgare e mai veramente graffiante – per understatement non per incapacità.

Ancora il blog di Elasti è il blog di una madre che lavora che ha un marito e o mio Dio questo vestito non mi dona. Pure Elasti è una donna di sinistra, e benché la sinistritudine non emerga continuamente, essa è un sottinteso ideologicamente condiviso dai suoi lettori, che la ripropongono con la stessa pacatezza nei commenti. In questo senso nonsolomamma è un paradigma interessante di altri blog famosi, perché è una specie di isola di affinità mentali, e se si visitano i blog degli elasti commentatori si trova qualcosa che li accomuna se non tutti – molti.

Ho riflettuto sulla mia condizione di elastilettrice, e di lettrice di un altro blog famoso quello del già citato Confuso – e ho pensato che queste affinità e somiglianze, che sono quelle che ci fanno scegliere i blog da leggere quotidianamente, determinano alla lunga un senso di affinità e qualche volta quasi di amicizia. Quando capita di passare dal virtuale al reale, questa amicizia tra chi si legge e non si vede, si materializza immediatamente quasi incarnando un passato pregresso che prima era solo scritto e ora quasi trova dalla materialità una nuova materialità. Ma fintanto che l’incontro non avviene, il lettore sa che l’idealizzazione è in agguato – pure diversamente dal fan cinematografico egli ha il tempo di accorgersene, e allora questa è la cosa interessante, decide di giocare il gioco della mitizzazione. E infatti, non è proprio verosimile che padri di famiglia, giornaliste affermate e persone abbondantemente strutturate tengano il poster di qualsivoglia blogger in una presunta cameretta come se fosse un altarino. Ma si divertono ugualmente e affettuosamente a fare complimenti amorevoli ai loro blogger di elezione.

Il blogger scelto fa un post che a loro piace, perché lo condividono o perché fa loro ridere e loro reagiscono esternando il proprio gradimento. Elasti, sei fantastica. Elasti mi fai troppo ridere. Elasti sei mitica. La mitizzazione diventa il gioco dell’adulto, e come tutti i giochi implica un doppio senso: cioè nessuno prende la mitizzazione troppo sul serio, né il lettore né l’autore, perché tutti spento il computer abbandoneranno l’avatar e torneranno nella concretezza. Perché diciamo è stata come un piccolo e gentile regalo che i lettori hanno tributato, con la leggerezza di chi può permettersi di farli psicologicamente questi piccoli regali, l’ego rimane intatto. Allo stesso tempo bisogna pensare al sintagma “mettersi in gioco” e che dimostra il fatto che lo spazio ludico implica un coivolgimento della persona che è provvisorio ma che la coinvolge tutta.

Se vuoi giocare ci devi stare. Per starci scegli un gioco che sia compatibile con il tuo te stesso, con la tua identità psicologica. Torna l’identificazione e dunque questo gioco ha per noi connotazioni molto serie. Ora, ciascuno trarrà le conclusioni che vuole. Certi giochi a certi piacciono e a certi no. La cosa importante è sapere entrare e saper uscire, con leggerezza e fluidità senza rimanere ingabbiato dentro e con tutte le implicazioni coinvolte nel concetto di “mettersi in gioco”.
postato da zauberei | Permalink | | (pop-up)
tags: concorso, dalla rete, blogfest, ascesa dei blogger, approccio psico antropologico

20/09/2008




La notizia su Repubblica.it


Le parole del titolo sono del cardinale  Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, che ha defintito la camorra e i sicari, "serpenti velenosi". "Deponete le armi, queste armi con cui uccidete domani uccideranno anche voi, le vostre famiglie e i vostri figli. Questa terra, questa città, non può morire e non morirà. Lo ripeto con forza e con convinzione perchè il popolo napoletano ha con sè il coraggio delle sue radici e della sua identità".

Le ultime notizie riportate sulla stampa attribuiscono ai sicari della camorra la strage.
Una strage cui è seguita la guerriglia urbana che vedete nel video.

E l'attenzione si sta spostando su quella, sulla guerriglia urbana e sulla frase che i manifestanti hanno urlato "italiani razzisti".
E in giro inizio a leggere dei commenti che fanno rabbrividire.

Non dimentichiamoci che la domanda dovrebbe essere: è giusto ammazzare le persone?



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tags: eventi, dalla rete, strage nel casertano

19/09/2008

Facebook ha un sapore antico, a ben guardare. Per esempio, ti costringe a parlare in terza persona. Non puoi scrivere: “Stasera non c’ho voglia di fare un c….” . Cioè, puoi tranquillamente scrivere “c….”, ma devi digitare: “M. stasera non ha voglia di fare un c….”. Non fai un c…. comunque, ma puoi sentirti come si sentiva Giulio Cesare. Detto tra di noi, io me lo immagino pure, Cesare che si fa un account, invece di scrivere il De bello gallico. Gli appare la nuvoletta che gli chiede: “Che stai facendo in questo momento?” e lui, con nonchalance: “Cesare assedia Alesia”, “Cesare sconfigge Vercingetorige”, “E mo Cesare fa i conti con Pompeo”. Veloce, sintetico, venne-vide-vinse e tanti saluti.

Altro che commentari, povero Giulio Cesare: il suo sogno sarebbe stato un tumblr.

*in risposta a Tiziano Scarpa, che sosteneva all'ultimo seminario di Ibridamenti che Catullo, oggi avrebbe un blog.

 


per approfondire a partire dalle discussioni recenti su memesphere e liquida:

Social Network boom ed è sorpasso sul porno (social network:gli ultimi dati)
Letteratura italiana (blog e scrittura)
Il problema della rappresentatività (blog: inclusione vs esclusione)
Il faut cultiver notre blog jardin (blog =  spazio di libertà)
La blogosfera italiana alla blogfest: il nulla vestito a festa (la palude dei blog)


Il primo libro di Ibridamenti

Immagine di Pratiche collaborative in rete

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Il progetto Ibridamenti è coordinato da Umberto Margiotta

Responsabile e coordinatrice del blog Ibridamenti è
Maria Maddalena Mapelli

Ibridamenti è un Laboratorio Sperimentale della Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione in collaborazione con Splinder.

La collana Ibridamenti e le attività editoriali sono dirette da Mario Galzigna che coordina i rapporti con le Università e i privati


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