31/01/2008
Da più parti arriva la richiesta di iniziare a costruire una bibliografia sui temi di cui stiamo discutendo. Questo primo post segna l'apertura del cantiere. Abbiamo seguito tre criteri:
1) Iniziare a segnalare alcuni testi base per aree tematiche (il che implica una ripartizione arbitraria e non sempre condivisibile)
2) Segnalare testi che siano recensiti in rete (il che restringe di molto il campo dei titoli ..ma ci sembra anche rispondere alla filosofia di Ibridamenti, di un Laboratorio in rete...)
3) Da qualche parte bisognava partire, quindi le segnalazioni che seguono sono tutte prese a prestito dalle recensioni della Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Formazione e della Cognizione dell'Università Cà Foscari di Venezia. Qui la tabella (ordine alfabetico per autore recensito) da cui scaricare i file.
Riflessioni sul metodo…
De Bartolomeis Francesco, La ricerca come antipedagogia, Feltrinelli, Milano 1969 (1981) ; pp. 317.
de_Bartolomeis.pdf 47.90 KB
Demetrio Duccio, Per una didattica dell’intelligenza – Il metodo autobiografico nello sviluppo cognitivo , Franco Angeli, Milano, 1995 (2003), pp. 124. demetrio1.pdf 128.00 KB
Dewey John, Logic the Theory of Inquiry ; 1939 - tr. It. Logica, teoria dell’indagine, Giulio Einaudi Editore, Torino 1949; tr. di Aldo Visalberghi, pp. 700 DEWEY.pdf 126.47 KB
Dewey John, Liberalism and social action , New York, G.P. Putnam’s Sons 1935; tr. it. Democrazia, liberalismo e azione sociale, Pensa Multimedia Editore, Lecce 2005; introduzione di Umberto Margiotta, tr. di Valentina Zangrando, pp. 120 Liberalismo[1].pdf 159.95 KB
Dewey John, Democracy and Education The MacMillan Company, New York 1916. tr. it.
Democrazia e educazione, Sansoni Editore, Milano 2004; introduzione di Carlo Sini, tr. di
Enzo Enriques Agnolotti, Paolo Paduano, pp. 396 Dewy Democrazia 162.62 KB
Foucault Michel, La volontÈ de savoir, Editions Gallimard, Paris 1976; tr. it. La volontà di sapere, Feltrinelli, Milano 1978 (2001); tr. di Pasquino Pasquale, Procacci Giovanna, pp. 146
Michel_Foucault.pdf 61.22 KB
KuhnThomas, La struttura delle rivoluzioni scientifiche, Einaudi [1962], pp. 248. TKhun.pdf 147.96 KB
Lévi-Strauss, Claude, Le cru et le cuit, Librairie Plon, Paris 1964 ; tr.it. Il crudo e il
cotto, Mondatori, Milano 1966 (1990), trad it Andrea Bonomi, pp. 510.107.04 KB
Levi-Strauss_C.pdf 107.04 KB
Mantovani S. (a cura di), La ricerca sul campo in educazione. I metodi qualitativi , Bruno Mondadori, Milano, 1995 Mantovani.pdf 43.96 KB
Morin Edgar, Le paradigme perdu: La nature humaine , 1973; tr. it. Il paradigma perduto. Che cos’è la natura umana , Feltrinelli, Milano 1999; tr. di Eugenio Bongioanni MORIN.pdf 119.23 Kb
Margiotta Umberto (a cura di) , Pensare la formazione.Strutture esplicative, trame concettuali, modelli di organizzazione, Bruno Mondadori, Milano,2006; pp.344 Margiotta1.pdf 28.33 KB
Mortari Luigina, Apprendere dall’esperienza. Il pensare riflessivo nella formazione , Carocci, Roma, 2003, pp.152 Mortari.pdf 44.64 KB
Pontecorvo, Ajello, Zucchermaglio, Discutendo si Impara, Carrocci 2006, p.204
Pontecorvo Ajello 85.58 KB
Popper Karl, Congetture e confutazioni. Lo sviluppo della conoscenza scientifica, Il Mulino, 2004
Popper 104.26 KB
Sarracino, V. (a cura di), La formazione. Teorie, metodi, esperienze, Liguori Editore,
Napoli, 1997, pp. 233 Sarracino.pdf 87.01 KB
Sternberg Robert J., Spear-Swerling Louise, Teaching for thinking, American Psychological Association, Washington D.C 1996; tr. it. Le tre intelligenze. Come potenziare le capacità analitiche, creative e pratiche, Erickson, Trento 1997 (2002); tr. di Lopane Paola, pp. 154.
Sternberg_Spear.pdf 115.81 KB
Cognizione, Identità…
Miguel Benaysac, Gerard Schimdt, Les passions tristes. Souffrance psychique et crise sociale, La Dècouverte Paris , 2003. L'epoca delle passioni tristi , Feltrinelli, Milano, 2004.
Benasayac.pdf 71.29 KB
JEROME BRUNER, Actual Minds, Possible Worlds , 1986; tr. It . La mente a più dimensioni , Editori Laterza, Bari 1988; tr. di Rodolfo Rini, pp. 235
BRUNER.pdf 126.94 KB
GREGORY BATESON, Steps to an Ecology of Mind - tr. It. Verso un'ecologia della mente, Adelphi Edizioni, Milano 1993; trad. di Giuseppe Longo, pp. 533
BATESON.pdf 109.08 KB
Bateson G., Mente e natura, Adelphi, 1984
batesong.pdf 86.71 KB
Corno D. & Pozzo G. (a cura di), Mente, Linguaggio, apprendimento. L’apporto delle scienze cognitive all’educazione , La Nuova Italia, Firenze, 1993, pp.241.
Corno&Pozzo.pdf 39.68 KB
Marco Dallari, I saperi e l’identità Costruzione delle conoscenze e della conoscenza di sé
Guerini Studio, Milano 2000 Collana Monografie Processi formativi e scienze dell’educazione, n.4 Pag. 203 dallariid.pdf 29.30 KB
Damasio Antonio R., Lookingfor Spinoza, Harcourt 2003, tr.it. Alla ricerca di Spinoza. Emozioni, sentimentie cervello, Adelphi Edizioni, Biblioteca Scientifica 36, Milano
2003 pp. 424 Damasio
Damasio Antonio, Descartes’ Error. Emotion, Reason, and the Human Brain, tr. It, L’errore di Cartesio. Emozione,ragione e cervello umano, Adelphi Edizioni, Biblioteca
Scientifica 36, Milano 1995 Damasio
Duccio Demetrio, L’educazione interiore. Introduzione alla pedagogia introspettiva RCS Milano la Nuova Italia 2000 demetrioeducazione.pdf 42.06 KB
Duccio Demetrio, L’età adulta. Teorie dell’identità e pedagogie dello sviluppo, Carrocci Editore, Roma, 2001 (1° ed. 1990); pp.157 demetrio5.pdf 27.44 KB
Denes, G., & Pizzamiglio, L.(a cura di, 1990). Manuale di neuropsicologia. Normalità e patologia dei processi cognitivi . Bologna: Zanichelli. Denes-Pizzamiglio.pdf 88.21 KB
Eco Umberto, La struttura assente. La ricerca semiotica e il metodo strut turale, Bompiani, Milano 1968 Eco_Umberto.pdf 77.24 KB
Gardner H., Intelligence reframed. Multiple intelligences for the 21stcentury , Basic books, Hillsdale, NY, 1999. Gardner.pdf 39.12 KB39.12 KB
Gardner H., Frames of mind. The theory of multiple intelligences , 1983; tr. It . Formae mentis. Saggio sulla pluralità dell’intelligenza , Feltrinelli Editore, Milano 1995 ; tr. di Libero Sosio, pp. 457
GARDNER.pdf 140.96 KB
Goleman Daniel, Emotional Intelligence, Bantam Books, 1995; tr. it. Intelligenza emotiva. Che cos’è perché può renderci felici, BUR, Milano 1996 (2004). Goleman.pdf 35.00 KB
Daniel Goleman, Social intelligence. The new science of human relationships; Intelligenza sociale , Rizzoli editore, Milano 2006, pp. 415. Traduzione di Valeria Pazzi. Riedizione in versione economica: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, Milano 2007 Goleman
Liverta Sempio, Il pensiero dell'altro, contesto, conoscenza e teorie della mente, Raffaello Cortina Edotore, 1995. Livertasempio.pdf 99.41 KB
Ligorio M.B., Hermans H., Identità dialogiche nell’era digitale, Centro Studi Erickson, Milano 2005 pp. 190 Ligorio
Sergio Manghi, a cura di, Attraverso Bateson. Ecologia della mente e relazioni sociali.
Raffaello Cortina Editore, Milano 1998 manghi.pdf 50.48 KB
Passione e apprendimento. Formazione-Intervento: teoria, metodo, esperienze di Ugo Morelli e Carla Weber Raffaello Cortina Editore, Milano 1996 morelli.pdf 35.75 KB
Sergio Manghi, La conoscenza ecologica, attualità di Gregory Bateson,Raffaello Cortina Editore 2004 manghi2.pdf 44.34 KB
Manfredo Massironi, L’osteria dei dai truccati Arte, psicologia e dintorni Il Mulino, Bologna, 2000
massironi.pdf 83.68 KB
Marmocchi, dall'Aglio, Tannini, Educare le life skills: come promuovere le abilità psicosociali e affettive secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, Erickson 2004.
Marmocchi.pdf 81.67 KB
Maturana Humberto, The Biological Foundations of self Consciousness and Physical Domain of existence, Raffaello Cortina, Milano, 1983. Maturana.pdf 107.63 KB
Maturana H. Varela F., L'albero della conoscienza, Garzanti, Milano, 1992.
maturanavarela.pdf 131.18 KB
Guido Petter, Il mestiere di insegnante. Aspetti psicologici di una delle professioni più interessanti e impegnative, Giunti Editore, Firenze, 2006; pp. 256 Petter2.pdf 31.29 KB
Vygotsky Lev. S., Thought and Language ; 1962 - tr. It. Pensiero e linguaggio , Giunti Editore, Firenze 1966; tr. di Adele Fara Costa, Maria Pia Gatti, Maria Serena Veggetti, pp. 255 VYGOTSKY.pdf 109.97 KB
Varisco Bianca Maria, Costruttivismo socio-culturale. Genesi filosofiche, sviluppi psico-pedagogici, applicazioni didattiche , Carocci, Roma, 2004, pp. 221
Varisco.pdf 125.91 KB
Zeki Semir, Inner Vision. An Exploration of Art and the Brain, 1999, La visione dall'interno. Arte e cervello, Bollati Boringhieri, Torino, 2003. pp. 272
Zeki-La_visione_dall'interno.pdf 83.03 KB
Empatia, arte, mito, autobiografia…
Argenton Alberto,Arte e Cognizione Introduzione alla psicologia dell’arte Raffaello Cortina Editore, Milano 1996 pag 350 Argenton 73.68 KB
Albiero Paolo, Matricardi Giada, Che cos’è l’empatia, Carrocci Editore, Roma 2006 pp.128
AlbieroMatricardi.pdf 76.55 KB
Carlo Branzaglia, Comunicare con le immagini, Paravia, Milano 2003
Branzaglia-Comunicare_con_le_immagini.pdf 69.08 KB
Cambi Franco, L’autobiografia come metodo formativo , Laterza, Roma-Bari, 2002.
Cambi.pdf 117.88 KB
Adriana Cavarero, Tu che mi guardi, tu che mi racconti. Filosofia della narrazione, Feltrinelli editore, Collana Elementi, Milano 2005 (edizioni precedenti:1997, 2001); pp.187 Cavarero
Lo Coco Alida,Tani Franca, Bonino Silvia, Empatia. I processi di condivisione delle emozioni, Giunti Editore, Firenze 1998 pp.229 BoninoLoCoco
Giorello Giulio, Prometeo, Ulisse, Gilgamesh. Figure del mito, Raffaello Cortina Editore, Milano 2004, pp. 250. recensione su Pol.it
Margot Sunderland, Disegnare le emozioni: espressione grafica e conoscenza di sé, Erickson Trento 1997 Pag. 152sunderland.pdf 21.50 KB
Trevarthen Colwyn, Empatia e Biologia. Psicologia cultura e neuroscienze, Raffaello Cortina Editore, Milano 1998 pp.223
Trevarthen
Virtuale e dintorni...
Calvani Antonio (a cura di), Innovazione Tecnologica e cambiamento dell'Università: verso l'Università Virtuale , University Press, Firenze 2001, pp. 172 CALVANI.pdf 108.53 KB
Calvani, Antonio (1999). I nuovi media nella scuola. Perché, come, quando avvalersene. Roma: Carocci Editore. Calvani.pdf 79.99 KB
Calvani Antonio, Rotta M., Fare formazione in Internet. Manuale di didattica online, Edizioni Erickson; Trento, 2000 pp.378Calvani_Rotta
Biolghini Davide (a cura di), Comunità in rete e Net Learning. Innovazione dei sistemi organizzativi e processi di apprendimento nelle comunità virtuali, Etas, Milano 2001 pp.337 Biolghini
Manuel Castells, Galassia Internet , (titolo originale, Internet galaxy) trad. it. Stefano Viviani, Universale Feltrinelli, Milano, 2002, pp. 262. Castells 112.29 KB
Patrizia Ghislandi (a cura di), Oltre il multimedia, FrancoAngeli, Milano, 1995; pp.384.
Ghislandi.pdf 45.87 KB
Carlo Galimberti, Giuseppe Riva, La comunicazione virtuale. Dal computer alle reti
telematiche: nuove forme di interazione sociale, Guerrini e Associati, Milano, 1997,
pp. 193.Galimberti_Riva.pdf 103.80 KB
Lévy Pierre, Qu'est-ce que le virtuel?, Paris, 1995; trad. it., Il virtuale, Raffaello Cortina, Milano, 1997, pp.149.recensione su Pol.it
Marco Guastavigna, Oscar Perino, Luciano Rosso, Imparare con il digitale . Computere e Internet per arricchire gli apprendimenti, Carocci Faber, Roma, 2005, pp. 139. Guastavigna.pdf 142.24 KB
Negroponte Nicholas, Being digital , Knopf, Paperback edition, 1996; Essere digitali , Sperling & Kupfer, Milano, 1995; trad. di Franco e Giuliana Filipazzi, pp.267. Negroponte.pdf 63.62 KB
Ong Walter J., Interfaces of the World, Cornell University Press, Ithaca, 1977; Interfacce della parola, Il Mulino, Bologna, 1989; trad. di Gino Scatasta, pp.359. Ong.pdf 49.07 KB
Ong Walter J., Oralità e scrittura, Il Mulino, Bologna Walter_Ong.pdf 123.99 KB
Rivoltella P.C., Costruttivismo e pragmatica della comunicazione online, Erickson, Trento 2003 pp. 271 Rivoltella
Rivoltella Pier Cesare (acuradi), E-tutor, Profilo, metodi, strumenti, Carocci Editore, Roma 2006 pp. 2005 Rivoltella
Toschi Luca (a cura di), Il linguaggio dei nuovi media. Web e multimedia: principi e tecniche delle nuove forme di comunicazione, Apogeo, Milano 2001, pp. 349 TOSCHI.pdf 122.09 KB
Thagard P., Rivoluzioni concettuali, le teorie scientifiche alla prova della conoscenza artificiale, Guerini e Associati, Milano, 1999. PThagard.pdf 79.58 KB
30/01/2008
Poche righe, assolutamente partigiane, spudoratamente promozionali e volutamente in stile facciamo community. Detto questo, chi ha tempo (bastano tre secondi) e voglia, può passare a regalare tre voti a tre affezionati frequentatori di Ibridamenti. Basta cliccare qui e si possono segnalare:
miglior zeta-blog maschile Novecento
miglior zeta-blog Lefty
miglior template designer Teiluj
Scadenza 1 febbraio. Una sola regola: le preferenze possono essere espresse una sola volta con lo stesso Ip, pena l'annullamento.
madmapelli
29/01/2008
LA RETE-RIZOMA
Il concetto di rizoma, proposto da Deleuze e Guattari – che ha avuto molta fortuna soprattutto in Francia e negli Stati Uniti – nasce da una critica delle nozioni di radice e di radicamento. Come scrive Edouard Glissant con straordinaria lucidità ed efficacia (Poetica della relazione, Quodlibet, Macerata 2007): “la radice è unica, è un ceppo che assume tutto su di sé e uccide quanto lo circonda”. Deleuze e Guattari contrappongono alla radice il rizoma, “radice demoltiplicata che si estende in reticoli nella terra e nell’aria, senza che intervenga alcun irrimediabile ceppo predatore. La nozione di rizoma manterrebbe quindi l’aspetto del radicamento, rifiutando però l’idea di una radice totalitaria. Il pensiero rizomatico sarebbe all’origine di quella che io chiamo Poetica della relazione, secondo la quale ogni identità si estende in un rapporto con l’Altro”.
1. La metafora del rizoma è secondo voi adatta a descrivere le relazioni in rete e nella blogosfera?
2. Parlare di “poetica della relazione” significa sottolineare, nella relazione, sia l’aspetto emotivo sia quello conoscitivo. Questi due aspetti, secondo voi, sono entrambi presenti nella comunicazione on line, soprattutto all’interno della blogosfera? E in quale misura? E con quali caratteristiche?
3. Rispetto all’arte della connessione – che caratterizza l’attività blogger – quale tra i due aspetti (quello emotivo e quello conoscitivo) è per voi più importante e influente?
Riporto, per concludere, questo passaggio di Deleuze e Guattari, che può anche essere letto, a mio avviso, come si legge una poesia: traendo cioè da esso, anche in maniera non sistematica, spunti creativi per la nostra riflessione…
Gilles Deleuze – Félix Guattari
« Mille piani, Capitalismo e schizofrenia »
Cito dall'Introduzione: "Fate rizoma e non radice, non piantate mai. Non seminate, iniettate. Non siate nè uno nè molteplice, siate delle molteplicità! Fate la linea e mai il punto. La velocità trasforma il punto in linea! Siate rapidi, anche stando sul posto! [...]. Non suscitate un Generale in voi. Non delle idee giuste, giusto un'idea [...]. Abbiate idee corte. Fate carte, non foto o disegni. Siate la Pantera rosa, e che i vostri amori siano ancora come la vespa e l’orchidea, il gatto e il babbuino […]. Un rizoma non incomincia e non finisce, è sempre nel mezzo, tra le cose, inter-essere, intermezzo. L’albero è la filiazione ma il rizoma è alleanza, unicamente alleanza. L’albero impone il verbo ‘essere’, ma il rizoma ha per tessuto la congiunzione, ‘e…e…e’. In questa congiunzione c’è abbastanza forza per scuotere e sradicare il verbo essere. Dove andate? Da dove partite? Dove volete arrivare? Sono domande davvero inutili. Fare tabula rasa, partire o ripartire da zero, cercare un inizio o un fondamento, tutto questo implica una falsa concezione del viaggio e del movimento”.
Deleuze non conosceva i blogger. Non ci conosceva. Ma sembra che parli per noi quando dice: siate delle molteplicità, fate rizoma, create delle alleanze...
27/01/2008
E' sicuramente uno dei blog più famosi. In testa alle classifiche, stracitato dai giornali, ( oggi sul New York Times. ) al centro di tante polemiche ben oltre i confini della blogosfera. E adesso diventa soggetto politico.
La domanda è: si può dire che il blog di Beppe Grillo sia davvero... un blog?
Esprimiamo la nostra opinione, cercando di motivarla.
SINTESI DELLE OPINIONI EMERSE (finora; il post è ibridato)
1)"Se il blog di Grillo è un blog, allora il mio è sicuramente qualcos'altro :-)"
(Orsa).
E' una battuta, ma è esattamente quello che molti blogger pensano... paragonando il proprio blog a quello di Grillo.
2) "Il blog di Grillo è un blog" (Lefty). (altra battuta, ma... mica tanto... forse)
"il Blog nella "lettura" che ne fanno molti, (io ascolto gli amici di mia figlia) è il luogo dell'assoluta "libertà" e molti in quel senso vivono il Blog di Grillo" (chiccama)
"Certo che è un blog. Non vedo argomentazioni contrarie a questa. Libera espressione (più o meno condivisibile). Contenuti (anche multimediali) Link (tutti mirati) Non a caso è anche il primo blog in Italia. Ottimo esempio di blog, tra l'altro." (Greenville83)
"E' indubbiamente un esempio di blogging, ma la sua è sempre stata comunicazione politica" (evento unico)
"Ne consegue che, anche se il blogger si chiama Grillo, l'uso che fa del blog non è sovversivo rispetto al ruolo del blog. E' un uso discutibile, piacevole o spiacevole, ma di certo è blog." (Novecento)
3) Il blog di Grillo e i commenti
"Il blog di Grillo non è un blog perché, pur prevedendo la possibilità dei commenti dei lettori, di fatto non contempla il confronto tra il gestore e i lettori attraverso i commenti stessi, non esiste quindi un confronto tra il primo e i secondi." (Melpunk)
"E' unidirezionale" (eventounico)
"è una lavagna su cui, chi passa, scrive il suo pensiero- spesso- protesta" (RedPasion)
"è una vetrina, dove espone i suoi pensieri/proteste. A un certo punto della sua carriera gli hanno chiuso la porta. I mas media lo hanno bannato e i suoi spettacoli per le piazze Italiane non avevano il giusto risalto. Crearsi uno spazio in Internet, il luogo dove più si comunica in questa nostra era fu all’epoca una genialata.." (Katheryne)
"il blog di Grillo non è un blog, è un mostro pantagruelico e famelico che si aggira nella blogosfera, che fagocita tutti i commenti, li stempera, li spersonalizza" (JonathanKole)
"possiamo tentare di farlo rientrare una "tipologia particolare di blogger (monologante, leader, a fini politici, a bassa affettività,...)." (eventounico)
4) II blog di Grillo e i post (scritti da uno staff redazionale)
"per me quello di Grillo non è un blog, in quanto è gestito da un team di redattori, con una redazione vera e propria. Le dinamiche mi sembrano piu' da forum o club, che da blog inteso in senso classico" (donneinlinea)
"il fatto che lui non intervenga mai, e che sicuramente non sia nemmeno l'autore di buona parte dei post, perchè ha a disposizione una redazione per coordinare un lavoro diventato ormai imponente, bastando a dire che il suo sarà anche un blog ma Beppe Grillo non è un blogger." (Anna58)
"è un blog perchè è una forma di comunicazione; non è un blog con canoni di lettura come può esserlo un diario..M Grillo non e' un blogger perchè presumo non lo gestisca di persona ( o non di certo da solo)" (Ladolcetempesta)
"Che sia categoria: grillo?" (Teiluj)
"Splog - Wikipedia Splog, cioè spam blogs, qualche volta detto anche splogs, sono Web Logs (o "Blog") che gli autori usano solo per promuovere siti web affiliatì" (Lefty)
"Il blog solo come luogo di autopromozione individuale e non di crescita collettiva...perciò il blog di Grillo come MAINSTREAM E NON COME MEDIA ALTERNATIVO.... " (Heteronymos)
"E' un vecchio sito statico web 1.0, molto più simile al sito di Pamela Anderson che ad un blog come il mio" (iopensosempre)
"C’è da chiedersi se la redazione e gli editor che lavorano al “blog” di Grillo lo avessero in origine programmato strategicamente per divenire il complesso contenitore che è (proprio come si fa per il lancio di un nuovo prodotto) e quali siano oggi gli obiettivi che perseguono" (cmalox)
5) Il blog di Grillo è un blog politico e va confrontato con gli altri blog politici.
L'interazione non è nei commenti ma nella rete ON-OFF:
"Infine Grillo non interagisce nel blog, ma interagisce con le persone: fuori dalla rete ha messo in piedi una “rete” reale di contatti (meetup e affini). È un passaggio da on line a off line: politicizzato, ma è un passaggio. Credo che studiare il meccanismo sarebbe interessante." (Galatea)
Quello di Grillo è "un blog differente da molti , ma lo è, e molto ma molto simile ai blog di oltreoceano, ad esempio di gruppi liberal o neocon, dove si fa politica attiva, dove spesso non sono consentiti nemmeno i commenti e dove l'OFF ha una grande priorità" (chiccama)
Il rapporto GRILLO/LETTORI potrebbe modificare di molto il soggetto politico stesso:
"il soggetto osservato si contamina con le masse e gemma nuove formule tese a farsi com_piacere sempre più... Prevedo una implosione, a breve termine.. " (Bestio)
" è il blog per eccellenza in quanto racchiude in "rete" (politica/informazione nel network) le istanze/attese della maggior parte dei cittadini che auspicano un'informazione libera e non deviata dal sistema." (MarcoSaya)
"Il blog di Grillo non è solo un blog; il blog di Grillo è un fenomeno sociale contemporaneo...rappresenta l'ultima frontiera dell'organizzazione sociale." (pensierobondo)
DOMANDE aperte
"Se il suo sia un blog o no, è ora un altro argomento. Forse non lo è. Almeno nel senso in cui lo intendiamo noi. Ma come lo intendiamo noi?" (aranciogiallo)
"Si può parlare di movimento autocratico ?" (ammazzuchelli)
"Sarebbe da chiedersi se lo stile-grillo ha influenzato i blog cresciuti come funghi dopo di lui, o, per reazione, abbia influenzato lo stile (anche letterario) dei blog che gli si oppongono: ad esempio, Grillo ha uno stile di scrittura diretto, semplice, piatto; spesso i suoi “avversari” invece indulgono in uno stile curato: per contrasto?" (Galatea)
"Non interagire nei commenti è quindi una scelta stilistica consapevole o un semplice portato del successo?" (Galatea)
"All'interno del blog è possibile assegnare un voto ad ogni commento. E' una forma di tentativo di validazione delle informazioni/idee esternate dal commentatore oppure una gara fra chi commenta?" (donneinlinea)
" Ci sono tanti tipi diversi di blog. Io ne curo parecchi, uno diverso dall'altro. ora perchè imbrigliare il blog? Perchè incanarlo in una struttura? Il nostro scopo forse è cercare strutture comuni ed elementi che appartengono a tutti o a qualche blog. Non credo che stiamo cercando una griglia di lettura unica. Mi piacerebbe sapere che ne pensate." (modalogia)
alcuni approfondimenti: il servizio su Beppe Grillo oggi sul New York Times.
Qui Qui Qui alcuni degli ultimi lanci stampa sulla decisione di Grillo di fare, a partire dal suo blog, politica attiva.
Qui la sua polemica contro l'informazione e qui la sua intervista non-rilasciata all'Espresso in cui si autodefinisce un "monologhista".
24/01/2008
Questa settimana Sensiblog ospita il contributo di Porucista, che parla della scrittura sul blog come di un modo per far venir fuori una propria parte umbratile nella novità di un testo destinato a sconosciuti, una parte di sé che il blog può rendere meno narcisista, una forma di pensiero che può procedere per libere associazioni e per serendipity, anche in quell'ampliamento del senso che è dato dall'unione di testo e immagini (barbara34).
Questo è il titolo di una canzone di Madeleine Peyroux, che fa al caso mio. Dice, il titolo, quello che per me è il blog. Perché una lettera e non un diario? La lettera viene scritta per essere letta da un preciso destinatario, il diario dovrebbe essere segreto anche se cela il desiderio di essere letto da “qualcuno” che però rimane ipotetico.
La lettera implica lo sforzo di essere comprensibili, e per farlo, occorre essere chiari a sé stessi. Si cerca di diventarlo, scrivendo e riscrivendo, rileggendo e scartando, cancellando e rifacendo. Il blog non ha un destinatario preciso, ma senz’altro alcuni possibili e sconosciuti, perlomeno all’inizio. La sconosciutezza è importante, non si scrive per chi già ci conosce o conosciamo. Anzi. Se la realtà cui ci adeguiamo, ci contenesse integri, completi, non ci sarebbe l’esigenza del blog.
Preme, chiede, esige, proprio la parte che vuole vedere la luce. Non si tratta di frammentazione, di io divisi, ma di quella parte importante, silente per vari motivi, presente ma non riconosciuta. Il mezzo privilegiato per me, è la scrittura perché è stato leggendo che mi sono formata. Non in senso letterario accademico, ma per necessità.
I veri scrittori mimetizzano sé stessi nella narrazione; come si fa, in un blog, a non essere troppo autoreferenziali? Il nick, l’avatar, in questo senso possono essere non maschera, ma rappresentazione, alter ego, per fare da filtro all’eccesso egocentrico. Questo sforzo, l’aderire in modo autentico e onesto alla parte più vera, è la possibilità creativa.
Man mano che quella parte viene fuori, prende forza, si definisce, si fa conoscere e sarà difficile accantonarla. Ci sono delle conseguenze? Altroché. Queste conseguenze sono il legame tra quello che viene definito “virtuale” e il reale. Sempre che non si voglia tenerli distinti, giocare a giochi di ruolo.
Come si fa, come faccio io, come mi regolo? In modo apparentemente sconclusionato, lasciando libere le associazioni, gli spunti, le influenze, le ispirazioni. Senza le briglie di qualche intento particolare. Privilegiando i post, la vera materia di un blog. Lasciando accadere le cose. Scrittura+immagine, che fanno da supporto una all’altra, ampliando o spiegando. Dilatando. Passando a qualcuno che prenderà quello che vorrà, che potrà.
E mentre la scrittura si nutre di letture e riletture ri-pensate, di ricordi e suggestioni, le immagini in un certo senso capitano. Nel senso che metto da parte tutte quelle che mi colpiscono in qualche modo, che sollecitano “qualcosa” da cui poi trarre spunti per un post; oppure lancio una ricerca selvaggia partendo da un termine e guardo quello che viene fuori.
Non cerco mai un’immagine specifica per ciò che ho scritto, ma in modo magico ce ne è sempre una che è quella giusta. Saccheggio i siti delle gallerie d’arte, recupero illustratori/ici, disegnatori di fumetti e metto nei segnalibri tutto quello che mi piace.
L’abbinamento con la scrittura avviene da sé, in modo sorprendente a volte.
Non lo definirei automatico perché il termine implica qualcosa di meccanico, ma spontaneo si. E anche magico, lasciando lavorare le connessioni inconsce che uniscono l’occhio e la mente in modo solo governato dalla razionalità. Insomma uso moltissimo l’intuizione, sorprendendomi sempre di come le cose si facciano da sole, una volta imboccata la strada, preso il ritmo dell’ascolto interiore. Una volta messa in moto la “testa dentro”, gli agganci, le illuminazioni procedono a catena, congiungendo tutto quello che è stato memorizzato, tutto quello che abbiamo a disposizione. Un occhio che guarda fuori e uno che guarda dentro, come ho detto in un post. Come accada, non so ma accade, può fermarsi e ri-accadere e la trovo una cosa entusiasmante.
Questo mi sembra un possibile, proficuo modo di comunicare, con sé stessi e con gli altri. Allargandolo con espedienti significa in qualche modo, alterare il procedimento e la motivazione originali (sempre che non si concepisca il blog come mezzo mondano). Insomma anche le persone, devono “capitare”, entrando dinamicamente nel processo.
C’è questo e c’è molto altro. Ma solo per questo, posso dire che Porucista c’est moi, c’est moi, c’est moi.

Le immagini sono dell’artista cinese Lu-Quing.
23/01/2008
In attesa di ultimare le griglie di osservazione, torniamo a lavorare sull'organizzazione dei gruppi di osservatori (se c'è qualcuno che vuole aggiungersi, è il momento di farlo nei commenti a questo post) e dei blog da osservare...
GLI OSSERVATORI SONO:
1) osservare blog con prevalenza di immagini: Madmapelli, Barbara34, Dadevoti (solo per le nicchie), Oyrad, emmart, modalogia, Willa, aranciogiallo, Astrogigi, evenevil, Teiluij ...
2) osservare blog con prevalenza di scrittura
Zop, Melpunk, Heteronymos, Minerva84 (osservatrice di eiochemipensavo), gruppo antropologia Cà Foscari, IceKent, Malacconcio...
3) osservare blog con prevalenza di musica
Bertop, Maghentar, ...
4) osservatori metafisici senza categorie specifiche:
JonathanKole
5) osservatori del blog di Beppe Grillo: Galatea72
I BLOG DA OSSERVARE SONO
Si tratta anche dei blog che saranno oggetto della prima pubblicazione a stampa della collana editoriale Ibrid@menti sul tema "L'ascesa dei blogger. Arti della connessione nel virtuale".
In base alle indicazioni emerse, abbiamo cercato di individuare i blog in cui si attivano stili di connessione differenti in base a differenti tipologie sia espressive che di contenuto.
Chiariamo ancora una volta che non si tratta di un campione statistico, che non è un concorso in cui si premiano i blog più interessanti o più belli, ma che Ibrid@menti vuole effettuare delle analisi qualitative su singoli blogger - o su gruppi di blogger affini per tipologia - segnalati nel Laboratorio Ibridamenti.
Si tratta inoltre solo della prima fase di un progetto di ricerca che, valutati e pubblicati gli esiti di questo primo livello di osservazione, continuerà in momenti successivi.
I blog segnalati sono stati divisi, partendo dalle caratteristiche che li contraddistinguono, in due macro-tipologie: testuali e non-solo-testuali.
Tra i blog testuali abbiamo individuato queste ulteriori suddivisioni:
1) espressione di emozioni: poesia. Poesiaoggi
2) espressione di emozioni: prosa. Colfavoredellenebbie
3) satira: eiochemipensavo
Tra i blog non solo testuali:
4) forte prevalenza della musica: Jazz from Italy
5) forte presenza delle immagini: OrsaRossa e Lefty
6) prevalenza dell'uso dell'immagine satirica: Dadevoti
Tra i blog nicchia
7) quelli che si occupano di prosa e poesia: tutti i blog segnalati
8) quelli in cui prevale l'ottimismo (intrattenimento, umorismo...): tutti i blog segnalati
9) quelli in cui prevale l'uso dell'immagine: tutti i blog segnalati
10) Come unicum e caso a parte verrà osservato il blog di Beppe Grillo.
E' molto importante capire che gli osservatori sono anche osservati e che i ruoli possono essere scambiati. L'osservazione avverrà necessariamente attraverso l'interazione on line e off line.
Sul blog e in incontri off line si continuerà questa fase di discussione focalizzando l'attenzione sulla creazione di una griglia qualitativa quale punto di partenza per i ricercatori e approfondendo il tema dello stile di connessione.
I punti 7-8- e 9 riguardano i blog di nicchia: un fenomeno rilevante cui si intende dedicare parte della ricerca. Verranno perciò osservati, tra i blog segnalati (ai quali i gruppi di ricerca potranno aggiungerne altri), quelli che presentano le stesse caratteristiche tipologiche. Perciò blog di nicchia che si occupano di prosa e/o poesia; blog di nicchia che invece prevalentemente intrattengono e divertono; blog di nicchia in cui prevale l'uso dell'immagine.
Sul punto 10 (che include il blog di Grillo nella ricerca) possiamo tornare a discutere con un post a parte.
I BLOG DI NICCHIA (questa parte del post va corretta e ibridata)
quelli in cui prevale la prosa o la poesia: tutti i blog segnalati
Herzog
notimetolose
strawberrycharm
metanoie
alessandradragaletta
correspondances
mauvilla
cruelfather
atarax7
violentbreakfast
ekaeka
Malvino
cybergoth
stazionemilano
imaginaire
lashtal
pannacafe
venapoetica
lapoesiaelospirito
Rossovenexiano
universopoesia
poetidiparma
liberinversi
liocorpo
Nessunacertezza
zulawskiego
8) quelli in cui prevale l'intrattenimento, l'umorismo... : tutti i blog segnalati
succedeacatepol
Nonsololamamma
PlacidaSignora
quelli in cui prevale l'uso dell'immagine: tutti i blog segnalati
unavignetta
Willafoto
Yzma
Giuma
Squilibri
Cartographes fous
mariastrofa
Kappa
buba
tangoquerido
matisse
21/01/2008
Sotto il profilo informatico sappiamo che l'avatar è un'immagine: di una certa risoluzione, grandezza, coloramento ecc., che nasce a displuvio del nuovo millennio, nei contesti virtuali di interazione (chat e reti sociali su internet) e che immediatamente, nella pratica della relazione, trascende la natura d'immagine e di frammento figurativo che distingue la persona, l'Autore del testo online, per indicare una delle sue possibili alterità, un alter ego.
Se è vero che l'identità è il modo in cui l'individuo considera se stesso come membro e in base alle norme di una comunità, ed è altrettanto chiaro che norme e modalità di relazione nel virtuale sono differenti, viene da sè che, nella creazione di un testo, processo in cui l'identità è sempre, inevitabilmente partecipe, si deve considerare l'alter ego Avatar-Nick quale altro autore coinvolto, in una certa misura che rileveremo, nella generazione del testo. [Ho già parlato qui di doppio autore.] L'Avatar-Nick ha una storia, dei rispecchiamenti, un "sé" che non sono gli stessi dell'Autore: si può definirli una superfetazione, oppure una parte riflessa e deformata nella rete.
Ci interessa studiare le connessioni, i nessi, le relazioni che il post-evento genera e da cui esso è generato. Nel testo del post in che misura dialoga l'Avatar-Nick (la sua storia, i suoi rapporti con gli altri membri della comunità, il suo stile, il suo “carattere”), in quale dialoga invece l'Autore, la persona fuori del contesto virtuale di interazione? Non separare le due figure è un errore, possono essere molto simili e coerenti, mai identiche (per le differenti modalità di relazione con gli altri membri della comunità).
In un blog l'Avatar-Nick è sempre presente: il “chi sono” del profilo si riverbera, entra necessariamente in risonanza col testo. Mettiamo da parte il processo di creazione del post, che non possiamo ricostruire esattamente (il testo potrebbe, ad esempio, essere antecedente alla creazione del blog, o addirittura all'ingresso in rete della persona; può essere pensato con l'intento di pubblicazione o meno...), procediamo semplicemente alla sua lettura nel macrotesto-blog.
Macrotesto nella critica letteraria è la raccolta di testi di uno stesso autore che si configura come testo unitario. Nel nostro caso il macrotesto-blog è il discorso di un Avatar-Nick. Per discorso si intende un io che si rivolge a un tu: il tu lettore che legge l'Avatar-Nick, dietro cui si pone l'Autore. Come discernere le tracce della presenza dell'Autore da quelle dell'Avatar-Nick? Nel contenuto è impossibile identificarle precisamente, mentre in superficie (a livello dell'espressione) abbiamo la certezza di un allontanamento dall'Avatar-Nick nel momento in cui troviamo l'allontanamento dal discorso, in sostanza quando non c'è l'io-tu (“oggi sono andato in ufficio, ho incontrato...”) ma una voce narrante in terza persona (“un giovane scese per strada dallo stanzino che aveva preso in affitto nel vicolo S...”).
L'allontanamento dal discorso, in semiotica letteraria, è definito debrayage, che letteralmente significa “disinnesco”, cioè disgiunzione, separazione del testo enunciato dalla situazione dell'enunciazione.
Nel nostro caso, portando il testo enunciato fuori dalla situazione dell'enunciazione (in pratica fuori dal blog) si opera una sorta di “disinnesco dell'Avatar-Nick”. E quando non è l'Avatar-Nick a parlare, a dettare, è l'Autore.
Il testo lontano dal discorso dell'Avatar-Nick – in terza persona – risulta quindi più vicino all'Autore che all'Avatar-Nick.
Ecco un indicatore indispensabile alla nostra mappa. Ci permette di comprendere esattamente da chi è generato il testo e, di conseguenza, chi il lettore percepisce come autore. E' rilevante, dal momento che il lettore è anche un commentatore e può quindi dialogare con l'Autore o con l'Avatar-Nick attraverso il blog. L'unico indicatore, per discernere il suo interlocutore, è la presenza o meno del Nick all'interno del commento (per es. “Angelobello68 sei proprio bravo!”, piuttosto che: “Ho letto e mi è piaciuto, complimenti!”). Nel primo caso chi commenta dialoga con l'Avatar-Nick, nel secondo non è possibile dirlo; tuttavia chi dialoga nel post sarà naturalmente l'interlocutore privilegiato dei commenti. Ho osservato, nella maggior parte dei casi, una effettiva coerenza: ci si rivolge più frequentemente all'Avatar-Nick nei commenti, se il testo del post fa uso della prima persona (qualunque siano i macrogeneri letterari in cui iscrivere i contenuti).
Segue la proposta di inserimento (da discutere insieme) degli indicatori all'interno della mappa, che contempla inoltre la riscrittura da altro testo e la citazione o plagio (testo furto).
A2. De-costruiamo il testo attraverso la sua storia (generato da chi o da che cosa?)
A2.1. TESTO AUTORE (la persona che genera il testo)
A2.1.a testo dell'autore (un testo originale)
A2.1.b testo furto (il testo è copiato da un testo originariamente edito a stampa o in rete)
A2.1.c riscrittura (da un testo originariamente edito a stampa o in rete)
A2.2 TESTO AVATAR-NICK
A2.2.a testo del blogger
A2.2.b testo furto (il testo è copiato da un testo originariamente edito a stampa o in rete)
A2.2.c riscrittura (da un testo originariamente edito a stampa o in rete)
A3.1 TESTO COMMENTO
A3.1. dialogo con l'Avatar-Nick
A3.2. dialogo con l'autore
di madmapelli
[Non disfi mai, Poetessa, tu tessi e ti tuffi nel mare e in amplessi riflessi]
LaPoetessaRossa
Costruiamo insieme la mappa per osservare le relazioni e gli elementi connettivi della blogsfera
La mappa è di emmart

A. STORIA
A1. De-costruiamo l'immagine attraverso la sua storia
A1.1. immagine furto
A1.2. immagine dono
A1.3. immagine scambio
A1.4. immagine scaricata a caso dal web
A1.5. immagine creata dal blogger
A1.6. immagine modificata dal blogger
B. EVENTO
B1. Osserviamo gli elementi connettivi di quello che definiamo un evento immagine-suono-testo
evento immagine
B1.1. cosa genera nel momento in cui è postata?
B1.1.a. produce un nuovo nesso dato dal titolo dell'immagine
B1.1.b. produce un nuovo con-testo di scrittura nei commenti
B1.1.c. produce un nuovo con-testo multimediale nei commenti
B1.1.c. produce una nuova catena di post
B1.2. Dove lo genera?
B1.2.a nei commenti
B1.2.b in un altro post
B1.2.c in un altro altro medium
B1.3. Quali effetti produce?
B1.3.a ripetizione
B1.3.b approvazione
B1.3.c disapprovazione
B1.3.d ostilità
B1.3.e disgusto
B1.3.f repulsione
B1.3.g indifferenza
B1.3.h ricordi (piacevoli, spiacevoli, traumatici, neutri)
B1.3.i sarcasmo
B1.3.l ironia
B1.3.m
B1.3.n
B1.3.o ............
B1.4. Quali catene relazionali produce?
B1.4.a scambio di pvt
B1.4.b scambio di email
B.1.4c scambi in chat
B1.4.d scambio di numeri di telefono
B.1.4.e creazione di una community nella community (scambio di link, di commenti...)
B1.4.f. passaggi off line
C. INTERPRETAZIONE
C1. Osserviamo se l'evento produce anche l'interpretazione dello stesso evento immagine-suono-testo
C1.1.Come è interpretata? Quale punto di vista si adotta per interpretarla?
C1.1.a. il punto di vista OFF ( centrato su chi osserva dall'esterno verso l'ìinterno)
C1.1.b. il punto di vista ON (centrato su chi osserva dall'interno verso l'esterno)
C.1.1.c il punto di vista IN (è messa in relazione a...)
C1.2. Dove è interpretata?
C1.2.a. nei commenti
C1.2.b. è ripresa in un altro post dello stesso blog
C1.2.c. è ripresa da altri blog (a: post; b: commenti)
C1.3. Da chi è interpretata?
C1.3.a. da altri blogger
C1.3.b. da commentatori esterni alla blogosfera
C.1.4 Con quali spostamenti semantico-connettivi rispetto all'interpretazione che ne dà l'autore?
C1.4.a. viene riproposta identica ma riutilizzata in altri contesti
C1.4.b. viene riproposta identica ma con titolo diverso
C1.4.c. viene riproposta parzialmente modificata
C1.4.d. viene riproposta con significative modifiche
C1.5. Secondo quali registri emotivi?
C1.5.a. registro empatico come adesione istintivo-emotiva
C1.5.b. indifferenza
C.1.5.c ostilità
D. DISCUSSIONE DELL'INTERPRETAZIONE
Osserviamo se la connettività comporta anche elementi di discussione del punto precedente
(è un approfondimento a cono di C)
D1.1. reiterazione di commenti degli stessi avatar su nodi della discussione
D1.2 interventi ripetuti nei commenti da parte di avatar diversi che approfondiscono il topic
D1.3 utilizzo della stessa immagine, in un altro post per isolare un tema tra quelli discussi
E. FUORIUSCITA ON/OFF
è un approfondimento a cono di (A)+B+C+(D)
Osserviamo se la connettività comporta anche la fuoriuscita dall'ON all'OFF e perciò le modalità del passaggio dal virtuale al reale (o viceversa) e del ritorno all'ON dopo il riconoscimento.
Da cosa è preceduto il passaggio?
E.1.1. scambio di link tra blogger
E.1.2. presenza di commenti con riferimenti personali
E.1.3. presenza di commenti focalizzati su interessi comuni
E.1.4. aumento del registro informale
E.1.5.altro ................
19/01/2008

L'idea è partita pensando all'amore virtuale, alla possibilità di passare oltre lo schermo con le emozioni. Così ho pensato di uscire dallo schermo, ho aperto una finestra e mi sono sporto per scovare via libera.
Ho dovuto lavorare smussando qua e là, ruotando di qualche grado e dimensionando le immagini correttamente, ripulendo i miei contorni dallo sfondo su cui ho scattato la mia foto e, shackerando, tirar fuori questo mix. Un lavoretto di 10 minuti.
Il prossimo passo sarà la contaminazione tra virtuale e reale?
D.
|
| Il primo libro di Ibridamenti |
|
| Preleva il logo |

preleva il banner

preleva il banner

preleva il banner
|
|
|