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   – Il libro, acquistarlo –
 
30/11/2007

1) Madmapelli, Heteronymos e Melpunk saranno a Roma l'8 dicembre mattina (ore 10.00) per PiùBlog2007 e trasformeremo l'incontro (ci sarà anche Stefano Epifani de La Sapienza) in un seminario off-line di ibridamenti con connessione virtuale in diretta con tutti gli ibridi che non potranno venire in fiera e saranno a casa. Ma di questo vi diremo meglio lunedì.
La domanda ora è: c'è qualcuno che si prende la briga di organizzare un
ibirr@menti romano (o una blog-pizza ) per venerdì sera 7 dicembre (noi si arriva in stazione ferroviaria alle 19.00) ?

2)
Ibirr@menti sta organizzando una seconda ibirr@ta per venerdì 14 dicembre sera a Milano: chi ci dà i dettagli (ora, luogo, metro etc...) e chi scrive il post?

3) Stiamo redigendo le prime liste dei gruppi di ricerca (gli osservatori) per il primo libro della collana Ibridamenti: L'ascesa dei blogger, arti della connessione nel virtuale.

 GLI OSSERVATORI SONO:
1) osservare blog con prevalenza di immagini: Madmapelli, Barbara34, Dadevoti (solo per le nicchie), Oyrad, emmart, modalogia, Willa, aranciogiallo, Astrogigi, evenevil, ...
2) osservare blog con prevalenza di scrittura
Zop, Melpunk, Heteronymos, Minerva84 (osservatrice di eiochemipensavo), gruppo antropologia Cà Foscari, IceKent...
3) osservare blog con prevalenza di musica (il blog prescelto è Jazz from Italy )
Bertop, Maghentar,  ...
4) osservatori metafisici senza categorie specifiche:
JonathanKole
5) osservatori del blog di Beppe Grillo: Galatea72

Per favore aiutatemi a ricordare chi è interessato a far parte della ricerca come osservatore/trice.
Chi ancora non si è fatto avanti, non indugi oltre.
Ah cercasi volontari per l'osservazione anche del blog di Beppe Grillo!

[madmapelli]

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tags: eventi, i seminari di cà foscari, ibirr@menti

Il mondo del blog è semplice ma allo stesso tempo complesso. Da più parti sento parlare di realtà virtuale come se si trattasse di un mondo lontano anni luce dal nostro, ed invece è qui, e ci appartiene. Questo mondo virtuale è costruito da noi e siamo NOI! Siamo tanti piccoli mondi che si incontrano o che, in base alle situazioni che si vengono a creare, si scontrano. E’ proprio per questa ragione che rappresenta un continuo fluire di sentimenti e di emozioni che si trasformano e si consolidano dando vita all’immagine di ognuno di noi.
L’immagine! Penso che ognuno di noi, chi più e chi meno, ci tenga a rappresentarsi nel migliore dei modi. Ho sentito dire da alcuni che il mondo virtuale è interessante da vivere, perché ci consentirebbe di costruirci una maschera che più gradiamo mostrare agli altri. Insomma rappresenterebbe una sorta di nascondiglio…ma da cosa dovremmo nasconderci? Dagli sguardi indiscreti degli altri? In realtà, cosa potrebbero scoprire di noi che non vogliamo che sappiano?
A questo punto appare chiaro che più che dagli altri, vogliamo nasconderci proprio da noi stessi…vogliamo nasconderci quegli aspetti che di noi ci fanno soffrire, e soprattutto mostrare quello che non crediamo di essere. Ecco dunque, che a questo punto, ci creiamo una maschera su misura da propinare al mondo, credendo che sia quella che tutti vorrebbero avere, e che quindi sicuramente apprezzerebbero. Nell’immaginario collettivo la maschera è ciò che nasconde nel suo silenzio la nostra realtà – quello che siamo -, ma è veramente così? E se vi dicessi che le maschere parlano di noi, molto di più di quanto non immaginiamo? Già, appare strano che qualcosa che si costruisce appositamente, in realtà ci identifica molto più di quanto non crediamo. Il fatto è che la maschera, da noi scelta, nasce dai nostri desideri inconsci, dalle nostre motivazioni e dal nostro universo emozionale, ed ecco perché parla di noi più di quanto non avverrebbe se ci rappresentassimo allo sguardo altrui, così come sentiamo di essere al momento. Ogni individuo non può desiderare ciò che non gli appartiene già, ciò che non conosce proprio perché, se non conosciamo non possiamo amarlo ed identificarlo come positivo o negativo. Mi viene in mente la storia , tratta dal libro “Messaggio per un’aquila che si crede un pollo –di A..De Mello”, che narra la vicenda di un aquilotto, nato e vissuto in mezzo ai polli, e che di conseguenza credeva di esserlo anche lui; ma un bel giorno vide volare su nel cielo un’aquila e desiderò diventarlo…non avrebbe avuto quel desiderio se non fosse stata veramente un’aquila!
Concludendo, dico a tutti: GIU’ LA MASCHERA! Per quale ragione affaticarsi tanto per nulla?
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tags: il blog è, diciamocele tutte

29/11/2007

VITA DA BLOGGER
[ segnalazione di madmapelli ]

Segnalo Vita da blogger per  tre ragioni.

La prima
è perchè 
Vita da blogger  l'hanno ideato persone senza le quali Ibridamenti non ci sarebbe. Voglio dire non saremmo qui senza Roberto Lo Jacono che ha appoggiato fin dall'inizio il progetto di Cà Foscari e senza Paolo Murgia che è il nostro angelo custode informatico e dal 3 ottobre scorso sopporta e cerca di risolvere quasi quotidianamente i nostri improbabili quesiti tecnici. E saremmo qui, ma in modo molto [ molto ] diverso, se Marco Palombi nella prima riunione tenuta in rettorato a Cà Foscari dove all'inizio ci eravamo ritrovati impaludati a progettare in "accademichese" non ci avesse freddato con un: " Sbagliate tutto: se aprite un blog dovete dire la verità e parlare chiaro".

La seconda è perchè in  
Vita da blogger i blogger si raccontano. Ed è davvero un bel leggere:  scopriamo storie inedite e vere come anche autopresentazioni oniriche e divertenti assai. Abbiamo anche ritrovato parecchi ibridi (che allora non sapevano ancora di esserlo!) : invitiamo tutti a segnalare, se volete, la vostra presenza nella pubblicazione, che si scarica da Lulu.

La terza è perchè, nel pieno rispetto del diritto d'autore, sono convinta che se un'idea è buona vale la pena di copiarla: perciò rilancio. C'è qualcuno che vuol creare un blog satellite di ibrid@menti e iniziare a raccogliere le nostre storie e testimonianze?  
Vita da ibridi non suona male: incrocia e attraversa biologia, fisica, matematica-geometria-fisica  (frattalica), antropologia, fantascienza, virtuale e...

Fanno da cornice agli scritti dei blogger gli interventi di Guido Di Fraia, professore in Sociologia dei processi Culturali e Comunicativi (IULM di Milano), Enrico Maria Milič, Enrico Marchetto e Roberto Costa di DiarioAperto - un'importante ricerca sui blogger - e Paolo Murgia e Roberto Lo Jacono, membri storici del team di Splinder.

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tags: il segnalibro

28/11/2007


Un errore di titolazione: il blog di Sebastiano Gulisano è : almost58.splinder.com
postato da williamnessuno | Permalink | | (pop-up)
tags: videostatements

Dopo l'annuncio di VOCI DELLA POESIA-IBRIDAPOESIA ecco il testo della proposta per VOCI IN PROSA, la nuova iniziativa coordinata da Anna 58. Il testo può essere integrato, modificato e criticato...

VOCI IN PROSA - IBRID@PROSA
promosso da Ibrid@menti 

 
Arti della connessione: modalità creative del nostro agire comunicativo, strategie privilegiate della comunicazione in ambienti virtuali – alle quali dovremo dedicare tutta la nostra attenzione analitica – e al tempo stesso strategie interattive presenti in vari momenti della nostra storia e della nostra cultura.
In questa prospettiva, stare dentro la rete significa anche poter rileggere diversamente la nostra tradizione culturale e letteraria.
A tal proposito Il blog, fin dalle sue origini, tende a bruciare le distanze tra scrittura e vissuto, tra linguaggio e vita; lo fa utilizzando nuovi canali espressivi: al tempo stesso comunicativi e facilmente accessibili, sottratti alla tirannia delle gerarchie sociali, estranei al giogo delle regole istituzionali.
Dentro la rete sarà sempre possibile individuare, nella nostra scrittura, la trama delle appartenenze, il gioco dei rimandi incrociati, la complessità proliferante dei riferimenti. L’autore, certamente, continuerà ad esistere, ma la sua identità sarà, sempre di più, lo specchio di tanti volti, di tante vite parallele, di tante storie, di tanti avvenimenti.
In questa prospettiva vogliamo dare spazio, tramite  VOCI IN PROSA- IBRID@PROSA, alla prosa virtuale del terzo millennio: prosa attorno ad alcuni temi relativi alla life on line così come si realizza, oggi, grazie all’utilizzo della tecnologia informatica.
Coordinatrice di VOCI IN PROSA è  Anna58 .

I temi di VOCI IN PROSA sono sei.
 
Tema: L'amore virtuale   
La rete è anche uno spazio privilegiato per l’espressione delle emozioni. Ci si innamora, ci si lega, in rete, con la massima libertà possibile: si può essere fedeli, infedeli, monogami, poligami, platonici e “sublimatori”…
 
Tema: Identità virtuali  
L’io off line dialoga con l’io on line (con il suo nick, con il suo avatar, con la molteplicità delle sue manifestazioni possibili). Svela, attraverso questo dialogo, le svariate dimensioni di questo suo Alter Ego. Scopre, così, le possibilità creative di questo sdoppiamento. 
 
Tema: il tempo  
Il tempo, nel mondo virtuale, cessa di essere qualcosa di oggettivo, di esterno, cioè una dimensione estranea, irreversibile. Sono possibili, in rete, manipolazioni del tempo: può esistere un tempo ciclico, non lineare. Un tempo che assottiglia e indebolisce sempre di più la sua presenza costrittiva. Di più: la sua presenza costrittiva diviene operazione costruttiva, dotata di elevati gradi di libertà: la libertà di un io smaterializzato, che sfida le leggi della fisica…
 
Tema: Pixel  
E’ sufficiente, per definire e realizzare la nostra immagine “doppia” – il nostro doppio figurativo – un elevato livello di definizione?
 
Tema: Libertà  
Virtualità significa possibilità di una libertà che non abbiamo mai conosciuto nel mondo offline. Grazie alle tecnologie digitali, diventa possibile comporre, costruire un mondo artificiale, che ha carattere di singolarità: un mondo che è fatto soltanto per me, o per me e te, un mondo condiviso da un piccolo numero di persone (Franco Berardi)
 
Tema: Corpi  
Nel virtuale i corpi non sono più impenetrabili, per il semplice motivo che io proietterò, in una sorta di “seconda vita”, la mia sensibilità, la mia intelligenza e la mia fisicità nel mondo che preferisco.
  
REGOLAMENTO

Sono ammessi testi esclusivamente in lingua italiana. Ogni autore può inviare un solo testo a tema, definito di volta in volta da Ibridamenti, (per un massimo quindi di sei testi, uno per tema) non eccedente le 5400 battute spazi inclusi. Sono ammessi anche linguaggi espressivi innovativi che siano connettivi e sperimentali, dove il suono e immagine si fanno parola.
É previsto l'invio telematico al seguente indirizzo ibridaprosa@yahoo.it
 L'invio telematico deve avvenire improrogabilmente entro le ore 24.00 del giorno ultimo valido alla scadenza del tema proposto e comunque non superiore alla durata di 25 giorni dalla data di pubblicazione del tema stesso su ibridamenti . Farà fede la data di e-mail con l’indicazione  VOCI IN PROSA  IBRID@PROSA specificando, di volta in volta, il titolo del tema proposto. 
L'autore, partecipando all'iniziativa, dichiara sotto la propria responsabilità nell’invio telematico che l’opera è di sua produzione, esonerando Ibridamenti da ogni possibile pretesa da parte di terzi. 

Collaborano a VOCI IN PROSA e rilanceranno sul proprio sito [ a propria insindacabile scelta ]  alcuni dei testi in prosa tra quelli segnalati da Ibrid@menti:
Il blog collettivo La Poesia e lo Spirito

 
Anna58  (coordinatrice di VOCI IN PROSA- IBRID@PROSA assieme allo staff di Ibrid@menti)
postato da ibridamenti | Permalink | | (pop-up)
tags: ibrid@prosa

110_1025106_0630

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Cosa manca, secondo voi, alla sequenza sopra per completarne il senso?

La risposta è semplice, (per l'autore) ma sarà divertente leggere i vari commenti che, ci scommetto, spazieranno in ogni... senso... facendo capire quante variabili vi siano nella comunicazione per immagini.
Facile l'equivoco che però potrebbe avere un suo senso.....

Se il gioco vi piace, la prossima volta aumento la difficoltà, senza inserire nessun testo.
Tranquilli
ibrid@ati: le foto sono opera mia, quindi nessuna violazione di ©.

postato da donneinlinea | Permalink | | (pop-up)
tags: ricerca, sensiblog

27/11/2007

[di
malacconcio]



Aldo Nove scrive: “Una volta alla tele ho conosciuto Alberto Bevilacqua. Io ho una vicina di casa che è innamorata di Bevilacqua. Io, da bambino sognavo di diventare come Bevilacqua.”

Aldo Nove a parte, quanti l'hanno incontrato sul piccolo schermo? un po' sproloquiante, sanguigno, appassionato, commosso – forse una personalità e una voce diverse dallo scrittore, cineasta, poeta che molti conoscono. Ora noi blogger (questa sì ch'è Ascesa) abbiamo la possibilità di porgli dieci domande sulla scrittura, in occasione dello Spazio Blog, alla 6° Fiera della Piccola e Media Editoria "Più Libri Più Liberi", che si terrà a Roma al Palazzo dei Congressi EUR dal 6 al 9 Dicembre 2007, ma questi sono dettagli perchè

le domande le formuliamo su questo blog, attraverso gli interventi dei lettori partecipanti, che verranno “ibridati” al post.

La prima, squisitamente interlocutoria, sarà:

« Ci dia un'immagine di sé quando scrive: tastiera, taccuino o (come qualcuno riferisce) macchina da scrivere? la solitudine o i luoghi affollati, il giorno o la notte? segue un rituale? permette di leggere la prosa “in cantiere” durante la prima stesura? »

Poi, riprendendo questo discorsetto, propongo di passare ad “anima e stile”:

« Lei dà l'impressione di caricare la scrittura di tutto il carattere, l'anima, l'empito pulsionale del Bevilacqua uomo: quanto quest'ultimo si specchia, si identifica nel narratore, e soprattutto nello stile della sua prosa? La trama di solito si origina in questa pulsione, o fa parte di un progetto iniziale più rigoroso? »

Bene, cosa possiamo domandare ora al nostro Bevilacqua?

Commentiamo e discutiamone, per lettori e (aspiranti) scrittori è un'occasione straordinaria.




(Splinder organizza lo SPAZIO BLOG in collaborazione con PiùBlog)

postato da malacconcio | Permalink | | (pop-up)
tags: eventi

In Sensiblog2 dicevamo della sinergia tra scrittura e immagine, a cui bisogna aggiungere, musica, emozioni, immaginazione, risonanza (il cogliere empatico dei sentimenti). Tento una sintesi di quanto emerso.

C
ome intendere il rapporto tra scrittura e immagine, e anche in parte suono e tatto (l’aptico, ciò che si coglie e sfiora, tocca con lo sguardo) nei post?

Si parla di una scrittura per immagini ma anche di un modo di pensare per immagini (Chiccama), per alcuni primigenio, universale e immediato (La Poetessa Rossa) scaturente esso stesso da un immaginario a monte (JonathanKole), e che scaturisce a sua volta dalle sensazioni (Adminpaola). Se l’immagine è pensiero e scrittura, questi possono essere anche immagine. L’immagine è nodo di una connessione che rinvia ad una rete, mette in relazione menti, immaginari e persone (Madmapelli) coinvolgendoli profondamente (Melogrande), creando “condivisione, semplicemente condivisione” (Didolasplendida), che però significa anche sincronia, sinergia, circolo virtuoso creativo (Erremme). L’immagine, anche quella “adolescenziale” prima di essere giudicata va compresa (Barbara34). Immagine e scrittura si configurano come due diversi modi di raccontare che talora si sovrappongono e grazie all’immagine mettono in circolo passione nel testo (Anna 58), come le immagini/oggetto postate da Melpunk, Zop e Lefty333boy mettono in evidenza. La loro sinergia amplia le possibilità di lettura e scrittura (Melpunk), traviandone anche talora il senso (Melpunk, Emmart). L’immagine conferisce possibilità autoriali, poetiche, conferisce spazi di libertà (Lefty333boy e Orsa Rossa).

 Le tipologie:
autonome, racconto a sé, che parla da solo (didolasplendida, DianaLove), ibrido decorativo che dà comunque spazio al gioco delle connessioni (imagesofme);
“detriti dell’immaginario collettivo” (Contenebbia);
raccolte e usate a completamento di un testo (chiccama, barbara34), in modo dunque indipendente dall’originalità o meno della produzione dell’immagine, ma ancora in forma di racconto, talora autobiografico.

ekphrasis, racconto dell’arte nell’interazione tra narrazione ed esposizione di opere pittoriche (oyrad);
legate al suono, che rendono più “visivo” il suono (Chiccama, Pannonica);
ferme o in movimento.
immagini come frutto dell'eidolopoiesi, come esito di una capacità attiva di produrre immagini contro la colonizzazione mediatica generalizzata (Heteronymos).

 I téloi:
ampliare gli orizzonti dell’immaginario, esprimendo emozioni in forme più prontamente attingibili che con nozioni di ardua comprensione ai profani, come quelle dell’astrofisica (Astrogigi), fino ad arrivare ad una dimensione quasi onirica. L’immaginario si rivela poetico, può plasmare il mondo (Chiccama), ampliarlo, in quanto non è solo semplice rispecchiamento dello stato psicoemotivo di chi posta l’immagine (IceKent), ma moltiplicazione dei sensi possibili (Astrogigi), grazie al suo senso metaforico (Biri) .

 I significati, gli effetti, le azioni:
L’immagine avviluppa nella sua sensualità, e in quanto tale è evocativa (Vivendolestelle), e immediatamente seduttiva (modalogia). Può avere valore altamente simbolico, attingere all’inconscio o al subconscio contornando gli stereotipo iconici (Astrogigi) ma anche avere funzione decorativa (oyrad). E’ una traccia mestica, del ricordo.

Eccede la parola, dice ciò che questa non potrebbe dire. Resta allora l’interrogativo se questo eccesso di sensazione e immaginario sentito da chi usa e percepisce l’immagine possa essere iscritto in un testo. Ma si ha l’impressione che esso possa essere comunicato testualmente solo in parte, e per il resto la comunicazione basarsi sulla risonanza, qualcosa che va oltre le parole (Pannonica, Lefty 333boy, Didolasplendida).

Se l’intesa sulla risonanza tra corpi può essere nei gesti, nel linguaggio non verbale, come avverrà nel blog? Con i commenti, con i Pvt? O forse, come dice OrsaRossa, solo nella coincidenza con il sentimento stesso così ben esemplificata dall’Urlo di Munch, senso inafferrabile al linguaggio, desiderio di sottrazione dunque al tentativo di creare “griglie” interpretative?  

postato da barbara34 | Permalink | | (pop-up)
tags: arti della connessione, sensiblog

26/11/2007

Ieri è successa una cosa bruttissima, per l'equilibrio di Splinderopoli: ha chiuso il suo meraviglioso blog Vautrin, un dandy raffinatissimo e colto, che, nella morbida, vellutata, penombra della propria borgesiana biblioteca virtuale, condivideva con chi sapeva apprezzare, dotte dissertazioni sulla letteratura francese, sulla simbologia dei Tarocchi, su Doré, sull'amatissimo Lovecraft, e chi più ne ha, più ne metta: eppure Vautrin, figura schiva e modesta come poche, è stato costretto a chiudere. Di seguito riporto la lettera d'addio, da lui pubblicata, perchè spero possa diventare per tutti noi motivo di meditazione:

" No, non c’è vera tutela dei diritti d’autore su internet. Chi ha qualche idea e non si limita a post vaghi, superficiali o, ancora peggio, scopiazzati e non ha capacità o fortuna di poterli pubblicare in maniera tradizionale, è totalmente sguarnito di ogni elementare diritto.
  
Onestamente sono stanco di vedere di qua e di là i miei post rielaborati o copiati da “autori” che hanno sdegno totale del lavoro altrui e che non si curano nemmeno di assolvere l’elementare dovere di citare, in nota o nel testo, la fonte da cui s’attinge. E scrivere post superficiali e senza idee, mi annoia.
 
Il blog chiude, i post sono stati cancellati. Ci si vede nella vita reale.

postato da contenebbia | Permalink | | (pop-up)
tags: eventi, ascesa dei blogger, il blog è

I blog non creano una società, ma una letteratura. Ciò che è fruibile in un blog non è la vita del blogger ma il suo raccontarla. Mettendo però da parte ogni "velleità" autoriale.

Chi legge è un altro

di Letturalenta

Ci fu un tale, uno famoso del quale proprio non ricordo il nome, a cui capitò almeno una volta nella vita di dire una cosa sensata: chi scrive è un altro.

Coltivo da anni per la letteratura quella che altrove ho definito "passioncella segreta, hobby furtivo e poco condivisibile, piacere clandestino e vagamente onanistico". Quando melpunk mi ha chiesto di buttare giù due righe sulla mia idea di scrittura nel blog, mi è venuta in mente una cosa: tutto quello che ho scritto attorno alla passioncella in questione si trova in rete, sparso fra newsgroup, il mio blog, commenti o interventi in blog altrui, eccetera. Per qualche ragione che ignoro, la parte di me più segreta e intima, quella che nella vita di tutti i giorni tengo nascosta al mondo, è in bella vista nel luogo più pubblico che la mente umana abbia mai concepito.

Almeno nel mio caso quel tale aveva pienamente ragione: colui che scrive quel che ho scritto e scrivo in rete non posso essere io.

Se questo è vero per me, non è impossibile che lo sia anche per altri. Non è dunque improbabile che tutto quello che leggiamo nei blog non possa dirci alcunché sulla parte vivente dei blogger, ma solo su quella scrivente. La funzione del blog come strumento di socializzazione, quindi, sarebbe leggermente diversa da come è solitamente intesa: ciò che i blog rendono "sociale", cioè fruibile da una comunità, non sono vite ed esperienze personali, ma il loro racconto. In altre parole, i blog non creano una società, ma una letteratura.

Dicendo che tutto quel che ho scritto si trova in rete ho detto una mezza bugia. C'è un pezzetto della mia vaga e inconcludente produzione verbale che per qualche tempo è rimasto chiuso nel cassetto magnetico del disco fisso. Da poco più di un anno, però, anche questo residuo di scrittura solitaria sta passando a puntate sul blog, croce e delizia dei radi lettori. Quando pubblicherò l'ultimo capitolo, la mezza bugia diventerà una verità intera. La motivazione che mi ha suggerito di mettere il tomo in rete era già contenuta nell'epigrafe del manoscritto, una splendida frase che Erich Auerbach inserì nella conclusione di Mimesis:

Con ciò ho detto quanto credevo di dover dire ai lettori. Resta solo da trovare questi, cioè appunto i lettori.

Una frase che rivela il desiderio implicito in ogni parola scritta: partire alla ricerca di lettori. Il blog ha il potere di esaudire questo desiderio senza bisogno di mediatori. Attenzione, però: il desiderio esaudito è quello di iniziare a cercarli, i lettori, senza alcuna garanzia sull'esito della ricerca. La speranza di essere letti qui e ora, subito dopo aver premuto il tasto Pubblica, è illusoria e foriera di gravi frustrazioni. Da questo punto di vista scrivere su un blog o su una risma di carta non fa molta differenza: l'appuntamento con il lettore è sempre fissato a data da destinarsi, e il diritto del lettore a dare buca non è intaccato dall'immediatezza della pubblicazione.

Perché mai allora un essere minato dal vizio di scrivere sceglie il blog come contenitore delle sue gemmazioni verbali? Forse lo fa perché intuisce, seppure fra nebbie ancora fitte, una differenza di fondo fra la scrittura comunitaria e quella solitaria, fra il chiuso della sua cameretta e gli spazi aperti della grande rete. La stessa differenza che distingue la fruizione dal consumo, il dono dalla vendita, la cultura dallo spettacolo. La possibilità cioè di fare qualcosa che non si esaurisca nell'atto di farla, ma che collabori in qualche modo a tenere in vita un organismo molto più ampio delle proprie quattro ossa. Qualcosa capace di sopravvivergli.

A volte sento dire che le parole riversate quotidianamente in rete sono destinate a vita effimera, a nascere morte, a non durare. Per me è vero esattamente il contrario: quelle parole hanno capacità di permanenza enormi. Costituiscono un deposito al quale sarà possibile attingere per tempi lunghissimi, che ancora oggi facciamo fatica a immaginare. E soprattutto fanno humus, creano terreno favorevole alla nascita di parole nuove e di pensieri migliori. Fra mille anni un volenteroso archeologo eserciterà il suo scalpello informatico sugli archivi della wayback machine, cercando risposte ai suoi molti dubbi sulle origini della civiltà. «Ma tu guarda» dirà a un collega un po' distratto «facevano la guerra, si accoppavano a vicenda per due soldi, si scannavano a milioni per futili motivi, ma non hanno mai smesso di raccontarsi».

Scrivere in rete è allo stesso tempo una rinuncia consapevole a qualsivoglia velleità autoriale e un atto di fiducia nell’istinto di sopravvivenza della specie umana. Significa accettare in partenza che se chi scrive è un altro a maggior ragione lo è chi legge, e che all’ipotetico lettore di domani non arriverà quel che io ho voluto dire, ma quello che lui vorrà o potrà intendere, secondo i suoi gusti, le sue curiosità, il suo grado di interesse per antiche civiltà e lingue morte.
postato da melpunk66 | Permalink | | (pop-up)
tags: scritture in rete

Il primo libro di Ibridamenti

Immagine di Pratiche collaborative in rete

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Il progetto Ibridamenti è coordinato da Umberto Margiotta

Responsabile e coordinatrice del blog Ibridamenti è
Maria Maddalena Mapelli

Ibridamenti è un Laboratorio Sperimentale della Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione in collaborazione con Splinder.

La collana Ibridamenti e le attività editoriali sono dirette da Mario Galzigna che coordina i rapporti con le Università e i privati


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